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Attualità | 17 novembre 2020, 10:49

Il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese chiude il 2019 con bilancio positivo ma avverte: "L'emergenza sociale sarà più lunga anche di quella sanitaria"

Nel 2020 oltre il 45% dei nuclei che hanno richiesto buoni spesa non erano mai entrati in contatto prima con il consorzio; nella serata di ieri (lunedì 16 novembre) la I^ commissione consiliare ha incontrato il presidente Giancarlo Arneodo e la dottoressa Giulia Manassero

Il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese chiude il 2019 con bilancio positivo ma avverte: "L'emergenza sociale sarà più lunga anche di quella sanitaria"

Non c’è una perdita dal punto di vista del bilancio del consorzio, che presenta 4.664.000 euro di avanzo: il valore negativo si viene a creare soltanto riportando il bilancio sotto altri canoni, quelli del consolidato”.

Inizia con la spiegazione del dato di -674.929,70 euro – riportato ufficialmente nel bilancio consolidato 2019 del “Gruppo Comune di Cuneo” per come presentato lo scorso 3 novembre e riferito soltanto al conto economico dell’ente – la riunione in cui la I^ commissione consiliare ha incontrato il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, che ha illustrato il bilancio 2019 e le prospettive per il futuro prossimo.

Una discrasia, quella del conto economico, imputabile secondo il presidente del consorzio Giancarlo Arneodo e all’assessore e vicesindaco Patrizia Manassero, soprattutto ai trasferimenti dei comuni consorziati e della Regione: “Se i comuni hanno un dovere rispetto alla puntualità delle rate di contribuzione – ha spiegato Manassero - , la Regione vive di altri meccanismi di bilancio e le erogazioni spesso possono portare a disallineamenti anche importanti”.

Ottima occasione, stasera, per parlare di politiche sociali, un tema che dalla scorsa primavera ci accompagna costantemente – ha sottolineato il vicesindaco - . L’approccio della Giunta è quello dei due piani, l’abbiamo detto: uno è quello dell’emergenza, su cui si deve intervenire analizzando i bisogni, e l’altro è quello della prospettiva. Il Covid pesa sul tema della saluta e sul tema socio-economico ma porta anche con sé una rottura degli schemi; è faticosa e dolorosa, bisogna intervenire con attenzione, ma è anche una grande occasione per riprendere in mano e riorganizzare molti aspetti della città”.

Quello con il consorzio è stato il quarto appuntamento della I^ commissione con le società partecipate facenti parte del “Gruppo Comune di Cuneo”; nel corso del prossimo consiglio comunale si discuterà il bilancio consolidato vero e proprio.

- LA PRESENTAZIONE DEL CONSORZIO

A illustrare l’attività del consorzio sono stati Arneodo e la dottoressa Giulia Manassero: coinvolge 53 comuni per un totale di circa 162.000 abitanti, lavorando sui temi delle famiglie e dei minori, degli anziani, degli adulti e in generale delle persone con disabilità mettendo in campo 199 dipendenti a tempo indeterminato e 24 a tempo determinato, oltre a profili tecnici e amministrativi specifici come OSS, educatori professionali e assistenti sociali. Numerose sono anche le attività appaltate a cooperative sociali esterne. Tra le sedi presenti a Cuneo, la dottoressa Manassero ha citato anche quelle del PUF - in cui vi si trasferirà il centro famiglie e alcuni uffici del ricevimento pubblico - e l’alloggio di autonomia degli Angeli in attivazione nelle prossime settimane.

Dal punto di vista del conteggio dei cittadini che sono entrati in contatto con i servizi del consorzio (senza poi per forza far corrispondere un intervento), il raffronto dei dati tra 2018 e 2019 per la totalità del consorzio vedono un deciso incremento sotto tutti gli aspetti: i minori sono passati da 1.869 a 2.329, gli adulti da 3.155 a 4.326, gli anziani da 2.231 (di cui 657 autosufficienti e 1.574 non autosufficienti) a 3.038 (di cui 906 autosufficienti e 2.132 non autosufficienti), gli adulti con disabilità da 1.002 a 1.188 e i minori con disabilità da 8.457 a 11.142.

Le fasi più acute dell’emergenza sanitaria hanno ovviamente messo a dura prova il consorzio, che si è trovato a dover gestire le positività nelle RSA, la chiusura dei centri diurni e la successiva riapertura secondo la DGR 38 e la spesa per l’acquisto dei DPI (che attualmente copriranno sino ai prossimi due mesi, per una spesa di 121.500 euro, destinata ovviamente a crescere, a cui è necessario aggiungere 50.000 euro di sanificazioni e pulizie straordinarie); tutto questo mantenendo la continuità del servizio di assistenza domiciliare e la gestione, su appuntamento, dei servizi di segretariato sociale. “In questa seconda ondata - sottolinea Manassero – sono poi cresciuti sensibilmente i casi di positività tra gli operatori”.

Nel futuro del consorzio, infine, sarà necessario affrontare le criticità realizzate o inasprite dal Covid, puntando sulla valorizzazione delle risorse umane, sui concetti di residenzialità e digitalizzazione, sull’informazione e la comunicazione e sulla sempre più stretta integrazione con l’ASL Cn1. “Il Covid è stato un uragano, ci ha travolto e molti aspetti del nostro servizio vanno e andranno sicuramente rivisti nell’immediato futuro – ha aggiunto Manassero - . Oltre il 45% di nuclei che hanno fatto richiesta di buoni spesa non erano mai entrati in contatto con il consorzio prima: da questo si capisce che gli strascichi dell’emergenza sociale saranno molto più lunghi e gravi di quelli relativi all’emergenza sanitaria”.

Nelle RSA siamo in una situazione di grandissima difficoltà  nella totalità delle case: se nella prima ondata alcune RSA aveva scampato il rischio, in qualche modo, oramai il virus è permeato in tutte le strutture – ha aggiunto Arneodo, incalzato da una domanda di Ugo Sturlese - . La situazione è di massima attenzione”.

simone giraudi

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