Era il 9 dicembre del 1990. Dodici speleologi di Imperia, Savona e Torino avevano organizzato un’escursione nella grotta “La Bassa” del massiccio del Marguareis. Quel giorno dovevano rientrare, ma per nove di loro fu la fine. Sergio Acquarone, Marino Mercati, Luigi Ramella, Aldo Avanzini, Paolo Valle, Roberto Giuffrey, Mauro Scagliarini, Stefano Sconfienza e Flavio Tesi, tutti tra i 20 e i 48 anni, persero la vita travolti da una valanga che li sorprese poco dopo l’uscita dalla grotta. Gli altri tre riuscirono a riparasi tornando in grotta e nei giorni successivi furono messi in salvo dal Soccorso Alpino che trovò i corpi dei nove sepolti sotto la neve.
Il gruppo, quel 9 dicembre maledetto, doveva comunque rientrare, nonostante fosse in corso da alcune ore una forte nevicata, e così, uscito dalla grotta, decise di avviarsi verso Upega, dove si trovavano le automobili, percorrendo un sentiero conosciuto e più volte praticato da molti. Ma poco dopo la valanga. Una tragedia tra le più grandi avvenute su quelle montagne.
Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale di Briga Alta ha fatto posizionare all’ingresso della borgata Carnino un cippo commissionato due anni fa allo scultore rumeno Benone Olaru dalla Comunità montana dell’Alta Val Tanaro a ricordo delle vittime. Una scultura in marmo nero di Ormea su cui sta scritto, oltre ai nomi dei nove speleologi che persero la vita, “Il loro cuore è rimasto nel cuore della montagna che tanto amavano”. Il cippo verrà benedetto domenica alle 10.30. Subito dopo la messa in suffragio delle vittime.













