Un tempo da lupi a Valmala, questa mattina 13 maggio, giorno in cui, in tempi normali, si sarebbe dovuta celebrare la nuova stagione estiva, alla presenza di migliaia di fedeli e devoti della Maria Santissima Madre della Misericordia, a cui è dedicato il più importante santuario della diocesi di Saluzzo.
Il sindaco Marco Gallo e il prosindaco Andrea Picco hanno incontrato il rettore don Federico Riba per capire quali possibilità ci siano per la riapertura. Un incontro a cui hanno partecipato anche i ristoratori e gestori dei locali attorno al santuario.
La preoccupazione è tanta. "Normalmente a Pasqua e Pasquetta facciamo 400 coperti. Qui lavoriamo tre mesi all'anno. Con questa incertezza sarà davvero dura", dicono.
I ristoranti e il santuario sono strettamente connessi. D'estate sono migliaia le persone che frequentano il luogo. Macchine ovunque, pullman, tanti anziani devoti a quella Madonna apparsa il 6 agosto del 1834.
Di certo c'è che prima della fine del mese non ci saranno celebrazioni e messe. Lassù la gestione del flusso dei fedeli, soprattutto nei fine settimana, richiede una task force di volontari e un'organizzazione davvero complicate. "Non possiamo partire dal 18 maggio, sarà difficile ripartire per la fine del mese. Abbiamo le linee guida della Cei, ma qui la situazione, così come per tutti i santuari, è diversa", ha commentato don Riba.
Il rettore sta studiando come aprire, come strutturare le celebrazioni all'aperto, come organizzare i flussi di entrata e uscita nella chiesa, come disporre i fedeli, che nella chiesa non potranno essere, nel rispetto delle distanze di sicurezza, più di 50. E poi ci sono i servizi igienici da gestire, la temperatura da prendere all'ingresso, la vigilanza su chi si ferma a mangiare, l'area camper.
"Mancano indicazioni che ci consentano di organizzare la riapertura in sicurezza. Servono persone che gestiscano i flussi, che vigilino sul rispetto delle regole. Celebreremo le funzioni e confesseremo all'aperto, quando possibile, perché qui il meteo non è mai così clemente. E c'è bisogno di sacerdoti e di tanti volontari", ha spiegato don Riba, visibilmente preoccupato per il futuro prossimo del santuario che dirige.
Al sindaco Gallo, che ha ascoltato le esigenze di tutti, verranno inviate le richieste e le esigenze organizzative del santuario così come quelle dei ristoratori, che hanno bisogno di un sostegno concreto e di sapere come ripartire.























