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Ambiente e Natura | 18 febbraio 2020, 18:13

Stop al nuovo biodigestore a Borgo San Dalmazzo: al via anche la petizione online

Sulla piattaforma change.org. Il documento è diretto al presidente della Provincia Federico Borgna e al sindaco di Borgo San Dalmazzo Gian Paolo Beretta

Stop al nuovo biodigestore a Borgo San Dalmazzo: al via anche la petizione online

 

All'indomani della presentazione del comitato “No Biodigestore a Borgo San Dalmazzo” e dell'avvio della raccolta firme cartacea, è stata attivata anche la petizione online sulla piattaforma change.org.

Il documento è diretto al presidente della Provincia Federico Borgna e al sindaco di Borgo San Dalmazzo Gian Paolo Beretta. Primo firmatario l'ex assessore Mauro Fantino.


Ecco il testo integrale della petizione

Siamo un gruppo di cittadini di Cuneo e Borgo San Dalmazzo: in questi mesi abbiamo scoperto dai giornali che i nostri comuni e la provincia di Cuneo hanno intenzione di realizzare a Borgo un nuovo impianto della ACSR (Azienda cuneese smaltimento rifiuti): un BIODIGESTORE della capacità annua di trattamento di 45.000 tonnellate di rifiuti organici, contro una produzione annua della provincia di sole 27.000 tonnellate. Una decisione molto delicata e complessa per il nostro territorio, compiuta con un’insolita celerità, che inizialmente è stata fatta passare come un “adeguamento tecnologico dell’impianto” di San Nicolao.

La realtà è ben diversa. Si tratta di un intervento da 14 milioni di euro di soldi dei cittadini, un investimento cosi significativo ed importante che riteniamo meriti maggior approfondimento, così come richiesto anche da alcuni sindaci che han deciso di non votare a favore di questo percorso, e che non è ancora stato sottoposto a VIA (VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE).

Continuiamo a chiedere senza ricevere risposta: A CHI E A COSA SERVE QUESTO IMPIANTO?

Per questo vogliamo che venga messa immediatamente in atto ogni misura urgente ed indispensabile per SOSPENDERE l’iter autorizzativo del Biodigestore!

Da cittadini vogliamo evidenziare alcune delle tante conseguenze che ci hanno indotto a scrivere questa petizione poiché molto allarmati delle conseguenze che questa scelta produrrà sui nostri comuni e su tutto il territorio cuneese. Per questo vi poniamo alcune problematiche tra le tante che abbiamo raccolto in questi giorni di confronto con la popolazione e che vogliamo sottoporre alla vostra attenzione, con il nuovo impianto si verranno infatti a determinarsi alcuni effetti che ci preoccupano molto e che andiamo ad evidenziare qui:

- PIÙ CATTIVI ODORI e PEGGIORE QUALITà DELL’ARIA: con l’aumento di automezzi pesanti carichi di materiale organico provenienti da tutta la provincia, ma anche da fuori provincia e fuori regione visto il sovradimensionamento dell’impianto rispetto alle necessità del territorio, per le strade della Granda circoleranno più camion con materiali maleodoranti. Senza contare l’impatto su Cuneo, Borgo, San Rocco Castagneretta, Vignolo e altri comuni, dei processi che verranno attuati all’interno del sito, dal deposito alla lavorazione del prodotto stesso, che prevede camini e “torce” per i gas in eccesso. Processi rispetto ai quali si richiede di avere maggiori dettagli che ad oggi non vi sono. Si prospetta una svalutazione del patrimonio immobiliare circostante. Nella stessa proposta progettuale di ACSR, si parla di possibili emissioni “fuggitive”. Inoltre tali emissioni sono composta da polveri sottili, ossido di azoto, ammoniaca, metano, anidride carbonica.

