I Presidenti ed i Consiglieri dei Cda dei Consorzi: Socio Assistenziale del Cuneese, per i Servizi Socio-assistenziali delle valli Grana e Maira, per i Servizi Socio-assistenziali del Monregalese, Monviso Solidale, Socio-assistenziale Alba Langhe e Roero, intendono sottolineare che, pur non essendo volontari, in quanto nominati dalle assemblee dei sindaci, non ricevono alcun emolumento dal giugno 2010, ai sensi del D L 78 del 31.5.2010.
Ciò nonostante, continuano ad assumersi il compito di trovare soluzioni gestionali efficaci per mantenere i servizi finora svolti per anziani, minori, disabili e per adulti e famiglie in condizioni di disagio, a fronte da una parte di esigenze crescenti (l’aumento del numero degli anziani non autonomi, la crisi economica) e dall’altra di risorse sempre più ridotte per il progressivo svuotamento dei dieci fondi nazionali destinati al sociale (esempio: non autosufficienze da 300 milioni di Euro nel 2008 a 0 Euro nel 2011).
Le ripercussioni dei tagli le vediamo ogni giorno: guadagnare 1200 Euro al mese ed essere figlio unico di un genitore non più autonomo è una condizione che impedisce di fatto l’assistenza perché non è possibile a questo scopo rinunciare al lavoro né al momento è facile accedere ai posti in convenzione nelle residenze (leggi: retta pagata per metà dalla Sanità e per metà dall’utente e/o dai servizi sociali a seconda del reddito dell’anziano) perché le liste di attesa delle persone già valutate idonee per accedere alle strutture si sono progressivamente allungate.
Dalla nostra posizione di forza, in quanto privi di interessi personali che ci trattengano incollati alle “ poltrone”, continuiamo a difendere i Consorzi perché a nostro giudizio efficienti, sentendoci sostenuti dal consenso dei Sindaci, eletti e non nominati, e tutti convinti, a prescindere dai diversi schieramenti politici di appartenenza.
I Consorzi sono uno strumento democratico (non un giocattolino!) che permette ai Sindaci di conoscere, tramite le informazioni che provengono dal territorio, le esigenze emergenti (esempio: i disabili per incidenti della strada diversi per bisogni dai disabili per malattia, le nuove povertà) e poi di progettare soluzioni possibili, suggerite dai tecnici presenti nei servizi consortili competenti a riguardo, sempre tenendo conto delle risorse economiche. E la disponibilità dei Consorzi c’è anche nel cercare risposte per i casi individuali delle persone che vadano a bussare alle porte dei Sindaci.
Questo controllo del territorio sul territorio verrebbe a mancare se le attività dei consorzi diventassero competenza della Sanità perché la programmazione a quel punto sarebbe direttamente indicata dalla Regione tramite i commissari da essa nominati, senza più margine alcuno per le esigenze diverse di un territorio rispetto all’altro e per il contributo dei tecnici che al momento vi lavorano in ambito sociale.














