La Provincia di Cuneo rimane in zona rossa. I numeri dei contagi parlano chiaro, ma le attività che oggi avrebbero dovuto riaprire si sentono nuovamente abbandonate e prese in giro. Perché la decisione è arrivata un giorno prima della presunta riapertura?
"La tardiva notizia della proroga della zona rossa getta sconforto e disperazione fra commercianti e artigiani." - scrive Paolo Manera, imprenditore di Mondovì - "Fino alla giornata di ieri c’è stata la corsa ad adeguarsi e a ritoccare le opere prescritte dai protocolli per riaprire, ma purtroppo è arrivato un nuovo fulmine a cielo sereno: l'estensione della zona rossa. I numeri parlano chiaro, ma possibile che non si potesse sapere con un po’ di preavviso? Le PMI sono esasperate da questo contino clima di illusioni, preparativi e disdette, le spese crescono esponenzialmente e il clima si sta riscaldando sempre più. Le tasse crescono e non arrivano i rimborsi, le casse integrazioni tardano e si respira il profumo della recessione.
Speriamo che la velocità delle vaccinazioni cresca, non solo mediaticamente, e che porti miglioramenti reali. La gente è sfiduciata dallo Stato e ha paura di cadere definitivamente in povertà! Categorie come quelle dedicate alla cura della persona e il comparto ristorazione sono al tracollo. Ed è paradossale che mentre i regolari hanno le serrande chiuse cresca esponenzialmente il lavoro nero."












