Fulvio D’Alessandro, alla vigilia del consiglio comunale di stasera, ha deciso di dare le sue dimissioni da coordinatore della maggioranza. A D’Alessandro, eletto nella “Civica per Soave”, non è stata “concessa” la parola durante il consiglio aperto di “Senza Muri”. Il suo forte gesto può essere interpretato come una ripicca o come il risultato del suo grande attaccamento alle regole della democrazia. Altro punto dolente riguarda l’Imu. Il consigliere rimprovera la Giunta di voler adottare delle aliquote troppo alte e di non aver incoraggiato il dialogo tra minoranza e maggioranza.
Abbiamo incontrato Fulvio D’Alessandro per conoscere nel dettaglio le ragioni del suo malumore.
Come mai ha deciso di dimettersi dal ruolo di coordinatore di maggioranza?
“Perché a tutto c’è un limite. Sono tre anni che subisco e subiamo riserve politiche di ogni tipo. Fin dal nostro insediamento in Consiglio, con ben 1.750 voti e tre consiglieri, siamo stati scarsamente considerati in Giunta. Questa è una maggioranza sbilanciata completamente a sinistra dove una lista civica vera come la nostra trova forti difficoltà a farsi sentire. Eppure, fino ad oggi, siamo stati sempre leali con il sindaco Soave. Sfido chiunque a sostenete il contrario, ma io non sono un servo muto! Se mi si chiede di sostenere senza se e senza ma questa maggioranza come fanno altri consiglieri io proprio non ci sto! In compenso la maggioranza e il presidente del Consiglio fibrilla solo quando teme di non avere i numeri sulle delibere di Consiglio. Allora diventiamo indispensabili e perfino simpatici. La nomina da coordinatore è stata voluta dal gruppo consiliare del Pd sperando di rendermi silente. Per tre anni ho sempre garantito tecnicamente il mio operato a favore di tutti i gruppi consiliari di maggioranza. Non sono tra quelli che si incollano alla sedia. Morto un papa se ne fa un altro e poi io sono poca cosa. Possibile che la sinistra e in particolar modo il Pd si preoccupa (adesso) tanto di uno come me?”
C’è stato un avvenimento scatenante che l’ha indotta a prendere questa decisione?
“La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la mancata disponibilità da parte di un presidente del Consiglio che non conosce nemmeno l’articolo 41 comma “3” del nostro Regolamento comunale, volta ad esprimere la mia relazione in occasione del recente Consiglio aperto sul tema "disabilità". A differenza di altri mi ero molto preparato, ma mi è stata negata la parola. Anche la questione “Oasi Giovani” dove il capogruppo del Pd ha rivendicato un proprio tesserato solo per gli ostentati voti assunti alle passate elezioni amministrative, ponendo al contempo riserve di ogni tipo sul nostro candidato. Pd che ha arraffato sempre tutto: vicesindaco, quattro assessorati di peso, Ente Manifestazioni, Monviso Solidale, Consiglio CRS ecc. Poi, addirittura, si sono fusi due gruppi riconducibili in parte a Sel che, con poco più di 900 voti hanno, di fatto, due assessorati. Non si era mai visto!”
Parliamo di Imu e di Irpef. Lei cosa propone?
“Guardi, rimango allibito. Il Consiglio non si è riunito per ben tre mesi. In compenso, in poco più di due settimane, abbiamo dovuto assumere un pacchetto preconfezionato della Giunta (con unica voce critica del nostro assessore Pittavino). Ho dovuto alzare la voce dopo che ho visto la sinistra (Sel) sostenere senza colpo ferire un’aliquota sulle seconde case più alta delle banche. Ma ci rendiamo conto? Anche sui contratti di affitto agevolato, dopo che l’assessore Piola si era reso inizialmente indisponibile, ho dovuto battere i pugni e qualche risultato lo abbiamo ottenuto. Di fatto però avremmo dovuto avere più tempo per confrontarci, noi consiglieri di maggioranza e minoranza, su molti capitoli dove, forse, si poteva tagliare nel merito, garantendo in questo modo un minore impatto sul bene primario degli italiani che è la casa. Prima eravamo considerati risparmiatori adesso limoni da spremere e dopo enormi sacrifici e rinunce nostre e delle nostre famiglie. L’assessore Piola sostiene che gli emendamenti possono essere espressi sul bilancio. Non si può ricondurre tutto al bilancio di previsione con centinaia di capitoli criptati quando, normalmente, gli intendimenti e le scelte vengono espresse sempre e solo dalla Giunta con pochissimi margini per il Consiglio. Però, guardi anche il dato politico. La nostra maggioranza sostiene che era inevitabile operare una manovra così pesante per i cittadini di Savigliano e Levaldigi perché è il governo Monti ad imporre questa impostazione. Bene, ma chi sostiene la manovra Salva Italia? Anche il Partito Democratico ampiamente rappresentato in Giunta e in Consiglio a Savigliano. Purtroppo abbiamo una minoranza poco coesa e propositiva. Così prevale l'esecutivo, sempre!”















