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Scuole e corsi | 17 maggio 2016, 13:03

Piccoli circensi crescono. Dalla provincia di Cuneo all'Europa e oltre

Gli allievi di "Fuma che 'nduma", scuola di circo della provincia, sono appena tornati dalla Svizzera... e sono in partenza

Foto Dominique's photography. Si ringrazia Giuseppe Porcu

Foto Dominique's photography. Si ringrazia Giuseppe Porcu

Giuseppe Porcu è appena rientrato dalla Svizzera dove ha portato i giovani artisti della compagnia Circoliamo e i giovanissimi di MicrOmega per il festival Axè Circque di Prè-Aux-Moines. Cinque giorni di condivisione con una compagnia spagnola, una svizzera e una marocchina. Un’esperienza di vita oltre che un’opportunità per crescere dal punto di vista artistico. I ragazzi hanno infatti condiviso tutto, dagli spazi di allenamento, al teatro, alla cucina con i loro coetanei delle altre compagnie. Da questa esperienza i ragazzi sono tornati con un bagaglio importante di nuove esperienze che si aggiungono a quelle già accumulate negli ultimi anni.

Ne abbiamo parlato con Giuseppe, direttore della scuola di circo “Fuma che ‘nduma” nel cui contesto operano le due compagnie.  

Sempre in giro, ci state facendo l'abitudine? “La fame vien viaggiando” dice il saggio. Quando ritorni non vedi l'ora di ripartire, gli scambi internazionali sono esperienze incredibili, il confronto con giovani di altri paesi, portatori di esperienze e culture differenti, è un arricchimento incredibile per chi è abituato alla vita del piccolo paesino del cuneese. Il festival Europeo in Danimarca, i partenariati a Brema (Germania), Tours (Francia), Cossonay (Svizzera) e il percorso di formazione di Labo Cirque in cui 3 dei nostri ragazzi sono stati selezionati tra i 12 migliori giovani artisti d'Europa, sono stati occasione di scambio e confronto con centinaia di ragazzi di una quindicina di paesi, differenti culture, tradizioni, religioni, cibo, lingue. A quarant'anni rappresentano esperienze arricchenti, a sedici delle vere e proprie rivoluzioni emotive.

Come fate a viaggiare così tanto? è il circo a dare questa speciale possibilità? In tutti gli sport ed in altre attività, come per esempio la danza o la musica, si viaggia molto a buoni livelli. Tutti i bravi atleti o artisti hanno occasione di partecipare a competizioni internazionali. Il circo ludico educativo è un movimento in grandissima crescita, ma ancora abbastanza di nicchia e noi rappresentiamo una delle realtà di riferimento sul territorio nazionale, per questo spesso veniamo scelti per rappresentare l'intero movimento. Ad ogni viaggio si aggiungono conoscenze, contatti e nuove occasioni di scambio. Gli spettacoli che portiamo in giro e la bellezza dei nostri ragazzi vengono apprezzati dagli altri gruppi ed ogni volta si moltiplicano gli inviti. L'esperienza Svizzera ha rappresentato, tra le altre cose, la concreta possibilità di partecipare a settembre al festival di Casablanca. A luglio 2 dei nostri giovani faranno parte della delegazione di 5 artisti che rappresenterà l'Italia ad una settimana di scambi, allenamenti, spettacoli e creazioni, rivolta ad un gruppo di ragazzi dai 14 ai 18 anni a Galway, in Irlanda.

Come avete fatto a raggiungere questi livelli, com'è che in provincia di Cuneo c'è una delle migliori realtà di circo di tutta Italia? Esattamente come si raggiungono buoni risultati in tutte le altre attività: impegno ed infinita passione. La prima scuola di circo è nata 13 anni fa a Marene, con i nostri 12 bimbi. Eravamo tra i primi in Italia e non avevamo grandi possibilità di confronto. Da quel giorno tutto è cresciuto, abbiamo imparato, anche sbagliando, a fare sempre meglio, la grande soddisfazione e la conferma di un lavoro appassionato è il fatto che di quei dodici bambini due ci sono ancora: Giulia Racca è una circense professionista e Federica Barbuto è una magister delle nostre scuole. Ne sono arrivati molti altri e molti se ne sono andati, alcuni sono tornati. Oggi abbiamo 290 allievi divisi in 21 corsi in 5 città diverse ed il nostro corpo insegnanti è interamente costituito da nostri allievi ormai adulti, ai quali, per crescere offriamo le consulenze di professionisti. E' un movimento che cresce e si evolve piano piano, passo dopo passo.

