“Pensare di dare vita ad un pateracchio facendo finta di mettere tutti d’accordo perché nulla cambi, non credo sia più possibile dopo le novità intercorse e quelle che ancora arriveranno nelle settimane a venire. Centrodestra e centrosinistra fanno finta di litigare, ma il “caso Provincia” dimostra che quando c’è da spartire un qualsivoglia bottino la quadra, con la benedizione di Cirio, la si trova sempre”.
A Beppe Lauria, consigliere comunale a Cuneo, ex assessore provinciale e ora referente provinciale di Futuro Nazionale, fa sapere che la lista unitaria per la Provincia non gli piace e che i proconsoli del generale Vannacci in terra cuneese faranno di tutto per far saltare quello che, a loro giudizio, è un “inciucio” tra destra e sinistra.
“I consensi che registriamo in queste settimane anche tra gli amministratori comunali ci inducono a ritenere che i numeri per una nostra presenza in Consiglio provinciale potrebbero esserci. Valuteremo, d’intesa con i livello regionale del partito e dopo l’assemblea nazionale, come muoverci. Di sicuro – promette Lauria – da questo momento non ci sarà più consultazione elettorale in ambito provinciale che non veda presente Futuro Nazionale. Questo a partire dalle elezioni provinciali d’autunno e, a maggior ragione, in occasione delle amministrative e delle elezioni politiche nazionali del prossimo anno”.
Galvanizzati dalle crescenti adesioni ai gazebo allestiti ai quattro angoli della Granda, le truppe del generale si apprestano a dare battaglia.
Certo la partita della Provincia - dove vige il meccanismo del voto ponderato - è difficile, ai limiti dell’impossibile per i “futuristi” (i numeri per presentare una lista sono alti), ma la voglia di testare sul campo le proprie forze è tanta, pari a quella di rompere le uova nel paniere a Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, Cirio e Costa compresi.
I “vannacciani” nostrani non prendono nemmeno in considerazione il centrosinistra: il loro vero nemico sono i partiti di destra che – a loro avviso – avrebbero tradito le aspettative degli elettori. “Siamo noi – dicono con buona dose di sicumera - gli unici in grado di raddrizzare questo “mondo al contrario”.
Prima ancora che il presidente della Regione abbia abbozzato una mediazione, ecco irrompere un nuovo ostacolo, inatteso e potenzialmente insidioso.
Per il momento soltanto un sogno, quelli a cui Lauria non rinuncia mai, anche se – sondaggi alla mano – il generale continua a mietere consensi e il suo attivismo comincia ad impensierire seriamente il centrodestra, tanto a Roma quanto a Cuneo.















