Dieci anni per tornare in SuperLega. Adesso, la sfida è consolidarsi e costruire le condizioni per restarci, facendo crescere la società sul piano economico, organizzativo e sportivo. Per Cuneo Volley si apre una fase importante, nella quale il risultato sul campo dovrà procedere di pari passo con la solidità dei conti, una governance strutturata e un rapporto sempre più stretto con il territorio.
Alla guida del club c’è il presidente Gabriele Costamagna, affiancato nel nuovo Consiglio di amministrazione composto da Andrea Paoli, Davide Bima, Ivan Morisiasco, Cristian Pavan, Bruno Bergese, Guido Giacinto Becchis ed Emiliano Paolo Rosso. Presidente onorario Vito Venni.

(Il presidente Gabriele Costamagna)

(Il direttore generale Davide Bima)
L’apertura del capitale attraverso la piattaforma Mamacrowd rappresenta uno dei passaggi più significativi di questo percorso: non soltanto una raccolta di risorse, ma la volontà di allargare la partecipazione e rendere il club un patrimonio condiviso della città. Ne parliamo con il presidente Gabriele Costamagna, che traccia le linee guida del nuovo mandato, spiega le priorità economiche e racconta il modello di società che intende costruire.

(Andrea Paoli)
Presidente, quale sarà il nuovo assetto societario di Cuneo Volley e come si passa da un club sportivo a una realtà gestita con un approccio sempre più aziendale?
“Negli ultimi dieci anni abbiamo compiuto tanti passi, partendo da una convinzione: costruire le condizioni economiche per dare continuità al club viene prima del singolo risultato sportivo. Abbiamo affrontato momenti complessi, dal periodo successivo al Covid al ritorno in SuperLega, che ha comportato un impatto economico importante.
Il nuovo assetto deve accompagnarci verso una gestione più strutturata, con responsabilità chiare, competenze e programmazione condivisa. L’obiettivo del prossimo mandato è tenere insieme un bilancio sano e la capacità di far divertire la gente. Ci abbiamo messo dieci anni a tornare in SuperLega: adesso dobbiamo assestarci, costruire basi solide e poi provare a fare qualcosa di più”.

(Bruno Bergese)
L’ammissione a Mamacrowd è un passaggio importante. Quanto è stato impegnativo il percorso di valutazione?
“È stato un percorso approfondito. Abbiamo presentato la documentazione richiesta, affrontato una diligence e un’analisi comparativa dei nostri conti e del bilancio con quelli di altre società di SuperLega. Il progetto è passato attraverso due comitati prima di ricevere il via libera.
Questo lavoro ci ha anche preparati a una nuova responsabilità: avere tanti soci significa adottare una gestione più aperta, con maggiore attenzione all’informazione, alla rendicontazione e al confronto. Per alcuni aspetti richiama la cultura di una società quotata, pur trattandosi di un’operazione molto diversa. Resta naturalmente un investimento con un rischio imprenditoriale, compresa la possibilità di perdere il capitale investito. La partecipazione permette però di scegliere quanto investire e di contribuire consapevolmente a costruire qualcosa di importante per la città”.

(Cristian Pavan)
Che segnale manda questa operazione al sistema bancario, agli investitori e alle imprese del territorio?
“Il percorso di valutazione è un segnale positivo, ma la credibilità dobbiamo costruirla ogni giorno attraverso i numeri, la trasparenza e la capacità di spiegare dove vogliamo portare Cuneo tra tre, cinque e otto anni.
Gestire una società sportiva è economicamente impegnativo. Un grande presidente una volta mi disse: ‘Con lo sport non si guadagna’. Dopo qualche anno posso confermare quanto richieda in termini di risorse, tempo ed energie.
Ma costruire qualcosa in questo mondo è bellissimo. Per un imprenditore significa anche restituire al territorio una parte dei successi che deve al territorio stesso. Mi auguro che questo percorso avvicini nuove realtà al club, con la volontà di condividere un progetto duraturo”.

(Emiliano Rosso)
Perché avete scelto di aprire il capitale anche ai tifosi e ai piccoli investitori?
“Vogliamo condividere un percorso e fare in modo che Cuneo Volley possa vivere, crescere e sognare anche oltre le persone che oggi lo guidano.
Mi riconosco nell’idea di un presidente custode: una persona che si prende cura del club, si confronta con i soci e costruisce le condizioni per consegnarlo più solido a chi verrà dopo. Aprire il capitale significa allargare questa responsabilità e rafforzare il legame con la comunità, nel rispetto dei ruoli e dei diritti previsti dalla governance”.

(Ivan Morisiasco)
Come saranno utilizzate le risorse raccolte attraverso l’azionariato popolare?
“Il punto fondamentale è che la finalità principale della campagna è patrimonializzare la società, rafforzandone il capitale e la solidità nel tempo.
Per un club sportivo costruire un patrimonio stabile è complesso. I diversi obiettivi della raccolta vanno in questa direzione e, al raggiungimento dei traguardi previsti, potranno consentire anche investimenti immobiliari capaci di lasciare un valore durevole alla società.
Vogliamo che le risorse producano benefici destinati a rimanere negli anni. Sarebbe poco lungimirante utilizzarle per aumentare la competitività di una sola stagione e ritrovarci poi nella stessa situazione di partenza. L’ambizione sportiva deve poggiare su basi economiche sempre più solide”.

