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Attualità | 25 settembre 2019, 12:45

A metà ottobre riapre a Cuneo il Centro di accoglienza per i senzatetto: si punta ad un'apertura di 9 mesi l'anno

Di proprietà del Comune e gestito dalla Croce Rossa di Cuneo, con un grande impegno dei tanti volontari coinvolti, in questo momento è interessato da lavori di messa in sicurezza

A metà ottobre riapre a Cuneo il Centro di accoglienza per i senzatetto: si punta ad un'apertura di 9 mesi l'anno

Mentre a Cuneo si infiammano nuovamente le polemiche per la situazione in cui versa il sottopasso del Movicentro, dove dormono diverse decine di persone tra stagionali della frutta e senzatetto, con conseguenze di tipo igienico-saniotario facilmente immaginabili, nel Centro di accoglienza di via Bongioanni si lavora a pieno ritmo per garantire l'apertura per la metà di ottobre.

Il centro, di proprietà del Comune e gestito dalla Croce Rossa, è interessato da interventi di messa in sicurezza della controsoffittatura. Il prossimo anno probabilmente si interverrà anche per aumentare il numero dei bagni. Al momento, infatti, ce n'è uno solo per gli uomini, uno per le donne e uno per i volontari.

I lavori saranno completati per la fine del mese di settembre. Tra pulizie e riposizionamento dei letti nelle camerate, si riaprirà per la metà del prossimo mese.

I posti disponibili sono 35, di cui 30 per gli uomini e 5 per le donne. Qui gli ospiti possono rifocillarsi, fare una doccia e fare colazione, grazie alla generosità di molti bar cittadini, guardare la televisione e trovare un minimo di calore. La volontà è quella di portare a 40 i posti totali.

Il centro apre alle 20.30 e chiude alle 7 del mattino successivo. 

Nel corso degli anni è aumentata l'emergenza abitativa, così come sono aumentati i senzatetto. Proprio per fronteggiare la situazione, il periodo di apertura del Centro è stato via via esteso, passando da tre a sei mesi che, probabilmente dal 2020, diventeranno 9, così come ha spiegato il presidente della Croce Rossa di Cuneo Paolo Signoretti, che ha evidenziato come la gestione del Centro sia un onere davvero importante per l'associazione, coinvolgendo decine e decine di volontari in centinaia di turni.

Sulla questione Movicentro, sempre Signoretti evidenzia: "C'è sempre qualcuno che decide di non venire da noi. Non possiamo obbligarlo. Non è facile la gestione del Centro, ci sono persone che provengono da realtà e culture diversissime e hanno dei vissuti a volte dolorosi, che non vogliono condividere. Da parte nostra, così come da parte del Comune, c'è sempre stato il massimo impegno. Ma non sempre si riesce ad intervenire".

Barbara Simonelli

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