La memoria dell’Olocausto ha un respiro profondo nella sinagoga di Cherasco che domenica 28 gennaio ha aperto le sue porte ad un senso di commozione e di speranza.
Una giornata per ricordare quel 27 gennaio del 1945 nel quale le truppe russe oltrepassarono per la prima volta i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz ponendo fine all’orrore.
Sono passati 73 anni, ma la tragedia della Shoah continua ad essere una ferita aperta nell’animo umano. La visita, organizzata dal Comune di Bra, nell’ambito delle iniziative della Giornata della Memoria, ha offerto ai numerosi partecipanti l’opportunità per riflettere su una storia il cui ricordo va rinnovato di anno in anno, soprattutto a vantaggio delle giovani generazioni, come ha sottolineato anche di recente Liliana Segre, appena nominata senatrice a vita.
Allo stesso tempo, la sinagoga testimonia ancora oggi secoli di storia di un popolo che nel 1547 scelse Cherasco come sede, contribuendo a definirne l’identità culturale, civile ed economica.
Una visita di assoluto interesse in cui è stato illustrato in modo molto coinvolgente l’affascinante mondo della cultura ebraica con le sue ramificazioni territoriali, la vita quotidiana, i riti e le usanze di una comunità oggi, purtroppo, quasi completamente scomparsa.
La sinagoga cheraschese, aperta in via speciale, grazie alla “Fondazione De Benedetti - Cherasco 1547” (ONLUS), è stata per molti visitatori una sorpresa: perfettamente conservata e con la presenza di allestimenti fotografici in tre sale dedicate.
Da questa esperienza si riparte con una convinzione in più: camminando insieme, in uno spirito di autentica accoglienza e condivisione, mai più si ripeterà quella violenza di cui solo l’uomo, a volte, sa essere capace.