- PIÙ CONSUMO DI ACQUA: con la creazione di questo nuovo impianto serve un incremento di risorse idriche notevoli da rilevare da acquedotto pubblico, da 4000 a 20.000 metri cubi circa ovvero un amento di cinque volte, equivalente all’acqua necessaria a 300 famiglie; già oggi durante l’estate subiamo limitazioni al consumo di acqua potabile, che qui sarà usata per la fermentazione del materiale umido;

- PIÙ CONSUMO DI SUOLO E RISCHIO INQUINAMENTO: è previsto un ulteriore consumo di suolo poiché bisognerà allargare il sito, un sito che attualmente è già fortemente compromesso per la presenza della ex discarica e di difficile espansione vista la prossimità alle rive dello Stura, a due passi dall’imbocco del Parco Fluviale: si parla di Impermeabilizzazione di ulteriori 2.400 metri quadri di terreno aziendale, con rischio futuro di inquinamento delle falde acquifere dello Stura con nitrati e fosfati.

- PIÙ  TRAFFICO: Borgo San Dalmazzo non è baricentrica rispetto alla provincia di Cuneo. Per un impianto che per essere efficiente ha bisogno dei rifiuti di tutta la provincia e oltre, questo significa che migliaia di camion faranno lunghi percorsi sulle strade della Granda per raggiungere Borgo anziché impianti più vicini, con aumento dei livelli di CO2 e di polveri sottili. E il piano addirittura nega che ci sarà un aumento del traffico! Com’è possibile? Di quanto aumenterà il traffico con il nuovo impianto?

 

CHIEDIAMO PERTANTO:

1) Per quale ragione la costruzione di un Biodigestore - che di fatto prolunga per i prossimi decenni la vita del sito di San Nicolao - non era stato da voi indicato nei programmi elettorali  sottoposti a noi cittadini elettori alle elezioni comunali del Giugno 2017;

2)  Per quali ragioni non si sia provveduto, di fronte ad un atto così invasivo per il futuro della città di Borgo San Dalmazzo e di tutto il nostro bacino territoriale, ad avviare precedentemente un’ampia informazione e consultazione soprattutto nei territori che più di altri verranno penalizzati da questa scelta, ovvero Borgo San Dalmazzo e Cuneo;

3) Perchè si è voluto operare in tale direzione insistendo su un sito che non è baricentrico rispetto alla provincia aumentando così i già numerosi disagi legati alla viabilità nella nostra provincia;

4) Quale sia il reale guadagno per il nostro territorio. La domanda che continuiamo a ripetere e che non ha ancora ricevuto risposta è questa: A CHI E A COSA SERVE QUESTO IMPIANTO?

5) Se siano già stati stipulati contratti con gli altri bacini del cuneese e fuori dalla nostra provincia e/o regione per capire se questa operazione regge dal punto di vista economico, o se i cittadini dovranno ulteriormente pagare il prezzo con aumento delle tariffe in caso di fallimento di tale progetto da 14 milioni di euro;

6) Perchè si e proceduto alla creazione di un Cda di ACSR in sostituzione dell’Amministratore Unico (come previsto dalla Legge Madia), inserendo quattro nuove persone pagate dalla collettività, nuove poltrone da affidare quando ancora il progetto è soggetto alla Valutazione di Impatto Ambientale?

7) Quali siano le competenze delle persone inserite nel Cda di ACSR.

 

A fronte di queste gravissime mancanze di partecipazione alla vita amministrativa e, soprattutto, del pericolo che la realizzazione di tale impianto possa gravemente compromettere aspetti fondamentali per chi vive su questo territorio ovvero il futuro ambientale  e la vivibilità stessa,

VI CHIEDIAMO

Di mettere immediatamente in atto ogni misura urgente ed indispensabile per SOSPENDERE l’iter autorizzativo a tale impianto.

Ringraziamo altresì i comuni di Beinette, Centallo, Roccavione, Limone Piemonte, Pradleves e San Damiano Macra per avere anteposto al bene comune le loro scelte con un voto contrario ad un impianto su cui permangono riserve ambientali ed economiche.


redazione

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