"Nobili dimore e giardini di rose: giardino nella costruzione estetico-culturale del paesaggio". Questo il titolo del convegno in programma oggi, sabato 29 settembre, presso il Castello di Govone, organizzato dall’Associazione Amici del Roseto della Sorpresa, in collaborazione con l’Osservatorio del paesaggio per il Monferrato e l’Astigiano e le Associazioni Govone residenza sabauda e Govone e il Castello, e con il contributo della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del programma diretto alla valorizzazione culturale del territorio attraverso la coniugazione delle caratteristiche naturali con le caratteristiche umane dei luoghi. A tale coniugazione, già inscritta di per sé nell’identità di queste aree del Piemonte profondamente plasmate dall’operare umano, il convegno intende dare rilievo sul piano paesaggistico ed estetico, attraverso le valenze che il giardino assume quale "tramite vivente" tra la bellezza della natura e la bellezza frutto dell’invenzione e della mano dell’uomo. Un tramite al quale i giardini di rose antiche, come quelli del Castello di Govone e della Sorpresa, danno particolare forza grazie alla ricchezza simbolico-culturale di cui le vecchie rose si sono caricate attraverso i miti, le leggende, le religioni e le pratiche sociali, passando nel linguaggio della scienza ed in quello della poesia e delle arti figurative.
Anche le caratteristiche dei due Roseti contribuiscono a questa valorizzazione culturale. Il roseto di Govone è intimamente connesso al suo Castello ed alla nobiltà che questo reca con sé. Antico palazzo barocco, restaurato negli anni venti dell’Ottocento per volere dei Savoia, già residenza estiva preferita dal re di Sardegna Carlo Felice e dalla moglie Maria Cristina di Borbone, acquistato infine dal Comune di Govone che ne curò la nuova ristrutturazione anche relativa al suo storico giardino, il Castello è stato annoverato nel 1997 tra le residenze sabaude che l’Unesco ha inserito nella lista del patrimonio artistico mondiale. Il Roseto della Sorpresa, una vecchia casa del XIX secolo, conservata nella sua struttura originaria, con il piccolo bosco ceduo inclusivo che si estende per circa un ettaro e mezzo lungo la valletta in cui è racchiuso, è un giardino un po’ "selvaggio", nel quale l’introduzione del "nuovo materiale botanico" è avvenuta rispettando l’habitat locale. La collezione qui raccolta dal prof. Amerio comprende quasi cento specie botaniche di rose e circa quattrocento varietà delle antiche rose da giardino di cui alcune assai rare. Le sue caratteristiche sono valse a far ad inserire il Roseto tra i giardini storici della Regione Piemonte, e sono state oggetto di attenzione e di stima da parte di specialisti e di studiosi, con ampi riconoscimenti da parte della stampa quotidiana e specializzata.
Contestualmente al Convegno verrà presentata l’esposizione di un corredo di fotografie originali realizzate da Leo Gilardi, relative alle componenti estetico-culturali del paesaggio locale. La mostra resterà visitabile per due settimane, e sarà poi trasferita in altre sedi.
Questo il programma: alle ore 10, ricevimento partecipanti; alle 10,15 la presentazione del prof. Piero Amerio (Università di Torino), seguita alle 10,30 dall'intervento del dott. Nino Boeti (Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte), "Il paesaggio come elemento di comunità". Alle 10,50 il prof. Marco Devecchi (Università di Torino), "I giardini storici e le collezioni botaniche di Langhe-Roero e Monferrato: un elemento di straordinario valore del paesaggio", seguito alle 11,10 dal prof. Alessandro Toccolini (Università di Milano), "Il paesaggio come elemento fondamentale per la qualità della vita". Alle 11,30 la dott.ssa Barbara Ruffoni (Crea), "La ricerca in floricoltura a partire dai suoi pionieri Mario ed Eva Calvino" e alle 11,50 il dott. Fiorenzo Alfieri (Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti), "Educare alla bellezza". Alle 12,10 la dott.ssa Viola Invernizzi (Associazione Amici del Roseto della Sorpresa), "Il Roseto della Sorpresa come spazio di incontro e di creazione" e a chiudere alle 12,30 Leo Gilardi presenterà "Paesaggio del vissuto", una mostra di fotografie originali dell’artista.













