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Scuole e corsi | 07 febbraio 2016, 13:28

All'Università della terza età di Cuneo lunedì 8 febbraio si parlerà delle residenze di Casa Savoia

Elena Garello: “La Corona di delizie Sabauda: storia ed attualità”

All'Università della terza età di Cuneo lunedì 8 febbraio si parlerà delle residenze di Casa Savoia

Elena Garello, nella sua lezione del 18 febbraio 2016 ore 15,30 Cinema Monviso per le lezioni dell’Università della Terza Età, ci parlerà delle regali residenze che la dinastia sabauda volle circondarsi a testimonianza del potere acquisito da casa Savoia.

A seguito del trasferimento della capitale del ducato sabaudo da Chambéry a Torino, operata da Emanuele Filiberto nel 1563, inizia quel processo di fortificazione, di abbellimento architettonico e di ampliamento dell’antica “Augusta Taurinorum”. Nel 1682, viene stampato ad Amsterdam il “Theatrum Sabaudiae”: centoquaranta tavole raffiguranti le meraviglie di Torino e delle città del Piemonte, tra le quali Cuneo.

Lo scopo di questo ponderoso documento, prezioso dono per principi, regnanti ed ambasciatori in visita, era quello di evidenziare e sottolineare il primato urbano di Torino e la sagacia dei suoi governanti. La “Capitale per una Stato” viene progressivamente circondata da una “corona di delizie” fluviali, venatorie, militari, atte allo svago, alla villeggiatura dei duchi, alla difesa del territorio. Regio Parco, Mirafiori, il Valentino, Villa della Regina, la Reggia di Venaria, i Castelli di Rivoli e di Moncalieri e poi la Palazzina di Stupinigi…. poli urbanistici che, mediante assi viari rettilinei alberati, si collegano al centro del potere: il Palazzo Ducale, poi Reale, di Torino. Nel corso del tempo, ogni Residenza Sabauda si arricchisce di storia e di curiosità, custodisce al suo interno un patrimonio artistico inestimabile invidiato dai frequentatori di allora e dai visitatori moderni.

La collocazione strategica di ciascuna di esse, studiata a priori, permette poi un’originale e inedita fruizione del territorio che le circonda. Purtroppo, la stagione delle “maisons de plaisance” è destinata a tramontare verso la fine del XVIII secolo sia per via della progressiva e inesorabile mancanza di interesse economico della Corte, sia per colpa della soldataglia napoleonica che le deprederà e le metterà a ferro e a fuoco. Successivamente, molte di esse muteranno la loro funzione o cadranno nell’oblio. Nella maggior parte dei casi, grazie ad interventi privati o ai fondi europei, oggi sono entrate a far parte del Patrimonio dell’Unesco e stanno vivendo una seconda felice esistenza.

cs

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