(Guido Becchis)

(Vito Venni)
Quanto conta avere un Consiglio di Amministrazione con competenze differenti?
“È fondamentale. Una società sportiva ha bisogno di competenze economiche, commerciali, organizzative e di comunicazione, oltre a quelle sportive. Le esperienze diverse migliorano il confronto e la qualità delle decisioni.
Mi piace convincere attraverso dati e ragionamenti, ascoltando anche chi la pensa diversamente. Un Consiglio di Amministrazione deve contribuire, fare domande e assumersi responsabilità. Non dobbiamo avere paura di condividere le idee e osare, purché le scelte siano sostenute da un progetto credibile”.

Anche il rapporto con gli sponsor sta evolvendo. Qual è la vostra strategia?
“Lavoriamo in questa direzione da dieci anni e credo che una parte della nostra crescita derivi proprio da questo approccio. La visibilità resta importante, ma acquista più valore quando si accompagna a un’esperienza: vivere il palazzetto, incontrare altre imprese, coinvolgere clienti e collaboratori, costruire iniziative insieme.
Vogliamo che uno sponsor si senta parte di una rete e trovi in Cuneo Volley un interlocutore capace di comprenderne gli obiettivi. Il passo successivo è rendere queste collaborazioni sempre più personalizzate e misurabili, creando occasioni concrete di relazione e di business durante tutta la stagione”.
Quali saranno le priorità economiche del triennio 2026-2029?
“La linea guida è chiara: risanamento e stabilità economica devono accompagnare ogni ambizione sportiva. Il budget va costruito su ricavi realistici, considerando anche quando vengono effettivamente incassati.
Vogliamo consolidare un metodo basato sul confronto periodico tra budget e risultati effettivi, sulla programmazione dei flussi di cassa e sul controllo degli impegni verso fornitori, finanziatori e collaboratori. Questo permette di individuare per tempo gli scostamenti e intervenire prima che diventino emergenze.
Anche sui costi dobbiamo cercare maggiore efficienza e valutare gli impegni pluriennali in rapporto alla loro sostenibilità. L’obiettivo è arrivare alla fine del mandato con un club più solido e capace di affrontare il futuro con maggiore autonomia”.

Il palazzetto di San Rocco Castagnaretta resta centrale nel progetto. Come procede il dialogo con il Comune?
“Con Valter Fantino è molto bello lavorare, perché c’è un confronto concreto. Proseguiamo sapendo che anche il Comune deve rispettare il proprio bilancio e rispondere alle esigenze di tutta la città.
La nuova palestra esterna destinata agli allenamenti e al settore giovanile è stata un investimento importante. Per noi valorizzare il palazzetto significa farlo vivere sempre di più come luogo di sport, incontro ed eventi, ampliandone l’utilizzo e cercando un equilibrio tra qualità dei servizi e sostenibilità dei costi. È un percorso che richiede collaborazione e programmazione: più l’impianto diventa utile alla comunità, più forte diventa il suo ruolo nella vita cittadina”.

Quale impronta volete lasciare sul piano sociale, coinvolgendo giovani, famiglie e scuole?
“Vorremmo lasciare un club nel quale le persone si sentano accolte e un ragazzo possa crescere prima di tutto come persona. Il settore giovanile ha anche questa responsabilità: insegnare il rispetto, l’impegno, il valore della squadra e la capacità di affrontare le difficoltà.
Vogliamo rafforzare il rapporto con famiglie, scuole e realtà del territorio, creando occasioni per avvicinarsi alla pallavolo e partecipare alla vita del club. L’inclusione si costruisce nelle scelte quotidiane, nell’ascolto e nell’attenzione agli ostacoli che possono allontanare qualcuno dallo sport. Il risultato più duraturo sarebbe vedere ragazzi che, anche senza diventare professionisti, portino nella propria vita qualcosa di positivo imparato attraverso Cuneo Volley”.

State lavorando anche a nuovi strumenti digitali per coinvolgere i tifosi durante tutto l’anno?
“Sì, stiamo lavorando ad alcuni progetti, ma li scoprirete seguendoci. L’obiettivo è mantenere vivo il rapporto con Cuneo Volley durante tutto l’anno, offrendo più occasioni di partecipazione e interazione.
In particolare, per i soci mi piacerebbe trasformare l’esperienza Cuneo Volley in una sorta di videogioco nella vita reale: un percorso nel quale partecipare alle attività del club, vivere esperienze e raggiungere traguardi condivisi renda ancora più forte il senso di appartenenza. La tecnologia può aiutarci a collegare le persone e a farle sentire protagoniste di ciò che stiamo costruendo”.

Presidente, qual è la promessa del nuovo Consiglio di Amministrazione alla città e ai soci?
“La promessa è prenderci cura di Cuneo Volley con trasparenza, responsabilità e lungimiranza, lavorando per consegnare a chi verrà dopo una società più solida di quella che abbiamo ricevuto.
Non possiamo promettere una vittoria, ma possiamo impegnarci a spiegare le nostre scelte, rispettare la fiducia dei soci e mettere la continuità del club al centro di ogni decisione. Vorrei che tra molti anni si potesse dire che abbiamo costruito qualcosa capace di durare oltre di noi, continuando a far emozionare e a riconoscere insieme questa città”.

Il messaggio del presidente è chiaro: la crescita di Cuneo Volley non può dipendere soltanto dai risultati del campo o dalle risorse messe a disposizione dei partners. La sfida del prossimo triennio sarà costruire una struttura economica e organizzativa capace di reggere nel tempo, coinvolgendo soci, imprese, tifosi e istituzioni. Un percorso nel quale l’ambizione sportiva resta centrale, ma deve essere sostenuta da programmazione, trasparenza e responsabilità. L’obiettivo finale è lasciare alla città una società più forte e autonoma, in grado di continuare a competere e a rappresentare Cuneo anche negli anni a venire.















