"La risposta negativa ci ha preso in contropiede ” afferma Don Beppe Dalmasso direttore della Caritas di Saluzzo, dopo il no giunto una mezzora fa, che non accoglie la richiesta avanzata ieri alla Prefettura, Provincia e sindaco di Saluzzo dalla Caritas stessa, dal Comitato Antirazzista e dalla Cooperativa Emmaus, per avere un’area attrezzata da destinare all’accoglienza umanitaria dei 150 migranti stagionali, dopo lo sgombero, ieri, della tendopoli al Foro Boario.
Area che era stata individuata nei pressi del campo sportivo Damiano.
“Avevamo fatto una proposta plausibile umanamente - afferma Don Dalmasso - Non ci mettiamo contro le Istituzioni con cui collaboriamo da quattro anni sul problema migranti, ma vogliamo salvaguardare la dignità di queste persone. La Caritas aiuta chi ne ha bisogno. Quest’anno ne abbiamo ospitati una quarantina nella Casa di prima accoglienza, per un mese per non fare privilegi. Oggi ci sentiamo impotenti ma speriamo ancora”
La richiesta era quella di un campo provvisorio in attesa delle sistemazioni del Piano di accoglienza previste a partire da luglio. In base a questo piano tarato per 200 persone, delle quali una settantina già accolte in strutture della Caritas e del Comune di Saluzzo, (la casa del custode al cimitero) altri 120 migranti avranno sistemazione in container per intervento della Coldiretti, nei comuni di Saluzzo, Verzuolo e Lagnasco.
Stanotte la maggior parte dei 150 africani, ha dormito per terra, accanto a zaini, a bici al Foro Boario dove ieri, in esecuzione dell’ordinanza del sindaco che vietava accampamenti non autorizzati, è stato sgomberata la tendopoli in cui sostavano, in attesa di impiego nella stagione della frutta.
Operazione iniziata al mattino e terminata intorno alle 18 che ha visto in campo un numeroso spiegamento di Forze dell’ordine con Carabinieri, Polizia, Vigili urbani, Guardia di Finanza e la rimozione da parte di personale comunale di tende, teli e materassi.
I migranti, assistiti ieri durante le operazione di sgombero da un avvocato dell’Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) si preparavano ora ad un’altra notte senza ripari.














