Le celebrazioni per il centocinquantenario della prima ascensione al Monviso hanno tutte avuto come riferimento da un lato il venir meno, sull’intero arco alpino, di vecchie identità, dall’altro la scoperta di un identità nuova cui la montagna dà il suo contributo. Non stupisce quindi che la manifestazione finale sia un convegno dedicato agli Ecomusei dal titolo "La montagna, costruzione di una nuova identità: la risposta degli ecomusei". Gli Ecomusei rappresentano infatti un riconoscimento e insieme un veicolo di questa identità. Ciascuno di essi coglie specificità locali: saperi, tradizioni, strategie individuali e collettive, esperienze, e le fissa attraverso la presentazione di documenti, la ricostruzione di ambienti e l’esibizione di antichi strumenti e arredi. Questo recupero dell’identità locale non esaurisce tuttavia la funzione degli Ecomusei: nonostante la diversità, a volta assai grande, sia dei loro contenuti che della loro presentazione, gli Ecomusei mostrano una certa ‘aria di famiglia’, e il visitatore che ne visita più di uno non manca di avvertirla.
Questa ‘aria di famiglia’ riguarda, ancora una volta, il tema dell’identità, non più sul piano delle singole attività evocate o degli strumenti, o degli arredi: ora l’identità riguarda la sfera dei valori, e significa sentirsi parte di un mondo fatto di laboriosità e di responsabilità, di senso della comunità e di fiducia verso gli altri. E’ un messaggio di valori che gli adulti riconoscono con nostalgia, e che è particolarmente importante per i ragazzi in visita: un messaggio silenzioso e privo di retorica, e tuttavia efficace. Accando a questi contributi alla sfera dell’identità, gli Ecomusei sono importanti come catalizzatori di sviluppo locale. L’esperienza degli Ecomusei esistenti mostra che sono nate accanto ad essi iniziative di valorizzazione del territorio che hanno spesso assunto una dimensione imprenditoriale, e che hanno avuto ricadute positive sull’economia locale.
Il convegno di sabato 10 settembre a Crissolo toccherà tutti questi temi, dalla costituzione degli Ecomusei al loro funzionamento, dall’importanza del lavoro di rete alle ricadute economiche e culturali del singolo progetto sulla comunità che lo ospita. Parteciperanno al convegno, tra gli altri, Ilaria Testa, coordinatrice del Laboratorio Ecomusei della Regione Piemonte; Gino Baral, presidente della Rete Ecomusei del Piemonte; Luca Genre (Scopriminiera, Prali); Massimo Garavelli (Ecomuseo, Colombano Romean); Stefano Martini (Ecomuseo della Pastorizia, V.Stura); Nanni Villani (Ecomuseo della Segale, Valdieri); Claudio Luciano (Ecomuseo Terra del Catelmagno).











