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Cronaca | 28 gennaio 2019, 18:04

Cuneo, operaio si ferì ad una mano: a processo il presidente della Michelin con il capo reparto e il capo servizio

L’infortunio avvenne nel marzo 2013, l’accusa è di lesioni personali colpose

Cuneo, operaio si ferì ad una mano: a processo il presidente della Michelin con il capo reparto e il capo servizio

Era l’11 marzo 2013 quando un operaio perse la falange del dito indice destro durante una manovra al macchinario al quale era addetto. L’infortunio avvenne presso reparto “MAT” (ex “Zeta”) in cui vengono amalgamate le mescole di gomma utilizzate nelle camere d’aria nello stabilimento Michelin di Cuneo.

A processo con l’accusa di lesioni personali colpose sono G.B. caporeparto, M.S., responsabile del servizio e S.M., presidente e amministratore delegato della fabbrica di pneumatici. Stamattina l’operaio infortunato ha ricordato il momento l’incidente: “La mescola che doveva passare attraverso i cilindri della macchina era rimasta ‘incagliata’, come può capitare. Si tratta di una massa di 230 chilogrammi e per cercare di sbloccarla ho utilizzato il gancio mentre i cilindri continuavano a girare. La mano destra è rimasta incastrata. Quando ho tolto il guanto la falange del dito destra era rimasta attaccata solo per un lembo di pelle”.

Il giudice deve decidere se, come sostenuto dal pm Attilio Offman, ci fu responsabilità da parte degli imputati, difesi dall’avvocato Giovannandrea Anfora del Foro di Torino, circa l’applicazione delle misure di sicurezza e nella formazione del lavoratore. Il dipendente ha riferito di essere stato formato per quella mansione dal “moniteur” per alcuni mesi e quindi di aver lavorato a fianco di un collega già esperto. Il punto per il giudice è capire se abbia seguito la procedura in maniera corretta, o meno, perché l’operaio effettuò la manovra di disincaglio con la macchina in movimento.

In questo senso le testimonianze di alcuni dei colleghi sono state contraddittorie. “Più che altro ci basavamo sull’esperienza”, ha riferito un dipendente. “Era l’operatore a decidere se intervenire con i ganci con la macchina ancora in movimento o se fermarla”. “Il caposquadra ci aveva detto di sbloccare solo con la macchina ferma”, ha detto un altro addetto. “Ma so che qualcuno disincagliava la mescola anche senza fermare completamente il macchinario”.

Prima dell’infortunio c’erano situazioni in cui si poteva intervenire con il gancio anche con la macchina in movimento. Lo si faceva per risparmiare tempo anche se non avremmo dovuto”, ha raccontato un ex operaio ora in pensione.

Dopo il 2013 il macchinario fu modificato con l’aggiunta di una protezione in plexiglass che può essere aperta soltanto a macchina completamente ferma.

Il processo continua con altri testi.

Monica Bruna

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