Mercoledì 31 ottobre si è svolta, presso la Sala San Giovanni a Cuneo, un’iniziativa promossa da “MenteInPace – Forum per il ben-essere psichico” ed organizzata dai Servizi psichiatrici territoriali di Cuneo per presentare una nuova filosofia ed un nuovo modello organizzativo per la psichiatria (con più di dieci anni di esperienza alle spalle), che si basa sul coinvolgimento formalmente attivo degli utenti e dei loro familiari.
Riportiamo una frase detta da un UFE (Utente-Familiare Esperto) di Trento, presente al Corso di aggiornamento (terminato con una Tavola rotonda) svoltosi, appunto, il 31 ottobre. Questo UFE ha detto: “i pazienti psichiatrici hanno dei problemi, non sono dei problemi”.
Può capitare che, per alcuni operatori delle strutture psichiatriche ospedaliere o territoriali, gli utenti siano considerati dei problemi e quindi generino fastidio o insofferenza. Ciò non aiuta ad essere efficienti ed efficaci nel dare risposte all’utenza. Se invece si considerano gli utenti come persone (innanzitutto come persone) che hanno dei problemi, allora si riesce ad incentrare l’attenzione su di essi e sulle strategie possibili per risolverli. Un ulteriore passo in avanti lo si compie quando questi problemi, una volta risolti ed immagazzinati nel bagaglio dell’esperienza di vita dei pazienti o loro familiari, diventano una risorsa per affrontare problemi simili di altre persone.
È ciò che propone questa nuova metodologia del “fareassieme”, utilizzata dal Centro di Salute Mentale di Trento e che si è già estesa ad una quindicina di Dipartimenti di Salute Mentale ed è stata fatta propria dall’AGENAS (Agenzia Generale delle Aziende Sanitarie) e finanziata dal Ministero della Salute.
Questa metodologia, che si basa sull’operato degli U.F.E. (Utenti e Familiari Esperti), parte dal presupposto che, oltre al sapere professionale degli operatori, i servizi psichiatrici sia territoriali che ospedalieri si possano e si debbano avvalere del sapere esperienziale di utenti e familiari, formalmente riconosciuto e retribuito. Non ci si ferma al ruolo dei volontari di varie associazioni a supporto degli operatori. Si fa un passo in avanti, favorendo l’autostima e combattendo il pregiudizio nei confronti della malattia psichiatrica, riconoscendo un valore ontologicamente “formativo” alla malattia stessa.
Il Corso di aggiornamento e la Tavola rotonda del 31 ottobre, di cui si faceva cenno all’inizio, hanno visto la partecipazione di molta gente, tanto da riempire il salone. Tale partecipazione esprime una forte richiesta di cambiamento, nella direzione di una maggiore attenzione per le esigenze delle famiglie e degli utenti e di un loro coinvolgimento non paternalistico ma alla pari. In quest’ottica va letto un significativo aspetto innovativo, che è stato organizzare un corso di aggiornamento per operatori (medici, infermieri, educatori, operatori sociosanitari, ecc.) a cui hanno preso parte, a pari diritto, utenti, familiari, volontari, cittadini. Da sottolineare l’ottima organizzazione dell’evento, da parte dei Servizi Psichiatrici Territoriali dell’ASL CN1.
Tale evento rientra nel più vasto progetto chiamato “UN PARCO PER UNIRE – contro il pregiudizio ed il disagio psichico” promosso da MenteInPace ed a cui aderiscono l’ASL CN1, l’ACLI, l’ARCI, i comitati di quartiere GRAMSCI e DONATELLO, il COMUNE di CUNEO e il CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO – SOCIETÀ SOLIDALE ed a cui collabora anche la DiAPsi (Difesa Ammalati Psichici)
di Cuneo. L’Amministrazione comunale era rappresentata dall’Assessore Gabriella Roseo la quale è stata molto esplicita nell’invitare a creare questa nuova figura dell’UFE anche a Cuneo. Oltre ad un UFE (Maurizio Capitanio, Presidente delle Parole Ritrovate di Trento), a Luisa Ferroni infermiera
lombarda ed al Coordinatore degli UFE trentini Roberto Cuni, c’era il dr. Renzo De Stefani, referente nazionale del Movimento “Le Parole Ritrovate” e responsabile del Centro di Salute Mentale di Trento.
Mario Silvestro, Presidente di MenteInPace, ha proposto, a fine lavori, un “tavolo” aperto a tutti gli interessati in cui ci si confronti al più presto, alla luce di quanto proposto. Un occasione in cui si lavori per individuare problemi o questioni cui dare risposte "nuove", che possono nascere dai differenti "saperi" dei vari componenti, provando ad iniziare ad utilizzare il "fareassieme" come riferimento, al quale partecipino utenti, familiari, operatori, associazioni, gruppi di autoaiuto, persone interessate.
Tale invito è stato pubblicamente accettato da Annarita Manuello, Presidente della DiAPsi di Cuneo e dal responsabile dei Servizi psichiatrici territoriali di Cuneo dr. Francesco Risso.
Ora inizia il difficile compito di passare dalle parole ai fatti, consci che non si parte da zero ma da una situazione in cui i servizi psichiatrici, malgrado i continui tagli dei finanziamenti, cercano di
migliorare e sono aperti al confronto.





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