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Scuole e corsi | 24 luglio 2020, 18:02

A settembre l'Itis di Cuneo avrà 1009 studenti e 46 classi: "Siamo pronti per il ritorno in aula. Stiamo rivoluzionando la scuola" (VIDEO)

Lavori in corso nell'istituto diretto da Ivan Re. Nuovi laboratori, corridoi colorati, efficientamento energetico. "Abbiamo gli spazi per riorganizzare le classi e distanziare gli alunni. Ma non sarebbe possibile gestire ingressi e orari differenziati"

A settembre l'Itis di Cuneo avrà 1009 studenti e 46 classi: "Siamo pronti per il ritorno in aula. Stiamo rivoluzionando la scuola" (VIDEO)

Una scuola che continua a crescere: all'Itis Mario Delpozzo di Cuneo il 14 settembre varcheranno la soglia 1009 studenti, suddivisi in 46 classi. In quattro anni sono aumentate di 10.

Da mesi si lavora alacremente tra aule, corridoi e laboratori. Il dirigente Ivan Re, che andava quasi quotidianamente nell'istituto anche durante il lockdown, sta seguendo ogni aspetto della piccola rivoluzione in atto in una delle scuole più importanti della città.

Due gli indirizzi nuovi: biotecnologie, che partirà con una prima di 25 studenti e logistica (20). Consolidati quelli di robotica e informatica.

"Le nostre aule sono grandi. Abbiamo questo importante vantaggio. Possiamo avere 23/24 studenti per classe. Solo due quarte e una quinta supereranno questi numeri. In queste settimane abbiamo fatto tutte le dovute misurazioni, aula per aula, per verificare le metrature e il distanziamento. Sono due i parametri: l'ingombro statico e quello dinamico. Nessuna scuola d'Italia potrebbe rispondere ai numeri dell'ingombro dinamico: da 28 studenti si scenderebbe a 14 per aula, cosa impossibile", spiega il dirigente.

L'Itis ha confermato la settimana corta, con il sabato a casa. "Per ora procediamo così, poi vedremo anche in base a ciò che succederà nei prossimi mesi. Credo che non sia possibile, avendo il 50% degli studenti che arriva dalle vallate e da fuori Cuneo, pensare ad ingressi scaglionati". 

Andrà tutto bene? "Per noi non è stato uno slogan, né un auspicio. Per me e per tutti gli insegnanti di questa scuola è stato un dovere".

 

Barbara Simonelli

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