Antonio Motta, il presidente del consiglio comunale, ha voluto ribattere alle forti accuse fatte dal consigliere D’Alessandro durante una nostra intervista del 29 marzo. In quella circostanza, D’Alessandro ha incriminato Motta di non avergli concesso la parola e di non conoscere l’articolo 41 comma 3 del regolamento comunale nel quale, in materia di adunanze “aperte”, compare scritto: “Il Presidente, garantendo la piena libertà di espressione dei membri del Consiglio Comunale, consente anche interventi ai presenti che lo richiedano”.
Il presidente del consiglio ha spiegato le sue ragioni: “Non c'è stato tempo e spazio a sufficienza per dargli la parola. Del resto nessuno dei consiglieri, sia di minoranza sia di maggioranza, ha detto la sua. In pieno accordo con il vice Sindaco, Silvana Folco, s'era deciso di dare tutto lo spazio possibile ai cittadini per, una volta tanto, stare ad ascoltare i loro problemi. Mi auguro che tutti siano stati in grado di raccogliere i tanti piccoli e grandi messaggi che i ragazzi e soprattutto le loro famiglie ci hanno lanciato quella sera. Il consigliere D'Alessandro ha voluto scatenare a tutti i costi una polemica infondata e tutto questo per il suo egocentrismo e narcisismo politico”.
Motta ha precisato: “Avrei fatto il possibile per concedergli la parola se solo fossi stato avvertito, così come avevo richiesto espressamente a tutti i consiglieri. Così non è stato. Inoltre, non mi risulta che D’Alessandro abbia concordato il suo intervento con nessuno degli esponenti di maggioranza, né tanto meno con i capigruppo di minoranza. Trovo molto strano e atipico che proprio lui che tanto si appella alle regole, poi quelle quelle stesse regole non le rispetta.”













