E’ un duro atto di accusa quello che lanciano i dipendenti del Bottonificio Fossanese alla classe politica piemontese: “Ringraziamo i politici comunali, provinciali e regionali che ad un anno dalla manifestazione pubblica sul Bottonificio hanno fatto solo parole ottenendo un risultato pari a zero. Gli interventi sono stati pochi e di comodo”.
Questo il pensiero di 45 lavoratori e famiglie in cassa integrazione senza alcuna prospettiva reale di occupazione. Il 24 settembre 2009 ci fu una manifestazione pubblica in piazzetta Manfredi a cui parteciparono esponenti politici di tutti gli schieramenti: dal sindaco Francesco Balocco alla presidente della provincia Gianna Gancia, ai vari assessori provinciali e regionali. Furono fatti discorsi e ci fu la promessa di intervento concreto per i dipendenti. “Appuntamenti? Tanti, - spiega Claudio Calorio, responsabile del settore commerciale del bottonificio - ma atti concreti nessuno. La delusione maggiore l’abbiamo avuta dal nuovo governo regionale - continua Calorio -. Roberto Cota in campagna elettorale ci ha promesso azioni concrete. Lo slogan del suo partito è “sul territorio per aiutare la gente del territorio”. Facciamo presente a Cota che i dipendenti del Bottonificio sono tutti di Fossano e dintorni”.
In questo anno i dipendenti hanno cercato di far riattivare almeno una parte della produzione: hanno stilato un piano industriale che è stato sottoposto al proprietario del bottonificio Antonio Antoniotti, l’hanno presentato in Regione quando sono stati ricevuti dai vertici insieme ai rappresentanti sindacali, al sindaco di Fossano Francesco Balocco e all’assessore Maurizio Bergia. “Dalla Regione ci hanno detto che volevano sentire le reali intenzioni di Antoniotti- spiega un altro dipendente Bartolomeo Piovano - ma ad oggi non ci risulta che Antoniotti sia stato ancora convocato”. “I politici contattati, salvo rare eccezioni, hanno fatto solo parole. Di concreto non c’è nulla - rimarca Calorio -. Parlano tanto di salvaguardia del territorio, delle tradizioni, dei prodotti. La chiusura del Bottonificio significa una perdita importante di conoscenza e professionalità. Il Bottonificio Fossanese, anche se industria, rappresentava l’eccellenza artigiana del settore del bottone”.
Secondo i dipendenti ci sarebbe la possibilità di riattivare la produzione anche alla luce di una legge regionale che prevede finanziamenti nel settore della moda e in particolare dei bottoni. “Lanciamo un appello ad Antonio Antoniotti perché riattivi la produzione, ed eventualmente ad altri imprenditori che potrebbero approfittare dell’opportunità del finanziamento regionale”.
Per quanto riguarda il ruolo dei Sindacati i dipendenti sono soddisfatti degli ammortizzatori sociali, ma ritengono che si dovrebbe fare di più per salvaguardare e attivare i posti di lavoro. Il sindaco Francesco Balocco risponde alle accuse con un secco “No comment”.















