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Eventi | 15 settembre 2019, 11:30

Verso il tutto esaurito anche la nuova edizione del Folle d’Oro

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Verso il tutto esaurito anche la nuova edizione del Folle d’Oro

Anche la nuova edizione del Folle d’Oro, premio Giovanni Mellano, si appresta a registrare il sold out. Quest’anno la pre giuria ha atteso al concorso “Bon Mariage” di Andrea Castelletti per la regia di Laura Murari e Andrea Castelletti; “Stravaganza” di Dacia Maraini per la regia di Angela Penna  della compagnia Quarta Parete di Barasso (VA); “Il funerale di papà di Francesco Lezza per la regia di Francesco Lezza  e Matteo Celli  della Compagnia dell’Anello di Forlì; “Senza Hitler” di Edoardo Erba per la regia di Alessandro Vanello della Comagnia degli Evasi di Castelnuovo Magra (SP); “I giusti nel tempo del male” di Svetlana Broz per la regia di Diego Ciarloni della compagnia Claet di Ancona.

Il primo appuntamento di martedì 8 ottobre alle 20,45 sarà con il Teatro Impiria. Nella Francia dell’Illuminismo, Monsieur Batteux e il Marchese Parraunet sono due appassionati filosofi che si trovano finemente ad argomentare sugli aspetti del matrimonio e il suo contrario. Ma ogni loro teoria viene regolarmente mandata all’aria dalle figure femminili che si abbattono come cataclismi su quello che vorrebbe essere un tranquillo pomeriggio: la moglie risoluta nel voler redimere il marito libertino, la figlioletta adolescente che avanza con impeto negli inesplorati territori dell’amore, la giovane amica che l’amore invece lo provoca e un’affascinante profittatrice che fa della seduzione un’affilata ama. In un susseguirsi di imprevedibili situazioni e di serrati colpi di scena, l’essere del filosofo viene raggirato dalle seduzioni e dall’ordine di famiglia. Una classico vaudeville in costume basato sul tipico schema moglie-marito-amante-terzo incomodo, dove una forte vena di umorismo e ironica leggerezza si innestano su colti e illuminanti pensieri filosofici, di cui ciascun spettatore potrà far tesoro per domandarsi dove sta la Verità.

Il secondo spettacolo sarà “Stravaganza”, martedì 15 ottobre alle 20,45. Cinque malati di mente internati in un manicomio, tre uomini e due donne, si tengono compagnia, si raccontano, si amano, litigano, si aggrediscono, ridono di sé e degli altri. Un giorno vengono a sapere che è stata votata la legge Basaglia: da domani tutti a casa! L’ospedale chiude. Ma dove andare? Quattro di loro decidono di tornare a casa. Gli affetti su cui hanno sempre contato sono lì ad attenderli. Ma appena arrivati trovano gelo e disattenzione. In realtà nessuno li vuole: sono stati bellamente sostituiti. C’è addirittura qualche parente che ha paura di loro e vorrebbe chiuderli a chiave nella stanza rimediata all’ultimo momento. Così i quattro, perché il quinto, Alcide, non ha nessuno da cui andare ed è rimasto in manicomio, sono costretti a tornare in ospedale. Dove però decidono di vivere a modo loro: senza medici, senza elettroshock, senza chiavi e chiavistelli, in una comune aperta, con nuove regole stabilite da loro.

Il 22 ottobre ci sarà invece la Compagnia dell’Anello con “Il funerale di papà”. Daniel ha tutte le intenzioni di celebrare per suo padre Philip un degno funerale. La famiglia e gli amici più cari si riuniscono così, per dare l’estremo saluto al defunto. Mantenere un’atmosfera civile, però, si rivela compito piuttosto arduo: Robert, famoso scrittore e fratello di Daniel, preso dalla sua carriera e dalla sua vita agiata, trascura da sempre la famiglia di origine, ma il giorno delle esequie, non perde occasione per ricoprire il ruolo di star della situazione e attirare tutte le attenzioni su di sé innervosendo il fratello. Come se non bastasse, Daniel si ritrova a dover gestire in maniera discreta (c’è pure un funerale da celebrare), tutta una serie di episodi imbarazzanti che vedono coinvolti i vari membri della famiglia, trasformando così un giorno di lutto in un assurdo susseguirsi di equivoci e paradossi. E questo è nulla rispetto al segreto celato da Carl, il misterioso uomo col turbante intervenuto alla funzione, ma che nessuno sembra conoscere…

A intrattenere il pubblico il 29 ottobre sarà la Compagnia degli Evasi di Castelnuovo Magra, provincia di La Spezia con “Senza Hitler”. “Scarso talento, prova di disegno insufficiente”, fu il verdetto di ammissione per il diciottenne Adolf Hitler all’Accademia di arti figurative di Vienna nel 1907. Quel fallimento segnò probabilmente l’inizio di un processo di odio del futuro Fuhrer per tutta l’umanità. L’autore immagina e crea una dimensione parallela agli eventi accaduti: Hitler viene promosso all’esame dell’accademia di Belle Arti e realizza il sogno della sua giovinezza: diventare pittore. Ma in realtà la sua fama rimane quella di un pittore mediocre e irrequieto, che dipinge quello che nella nostra dimensione ha fatto: guerra, massacri, camere a gas, cadaveri. Accanto a lui Eva, modella, donna delle pulizie, poi compagna di vita. A sessant’anni, quando il pittore Adolf Hitler sta per emergere dall’anonimato dopo una vita di frustrazioni artistiche, viene intervistato da Anne, una giovane giornalista del Frankfurter Zeitung. Siamo negli anni ’50, Stoccolma è la capitale dell’Europa.

La compagnia Claet propone l’ultimo appuntamento del 5 novembre con “I giusti nel tempo del male”. Nei primi anni ’90 nessuno in Jugoslavia immaginava cosa sarebbe successo. Ma il male arrivò presto, come una tempesta terribile, e sconvolse la vita di tutti e nulla fu più come prima. La maggior parte della gente comune vi si trovò catapultata, come in un brutto sogno da cui, ormai, non era più possibile svegliarsi. Chi fu responsabile di tutto questo? Delle distruzioni, dei saccheggi, della violenza più atroce, degli stupri e delle torture, della fame, del freddo, delle umiliazioni? All’improvviso accadde, fu la notte della ragione, il ritorno ad Auschwitz, la morte di Dio e la morte dell’Uomo. Come fu possibile? Di fronte alla tragedia della guerra, Svetlana Broz vuole parlarci dei giusti nel tempo del male, tutte quelle persone che seppero dire no nel momento in cui questo era più difficile e scomodo, a costo della propria stessa vita. Gente comune, eroi veri di una storia vera. Grazie alle loro testimonianze, essi saranno d’esempio indicando la strada, come luci nella notte del dolore.

Agata Pagani

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