Come è andata in Svizzera? Fantastico! L'esperienza internazionale meglio organizzata a cui abbiamo partecipato, non per niente gli svizzeri sono svizzeri. Sarah Simili e Vanessa Phaud, le coordinatrici del progetto, sono straordinarie, l'incontro è stato totalmente programmato nella direzione di un interscambio culturale continuo, ogni istante della giornata era finalizzato alla conoscenza reciproca ed all'integrazione dei gruppi nazionali. E' stato intensissimo, le giornate iniziavano alle 8 con la colazione e dalle 9 alle 18 si faceva attività con un'ora di pausa pranzo e un’ora in Svizzera dura esattamente 60 minuti. Alle 14,00 eravamo già tutti in palestra a lavorare. Laboratori condotti dai diversi leader nazionali, progetti di creazione, scambi di tecnica, giochi, presentazioni. Tre serate dedicate agli spettacoli delle quattro delegazioni e di una selezione di una cinquantina giovanissimi di 10 scuole di circo svizzere, un'occasione per ammirare e confrontarsi con altri artisti. Seppure l'aspetto artistico sia stato notevole quello che più ci ha colpito è l'organizzazione logistica. Un paese di 3.600 abitanti ha un teatro da 400 posti, un palco 14 per 25 metri, 70 fari di dotazione standard su 7 americane. Sotto il teatro un rifugio antibellico trasformato in dormitorio per 200 persone con docce e camerini, una palestra divisibile grande come due dei nostri palazzetti, gradinate che appaiono dal nulla con un semplice giro di chiave, portici per le aeree, strutture a scomparsa per qualunque specialità circense in una città dove non esiste una scuola di circo pomeridiana ma il circo è parte integrante dell'offerta scolastica. Cucine, saloni mensa, riunioni. Da noi è ancora Fantascienza!

Come si mangia in Svizzera? Molto bene, sarà che spesso c'era un cuoco ticinese, ma abbiamo mangiato molto bene, in Europa si “colaziona” meglio che da noi e c'è meno cura nella cottura della pasta ma i sapori erano buoni anche se diversi, tante salse, yogurt e senape. Va detto che alla serata di interscambio gastronomico ci siamo fatti onore: tajarin fatti in casa, voulauvent con bagna cauda, acciughe in verde, bonet, brut e bon e barbera hanno trasformato la tavolata italiana nella maggiore attrazione della serata Prossimi progetti? Ora tocca a noi. Dal 27 giugno al 3 luglio a Cuneo in Piazza Virginio ci aspetta l'undicesima edizione de “Il Ruggito delle Pulci” l'unico festival esistente in Italia di circo rivolto alle nuove generazioni. Un'edizione ricchissima con 400 giovani artisti, ci saranno il collectif Filamain che ci ha ospitato in Svizzera e gli spagnoli dei “Malabalacirco” oltre alla straordinaria partecipazione della “Palestinian Circus School”. Dall'Italia è prevista la partecipazione di una dozzina di scuole con la presenza di un progetto particolare rivolto ai ragazzi del quartiere ZEN di Palermo organizzato con EMMAUS di Boves/Cuneo. Prima di allora parteciperemo a moltissime iniziative del territorio, diverse serate rosa, festival artistici ed altre manifestazioni, saremo inoltre protagonisti con 24 giovani monociclisti della partenza della tappa di Cuneo del giro d'Italia il 29 maggio. L'estate sarà ricca di collaborazioni con estate ragazzi, un po' di riposo e ci si preparerà alla nuova stagione.

Agata Pagani

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