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Attualità | 27 ottobre 2020, 10:32

Cuneo-Nizza dopo l'alluvione: Cuneo chiede interventi urgenti di potenziamento della linea "sopravvissuta al disastro"

Ieri (27 ottobre) il consiglio comunale ha votato all'unanimità l'ordine del giorno dedicato; Carmelo Noto: "Come capoluogo sentiamo nostro l’onore di essere voce per comunità e territori che spesso pensano di non averla"

Cuneo-Nizza dopo l'alluvione: Cuneo chiede interventi urgenti di potenziamento della linea "sopravvissuta al disastro"

Il consiglio comunale di Cuneo si è dimostrato unito – approvando all’unanimità, nella serata di ieri (lunedì 27 ottobre) l’ordine del giorno dedicato – nel dimostrare il proprio sostegno ai territori più colpiti dagli eventi alluvionali di inizio ottobre, e nel richiedere con urgenza interventi di ripristino e potenziamento della linea ferroviaria Cuneo-Nizza.

Il documento – firmato dai gruppi Centro per Cuneo Lista Civica, Crescere Insieme, Cuneo Città d’Europa, Cuneo per i Beni Comuni, Cuneo Solidale Democratica, Fratelli d’Italia, Grande Cuneo, Lauria, MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico – prende ovviamente le mosse dai disastri naturali che hanno impresso sulle valli  Casotto, Corsaglia, Gesso, Vermenagna e Roya danni ingenti e ancora, ad oggi, non del tutto calcolati.

Come capigruppo abbiamo deciso di redigere questo ordine del giorno come manifestazione di solidarietà alle popolazioni e agli enti comunali colpiti più duramente – ha sottolineato Tiziana Revelli, che si è occupata di presentare la proposta al consiglio – ; in questi giorni, in ogni caso, alcuni sviluppi sono stati raggiunti, come la dichiarazione dello stato di calamità con l’accordo di importanti stanziamenti economici”.

La nostra è una forte ed energica richiesta di intervento e sostegno. Chiediamo vengano ristorati tempestivamente i danni, soprattutto per gli interventi più urgenti. La Torino-Cuneo-Ventimiglia ha resistito al disastro ed è stata fondamentale nel portare aiuti durante l’emergenza: è necessario fare quadrato a livello istituzionale e associazionistico per assicurare un futuro alle comunità da essa collegate”.

I consiglieri chiedono una nuova convocazione della Conferenza Intergovernativa con lo scopo di rimodulare – e potenziare – i collegamenti con le valli francesi: “Oggi più che mai c’è bisogno che la montagna venga aiutata e difesa – ha concluso Revelli - . Veglieremo su questi passaggi e sfrutteremo tutti gli strumenti civili per sostenere le richieste contenute in questo ordine del giorno”.

Unanime, appunto, il consenso dimostrato dai consiglieri intervenuti.

Giornalmente stiamo assistendo a passi avanti importanti: Tenda e San Dalmazzo sono state liberate da situazioni di isolamento, per esempio, e sembra ci sia stata un’inversione di rotta rispetto alla disponibilità dei due enti di confine di convocare la CIG e occuparsi delle questioni ancora aperte relative alla ferrovia – ha sottolineato Ugo Sturlese - . Questa battaglia non punta a ottenere riscontri economici ma a segnare un punto importante nel sostegno allo sviluppo della rete ferroviaria”.

Beppe Lauria: “Mi sembra che, dopo gli eventi alluvionali, sul nostro territorio siano mancate persone che avessero la capacità di attrarre su di sé l’aspetto mediatico della faccenda, come ministri e deputati: è importante, invece, che l’attenzione sia la più alta possibile. Basta annunci, sono decenni che ne facciamo e ne sentiamo fare. Basta parate, sono decenni che le subiamo: abbiamo bisogno di qualcuno che si dia davvero da fare. La ferrovia è una straordinaria opera fatta in tempi non sospetti, che ha resistito alla furia della natura, snaturata a sua volta dall’intervento dell’uomo; è l’unico elemento rimasto per connettere i paesini di quelle valli. Serve però potenziarla, almeno una corsa ogni ora, perché il resistere al disastro abbia avuto un senso”.

Questo ordine del giorno è un impegno chiaro e forte che ci prendiamo come amministratori di questo territorio – ha riassunto Carmelo Noto: come capoluogo sentiamo nostro l’onore di essere voce per comunità e territori che spesso pensano di non averla. Si tratta di un primo atto ufficiale, siamo pronti a farne altri”.

simone giraudi

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