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Attualità | 12 ottobre 2015, 16:04

Emergenza abitativa: ecco la "soluzione impossibile" dei Moderati di Cuneo

Riceviamo e pubblichiamo

Emergenza abitativa: ecco la "soluzione impossibile" dei Moderati di Cuneo

Gentile Direttore,

alloggi sfitti, in vendita, proprietà inutili. E’ davanti a tutti lo spreco di risorse dello stato, del demanio in particolare (es: alloggi adiacenti il PUF), proprietà di enti inutili che non vengono utilizzate da anni e aumentano il degrado del comune, il quale non può intervenire in alcun modo ai fini del recupero rapido di tali beni.

Parimenti esistono edifici, negozi e alloggi vuoti da anni,alcuni lasciati in stato di degrado da privati o da società. Alcuni edifici e/o alloggi sono sfitti da più di 20 anni. I proprietari stessi non traggono alcun utile da questi beni dimenticati al loro destino. Non hanno bisogno o sperano in varianti urbanistiche speculativamente favorevoli. Tali proprietà insistono sul suolo comunale e non servono, in questo periodo di crisi abitativa, a nulla.

Quali soluzioni, quindi, per risolvere emergenze abitative urgenti nei comuni?

Costruire case popolari è costoso, richiede burocrazia e molto tempo. Si occupa nuovo territorio. I soldi pubblici destinati per questi servizi e per le nuove case popolari sono sempre di meno. Le case popolari di solito, se costruite in quartieri lontani dal centro città, ghettizzano i poveri.

Molte sono le abitazioni sfitte sul nostro territorio che non hanno la funzione di seconde case o case per le vacanze o case da lasciare in uso ai figli lontani. Molti proprietari rinuncerebbero allo sfratto oppure affitterebbero a bassi affitti concordati, per un certo numero di anni stabilito nel contratto, se pagassero realmente meno tasse sulla casa e avessero più garanzie circa il corretto mantenimento dei loro beni immobili. Non terrebbero l'immobile vuoto cercando di venderlo, a volte sottocosto: mi risulta che alcune ONLUS (Caritas) stanno cercando soluzioni in questa direzione.

Non esistono solo i grossi proprietari immobiliari: molti affittano un alloggio di famiglia oppure l'unico frutto dei loro risparmi. Sono spesso loro stessi pensionati. Il piccolo reddito frutto del propri olavoro dovrebbe consentire di vivere più dignitosamente. Non è così. La mancanza di un piccolo reddito e l'incubo di pagare tasse e spese varie, non poter fare nulla per avere il dovuto li rende negativamente critici (eufemismo) verso lo stato ed i comuni.

I proprietari di almeno un alloggio in Italia sono oltre l' 80 per cento della popolazione e non sono tutti benestanti. A volte per poter vivere o per liberarsi dalle tasse, non percependo altri redditi, vendono ad agenzie o ad immobiliaristi la loro proprietà, malamente affittata, a prezzi di saldo o strozzinaggio, avendola pagata il doppio.

Adessi, se in difficoltà,non è consentito, in quanto proprietari, di accedere alla maggior parte degli ammortizzatori sociali. Molti si stanno impoverendo ed alcuni si ritengono defraudati dalle leggi esistenti. La stessa proprietà immobiliare tende in questo modo a concentrarsi in poche, speculativamente solide, mani.

Il comune dovrebbe per gli affitti sociali, ad esempio per le case concesse in affitto agli sfrattati o in caso di rinuncia temporanea allo sfratto dell'inquilino incolpevole, annullare o diminuire le tasse comunali a carico del proprietario solidale, anzi, aiutarlo nel pagare le spese condominiali, che sono a suo carico nel caso di inquilino non pagante.

Un tentativo di accordo sociale in tale senso, utile nell'immediato ad entrambe le parti in causa, costerebbe di meno delle altre forme di assistenza pubblica, sarebbe salva guardata la proprietà e l'inquilino manterrebbe il proprio domicilio, in attesa delle soluzioni che richiedono più lunghi tempi di attuazione.

L'urgenza non si può risolvere solo con la proposta di nuove case popolari o tartassando ulteriormente i piccoli proprietari incolpevoli quanto i loro inquilini della crisi in cui è precipitato il paese. Chi affitta l'alloggio ad una famiglia bisognosa o sfrattata o rinuncia allo sfratto degli inquilini incolpevolmente non paganti deve avere più agevolazioni o garanzie.

Queste potrebbero essere fornite da un fondo regionale o comunale per l'emergenza atto allo scopo, nell'attesa che una reale politica, in particolare per il lavoro, migliori lo stato attuale delle cose, consentendo una programmazione futura per eliminare alla radice questa emergenza (utopia?).

Non sempre con gli slogan si possono risolvere realmente, velocemente e con giustizia, i problemi. Non in questo caso.

Grazie per l’attenzione,

Roberto Ceratto per i Moderati di Cuneo

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