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Politica | 04 novembre 2017, 09:56

#controcorrente: la gestione dell’emergenza incendi in Piemonte ha lasciato qualche dubbio

Non per colpa della Regione e degli infaticabili operatori impegnati negli spegnimenti, ma per quella riforma Madia che ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato

#controcorrente: la gestione dell’emergenza incendi in Piemonte ha lasciato qualche dubbio

Senza voler “accendere” polemiche, nella gestione dell’ultima emergenza incendi in Piemonte hanno lasciato qualche dubbio il coordinamento e la distribuzione delle competenze tra le varie forze in campo. Non per colpa della Regione e degli instancabili e preziosi operatori impiegati negli spegnimenti.

Ma per colpa di quella riforma Madia dell’amministrazione pubblica che, dal 1º gennaio 2017, ha soppresso il Corpo Forestale dello Stato. Prima spettava a questa componente istituzionale, attraverso i Direttori Operazioni di Spegnimento (Dos) territoriali, quindi con un’ampia conoscenza dei luoghi interessati dalle fiamme, raccordare nel modo migliore gli interventi dei Vigili del Fuoco e dei volontari Antincendi Boschivi. Adesso i Dos non sono più in stretto collegamento con i territori di cui si devono occupare in caso di incendio e diventa difficile assumere decisioni importanti in tempi rapidi. Per cui, le tante energie e la buona volontà messe in campo da chi si occupa di fermare i roghi vengono vanificate dalla poca conoscenza dei posti e dalla conseguente poca chiarezza nelle scelte effettuate dai Dos. In sostanza, dalla disorganizzazione. L’incendio all’inizio è un piccolo fuoco, per cui, non lasciarlo allargare, intervenendo prontamente con un numero di operatori adeguati,  diventa un obiettivo fondamentale.

Lo hanno detto in molti, tra cui, solo per citarne alcuni, l’ex generale del Corpo Forestale dello Stato e direttore della scuola Antincendi di Cittaducale a Rieti, Silvano Landi, alla trasmissione “Tagadà” del 30 ottobre su La7 (http://www.la7.it/tagada/rivedila7/tagad%C3%A0-puntata-30102017-30-10-2017-225751 , dal minuto -57.10 al minuto -53.40), il forestale in pensione Guido Belmondo che, per 24 anni ha svolto il ruolo di Dos nella  Valle Susa, in un’intervista  a “Il Fatto Quotidiano” (http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/02/incendi-la-denuncia-dellex-forestale-ecco-perche-con-la-riforma-madia-e-piu-difficile-spegnere-iroghi/3952098/?utm_source=ifq&utm_campaign=pagination&utm_medium=button; il presidente di Pro Natura Piemonte Mario Cavargna attraverso il sito dell’associazione (http://torino.pro-natura.it/ripristinare-gestione-incendi-boschivi/); l’ex comandante della provincia di Cuneo e regionale del Piemonte del Corpo Forestale dello Stato, Paolo Salsotto (http://www.targatocn.it/2017/10/31/leggi-notizia/argomenti/cronaca-1/articolo/incendi.html).

Quindi, nei prossimi mesi una verifica in questo senso andrebbe fatta. Anche per dare una risposta concreta e positiva alle considerazioni-provocazioni lanciate dal presidente  della Regione, Sergio Chiamparino: “Sono stufo di tutti quelli che nei giorni dell’emergenza si sono scoperti allenatori della nazionale, proponendo soluzioni di sicuro successo. Queste non esistono: la lotta al fuoco è seria e va affrontata con competenza, non con faciloneria e improvvisazione”.

Infatti. Nessuno vuole fare l’allenatore della nazionale, ma nello spegnimento degli incendi l’improvvisazione, che nella pratica si traduce in mancata organizzazione, è pericolosa e provoca danni spesso incalcolabili.

 

 

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