Lunedì 9 marzo scorso si è tenuto a Torino, nei locali dell'assessorato allepolitiche sociali ed alla casa di via Lagrange 24, il previsto incontro tral'assessore Augusto Ferrari, accompagnato da un dirigente del settore e lo Sportello Casa del Centro Sociale di Cuneo. All'incontro ha partecipato anche una delegazione dello Sportello Casa di Torino.
La richiesta era nata dallo Sportello di Cuneo, a seguito della raccolta firme contro la vendita all'asta dellecase popolari, contenuta nella prima versione del decreto attuativo Lupi, approvato in Conferenza Stato-Regioni il 16 ottobre 2014 e poi ampiamente modificato nella stessa sede in data 18 dicembre 2014.
I cuneesi hanno consegnato all'assessore Ferrari le 1.600 firme raccolte in tutta la provincia, tra gli assegnatari di alloggi popolari ed anche tra molti altri cittadini consapevoli della attuale emergenza abitativa.
La piattaforma conteneva tre titoli fondamentali: No alla vendita all'asta delle case popolari, evitando che speculatori non aventi diritto all'assegnazione potessero acquistarli; no allo spostamento dalle loro attuali abitazioni degli assegnatari che non potessero o non volessero acquistare; sì al rilancio dei finanziamenti per il reperimento di nuove unità abitative e per la manutenzione e ristrutturazione del patrimonio esistente anche attraverso l'autorecupero.
Dopo che gli assegnatari e i volontari dello sportello hanno illustrato le motivazioni per le quali lo sportello è sorto ed i punti della piattaforma, ha preso la parola l'assessore Ferrari.
Nel suo intervento si è detto più che mai consapevole che la situazione di crisi attuale, unita ad un abbandono deregolamentato alle leggi di mercato, ha creato una emergenza abitativa di dimensioni fino ad oggi sconosciute.
Per molte famiglie italiane e piemontesi, la spesa relativa all'abitare ha raggiunto percentuali insostenibili rispetto al redditto posseduto. Ciò rende totalmente fuori luogo ogni ricorso all'alienazione del patrimonio di E.R.P. che garantisce un' abitazione a fasce di cittadini che non potrebbero permettersela in altro modo.
In questo senso l'assessorato già si è opposto, nella sede istituzionale, alle norme del decreto e si è reso disponibile, nel rispetto delle autonomie dei gruppi politici presenti in consiglio regionale, a farsi promotore di una presa di posizione istituzionale della regione che allontani definitivamente tale pericolo. Comunque l'assessorato non intende assolutamente derogare dal disposto della legge regionale 3/2010, vigente in materia, che garantisce che gli alloggi, a determinate condizioni, possono essere ceduti unicamenteagli assegnatari ivi residenti, su loro richiesta.
Sempre in questa ottica l'assessore ha annunciato la volontà di “attualizzazione” di questa legge regionaleallo scopo di meglio adeguarla alla attuale situazione emergenziale. In questa volontà rientra anchel'introduzione del concetto di “autorecupero” da parte degli assegnatari e per importi fino a 7.000 €, che sta per essere licenziato dalla Commissione Urbanistica Residenziale del Consiglio Regionale. Scopo di questo provvedimento è di consentire agli assegnatari già residenti o in lista di attesa, di assumersi a proprio carico interventi di manutenzione che consentano la buona conservazione degli alloggi. Le spese sostenute saranno poi detratte dal canone mensile pagato alle ATC.
I rappresentanti dello sportello, che concordano su tale iniziativa, hanno raccomandato che si affronti il problema del reperimento dei fondi per coloro che non ne dispongono e del rispetto delle graduatorie anche nel caso di impossibilità economica ad aderire all'iniziativa.
L'assessore ha affermato che allo stato attuale i fondi messi a disposizione dal Piano Casa varato dall'attuale governo, sono risultati ampiamente inferiori alle promesse, per cui occorrerà che si reperiscano con urgenza altri fondi pubblici. Un primo passo potrebbe essere compiuto con la reimmissione in circolo, da parte dei comuni, delle somme pagate come IMU e TASI dalle ATC che con questa imposizione vengono private diuna significativa quantità di fondi per investimenti.
In questo senso va anche la legge regionale, appena votata, sul prolungamento dei tempi nelle assegnazioni emergenziali temporanee, che consentirà un po' di respiro ai comuni interessati.
Infine l'assessore ha dichiarato che nel suo ruolo istituzionale porterà avanti una politica di lotta allediseguaglianze tendente principalmente a ridurre fortemente l'incidenza dei costi dell'abitare sui redditi delle famiglie, non solo nel campo della edilizia pubblica ma anche in quella privata, che porti alla introduzione del principio della “sostenibilità abitativa”. Ciò mettendo mano al cosiddetto “libero mercato della casa” che queste diseguaglianze sta producendo, con incidenze del costo dell'abitare spesso superiori al 50% del reddito posseduto.
Su questo tema si è in fase di riflessione iniziale tendente a produrre una legge quadro regionale sul diritto all'abitare.
L'incontro si è concluso con una sostanziale condivisione dei temi trattati e con l'impegno a proseguire il confronto per seguire passo-passo l'iter dei provvedimenti annunciati, contribuendo a far sì che trovino rapida attuazione.
Da parte nostra continueremo a monitorare attentamente la situazione verificando che si prendano i necessari provvedimenti legislativi ed amministrativi e terremo informati gli assegnatari ed i cittadini sulle prossime evoluzioni.
Proprio in questo senso va l'assemblea programmata per venerdì 27 marzo alle ore 21 pressola sala comunale di via Schiaparelli 11 a Cuneo.
Durante la serata, oltre al necessario resoconto su questo incontro, avremo un confronto con la nuova ATC Alessandria-Asti-Cuneo in merito agli investimenti programmati soprattutto per quanto riguarda la manutenzione degli immobili esistenti. Alla serata ha assicurato la sua presenza il vicepresidente Gino Garzino.
Tutti i cittadini sono invitati.
Centro Sociale Cuneo, Sportello Casa (aperto tutti i mercoledì mattina 9.30 - 12 in via Saluzzo 28), tel 0171/66274 (orario sportello) mailcsocialecncasa@yahoo.it














