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Attualità | 13 settembre 2013, 16:49

Tribunali: Roma ancora una volta vuole umiliare la Granda

"Ancora una volta un provvedimento squisitamente romano sottolinea la grande disparità di trattamento fra Nord e Sud, salvando diversi tribunali del meridione dalla soppressione ma facendo roteare la scure su quelli del Nord" - dichiara Federico Gregorio

Tribunali: Roma ancora una volta vuole umiliare la Granda

Fa specie leggere della presa di posizione dei presidenti degli ordini degli avvocati di Acqui Terme, Casale Monferrato, Mondovì, Saluzzo e Tortona, riportata nei giorni scorsi dai mezzi di informazione, e constatare che si tratti di un attacco a tutto e a tutti indistintamente, nel quale si polemizza in primis con il Presidente della Regione Roberto Cota.

Spiace perché se c’è una forza politica si è opposta, nelle sedi competenti (ovvero alla Camera e al Senato e non solo sulle piazze), alla soppressione di molti tribunali prevista nella riforma delle circoscrizioni giudiziarie, quella forza politica è proprio la Lega Nord. La stessa e sola forza politica che non ha mai appoggiato né il Governo Monti, il quale ha progettato e avviato la riforma, né il Governo Letta (con Pd, Pdl, Scelta civica) che la sta attuando.

Ancora una volta un provvedimento squisitamente romano sottolinea la grande disparità di trattamento fra Nord e Sud, salvando diversi tribunali del meridione dalla soppressione ma facendo roteare la scure su quelli del Nord.

Dovrebbe essere noto, inoltre, ai firmatari della lettera come ai cittadini, che un presidente di Regione non ha alcuna competenza diretta su questa materia. Ciò nonostante Roberto Cota, sia come Presidente della nostra Regione che come esponente di spicco della Lega, ha sempre mantenuto una posizione contraria a questa riforma decisa dal Parlamento.

Non si capisce, quindi, come si possano ascrivere a Cota e alla Lega Nord le colpe e le conseguenze di un provvedimento di soppressione attuato dal Governo, che una volta di più infierisce su chi si è sempre distinto per senso del dovere e rispetto delle leggi.

Sembra che Roma abbia una sorta di livore nei confronti del nostro territorio che, dalla terra della “malora” descritta da Fenoglio, è diventato negli anni una provincia modello, a cui tutti guardano con ammirazione per l’eccellenza raggiunta in ambito economico, agricolo e turistico. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che da anni Roma continua ad umiliarci, togliendoci servizi che questo territorio ha istituito conquistandoli con le sue sole forze, o trasferendo col contagocce quei fondi che i cuneesi hanno sempre versato in tasse, fino ad arrivare a lasciare la provincia Granda in brache di tela.

Tra la Granda e Roma il “do ut des” ha un rapporto impari, questo è un dato di fatto. E, mentre qualcuno è indaffarato a cercare un colpevole dietro l'uscio di casa, dai palazzi romani continuano ad arrivare solo nuovi metodi per proseguire questa umiliazione. Non sarebbe, dunque, molto meglio alzare la testa con un moto d’orgoglio, anziché affannarsi a puntare il dito?


Federico Gregorio

Consigliere regionale Lega Nord

c.s.

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