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Cronaca | 20 maggio 2019, 13:40

Lite tra vicini di casa degenera in sparatoria a Dronero: ferisce gravemente il cognato con revolver detenuto illegalmente (VIDEO)

Colpita di striscio anche una donna albanese, sua vicina di casa. Lo sparatore è stato tratto in arresto dai carabinieri e interrogato tutta la notte. E' un idraulico di 29 anni che avrebbe sparato per sedare la lite. In manette per tentato omicidio e detenzione illegale di arma da fuoco

L'auto che trasportava il ferito grave

L'auto che trasportava il ferito grave

Ha sparato tre colpi per sedare una lite tra vicini di casa con un revolver detenuto illegalmente e ha ferito gravemente il cognato. Tre i colpi esplosi che hanno colpito di striscio anche una donna albanese, sua vicina di casa.

Ecco come sono andati i fatti della sparatoria avvenuta ieri pomeriggio, domenica 19 maggio, in una cascina nelle campagne di Dronero. Lo ha spiegato in conferenza stampa il ten. Col. Marco Pettinato, comandante del Reparto operativo provinciale dell'Arma, insieme al luogotenente c.s. Ignazio Palmas: “Una lite scaturita per futili motivi tra due nuclei familiari residenti nello stesso complesso abitativo nelle campagne di Dronero è degenerata portando al ferimento di due persone, entrambe attinte da colpi di arma da fuoco. Un uomo colpito al collo, che versa in gravi condizioni presso l'Ospedale di Cuneo ed una donna, ferita di striscio ad un braccio”.

Guarda l'intervista video realizzata in conferenza stampa:

I fatti si sono verificati intorno alle 17:30 di ieri, domenica 19 maggio, in un cortile ad uso comune delle abitazioni ove risiedono i due nuclei familiari: uno composto da italiani e l'altro da albanesi.

L'italiano rimasto ferito, un operaio di 29 anni, era appena arrivato a casa con moglie e cognato. Colto da necessità impellenti, si è messo a urinare contro il muro di cinta del cortile. Proprio in quel momento stavano arrivando, in auto, i vicini di casa albanesi: marito di 37 anni e moglie di 33 anni con 3 figli minori.

Ne è nata una discussione animata, urla e spintoni. A quel punto il cognato dell'italiano, un idraulico di 29 anni, ha tirato fuori la pistola. Sarebbero almeno tre i colpi esplosi che hanno raggiunto al collo il contendente italiano e ad un braccio la moglie dell'albanese.

Lo sparatore accortosi della gravità delle condizioni del cognato, che perdeva copiosamente sangue dal collo e dalla bocca, decideva insieme alla sorella di caricare il ferito in macchina per trasportarlo all'ospedale di Cuneo. Al volante lo sparatore, al suo fianco il cognato ferito e dietro la sorella. Nel contempo hanno allertato il personale del 118, che raggiungeva i tre a San Rocco di Bernezzo, dove il malcapitato veniva prelevato dai sanitari e trasportato in ospedale. L'uomo veniva immediatamente sottoposto ad intervento chirurgico finalizzato all'estrazione dell'ogiva e alla stabilizzazione delle sue condizioni. Attualmente si trova ricoverato in rianimazione.

Sul posto convergevano anche i militari della Radiomobile e del Nucleo Investigativo di Cuneo nonché il P.M. della Procura di Cuneo, Dott.ssa Chiara Canepa, allo scopo di definire compiutamente i fatti e le relative responsabilità. Gli accertamenti svolti consentivano di attribuire la paternità del grave episodio al cognato del ferito, il quale veniva pertanto tratto in arresto dai militari operanti per tentato omicidio aggravato e porto ingiustificato di arma da fuoco. Nelle prossime ore verrà richiesta la  misura cautelare in carcere.

L'uomo è stato interrogato tutta la notte: ha ammesso le sue colpe, sostenendo di aver sparato per spaventare gli astanti e sedare la lite. In un primo momento l'uomo ha anche nascosto l'arma, poi ha indicato ai militari dell'Arma dove recuperarla. Si tratta di un revolver calibro 6, detenuto illegalmente. Interrogato anche su questo aspetto, l'uomo ha dichiarato di avere trovato l'arma per caso.


cristina mazzariello

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