/ Attualità

Attualità | 28 marzo 2011, 15:45

Riapre venerdì 1° aprile la Grotta di Rio Martino a Crissolo

Dopo un periodo di chiusura durato 5 mesi per lasciar riposare i tanti pipistrelli

L'interno della Grotta del Rio Martino 1 (foto Fabrizio Bessone)

L'interno della Grotta del Rio Martino 1 (foto Fabrizio Bessone)

Dopo un periodo di chiusura durato 5 mesi esatti per evitare che la presenza umana potesse risvegliare in anticipo dal loro meritato letargo i pipistrelli che l’hanno eletta loro domicilio - cosa che potrebbe essere loro fatale – riapre venerdì 1 aprile prossimo la Grotta di Rio Martino. Rimarrà aperta ai tantissimi visitatori che ogni anni si addentrano nelle viscere della montagna di Crissolo sino al 31 ottobre durante le sole ore diurne, con il divieto di fare uso – come fonte di illuminazione – delle torce a vento. Il tempo necessario per percorrere il ramo inferiore della grotta, sino alla Cascata del Pissai, è di circa due ore e per la visita è consigliabile dotarsi di un abbigliamento adeguato, in quanto la temperatura all’interno è di circa 5° e l’umidità si aggira intorno al 100%.

La grotta sorge a 1.530 di altitudine,  sulle pendici della Rocca Grane, è  parte integrante del “Sito di interesse comunitario” della destra orografica del Po e si divide sostanzialmente in due rami: inferiore e superiore. Quello inferiore - alla fine del quale si potrà ammirare - la cascata del Pissai (alta più di 40 metri) è lungo 530 metri. Quello superiore si trova al di sopra del sala del Pissai, in cui si “nasce” l’omonima cascata, che non è raggiungibile se non con adeguata attrezzatura e capacità e che è sicuramente più importante sotto l’aspetto idrologico. Con i suoi 300 metri di sviluppo il ramo superiore è contornato da sale,  pozzi e gallerie collegate tra di loro di difficile passaggio. Già nel ramo inferiore, si registrano notevoli presenze di formazioni di stalattiti e si stalagmiti: la loro origine è frutto della deposizione del sale “carbonato di calcio” dovuta all’azione erosiva delle acque.

La grotta è stata scavata dall'impetuosa volontà di scendere verso il basso delle acque dei torrenti subglaciali raccolte sotto i seracchi e in fondo ai crepacci del grande ghiacciaio che ha formato la Valle del Po. La Grotta di Rio Martino possiede inoltre un importante valore ecologico ospitando una rara fauna che utilizza la grotta per svernare. Al suo interno sono state segnalate 7 diverse specie di chirotteri (pipistrelli) protette. Il sito ufficiale del Comune di Crissolo, a tal proposito, curiosamente segnala che la specie più numerosa è il Barbastella barbastellus i cui 272 esemplari presenti all’interno della grotta ne fanno di gran lunga il più grande sito della specie noto in Italia.

Walter Alberto

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium