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Solidarietà | lunedì 14 maggio 2018, 16:11

Da Borgo San Dalmazzo in visita all’Arsenale della Pace

Ieri 13 maggio, una cinquantina di borgarini accompagnati dal parroco

Domenica 13 maggio si è svolta la visita all’Arsenale della Pace di Torino, sede del Sermig (Servizio Missionario Giovani) organizzato dalla parrocchia di San Dalmazzo e dalla Confraternita di San Dalmazzo e Santa Croce e vi hanno partecipato oltre cinquanta borgarini, guidati dal parroco don Michele Sanmartino.

È stata una giornata intensa e coinvolgente per tutti. Al mattino il gruppo ha potuto incontrare e dialogare per circa due ore con Ernesto Olivero, 78 anni, fondatore del Sermig, che oggi è presente in Italia, in Brasile e in Giordania e accoglie e aiuta ogni giorno migliaia di persone.

Olivero ha risposto a molte domande che i presenti gli hanno posto con la sorprendente umanità, chiarezza e serenità che lo contraddistinguono. Tutti i presenti hanno percepito che egli, pur essendo un personaggio di fama mondiale, sa anzitutto ascoltare e riesce a dialogare in modo semplice e amichevole senza atteggiarsi ad un ruolo costruito o preconfezionato, ma esprimendosi con grande spontaneità e sincerità che emoziona chi lo ascolta. I pellegrini hanno potuto conoscere alcuni momenti della sua vita: dalla famiglia alla fondazione del Sermig, alla trasformazione dell’enorme fabbrica di armi di Torino in un Arsenale della Pace. Il tutto nella massima trasparenza non nascondendo le difficoltà e gli ostacoli che ha incontrato su questo cammino e dando conto esattamente di finanziamenti e gestione di ogni attività.

Sbalorditive le cifre di milioni di persone aiutate dal Sermig in oltre cinquant’anni di attività e straordinaria l’intuizione di «persone che aiutano altre persone», tutto organizzato secondo regole chiare e precise: non un buonismo sterile, ma, alla luce del Vangelo, un impegno di ricevere e dare e una richiesta, a chi bussa alla porta dell’Arsenale di rispettare i valori di amore e pace, onestà e giustizia, uguaglianza e accettazione dell’altro in ogni umana diversità. Dopo la messa comunitaria nella chiesa interna i pellegrini hanno consumato pranzo al self service interno (tutto gestito da giovani volontari) e poi sono stati accompagnati da un giovane della famiglia del Sermig in visita guidata a tutti i locali dell’enorme complesso di circa 30 mila mq: dalle stanzette per ospitalità notturna alle scuole interne per immigrati, ai laboratori artigianali dove molti giovani imparano il mestiere di restauratore ed altre attività ecc. Al termine della giornata il commento unanime è stato lo stupore per una realtà così vicina a noi, che forse non tutti conoscono realmente e gratitudine per l’opportunità di una domenica insolita con immersione in un’esperienza che aiuta a ripensare con più speranza il momento difficile ed i grandi fenomeni di crisi che stiamo vivendo a livello mondiale.  

cs

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