L’inquinamento acustico costituisce una minaccia davvero molto seria per la salute ed è un problema che, purtroppo, ancora oggi tende ad essere sottovalutato.
I danni che questo tipo di inquinamento può provocare sono tutt’altro che trascurabili, ma che cosa si intende, esattamente, per “inquinamento acustico”
L'inquinamento acustico è cosa ben diversa dal trauma uditivo
Come noto, se ci si espone a dei rumori particolarmente forti vi è il concreto rischio di sviluppare dei problemi uditivi, e ciò è dovuto al fatto che, appunto, il timpano può danneggiarsi.
Parallelamente ad episodi come questi, i cui danni sono legati a dei veri e propri traumi, vi sono altri aspetti che sono spesso trascurati, aspetti sicuramente più subdoli, ma comunque assai pericolosi.
Se ci si espone in maniera costante a dei rumori significativamente alti, sebbene non così alti da provocare immediatamente dei danni uditivi, la salute può risentirne, ed è proprio questo l’aspetto su cui è importante fare il punto.
L’inquinamento acustico può causare danni anche in modo graduale, e questo lo rende particolarmente temibile anche perché spesso, erroneamente, eventuali difetti uditivi non vengono ricollegati immediatamente a tale causa, ma si ritiene siano dovuti ad altri fattori o al semplice invecchiamento.
I contesti più critici: lavoro e abitazione
Alla luce di quanto detto, quali sono i contesti più critici per quel che riguarda l’inquinamento acustico?
È utile chiarire da subito che non esiste una risposta univoca: l’inquinamento acustico può avere degli effetti negativi nei contesti più disparati, e ovviamente i livelli di attenzione devono salire nei luoghi in cui si trascorrono abitualmente molte ore della propria giornata.
Negli ambiti lavorativi, ovviamente, se si è esposti a dei livelli di rumore elevati bisogna utilizzare strumenti di protezione specifici, ovvero dei DPI.
I DPI, dispositivi di protezione individuale, differiscono in relazione al tipo di attività svolta, quindi nei lavori in cui si è esposti a forti rumori, delle protezioni specifiche devono essere tassativamente messe a disposizione dal datore di lavoro.
Purtroppo, sulla base di quanto detto in precedenza, l’inquinamento acustico nei luoghi professionali può avere effetti negativi anche laddove non si superino soglie di rumore tali da richiedere DPI specifici, si pensi, ad esempio, a chi lavora in un centro commerciale molto frequentato e rumoroso.
Un altro luogo in cui è necessario prestare la massima attenzione per proteggersi dall’inquinamento acustico è l’abitazione: è difficile che in casa propria giungano rumori così alti da causare dei traumi uditivi, ma anche rumori più lievi possono, in un contesto simile, causare i tipici danni da inquinamento acustico.
Prendere le dovute contromisure a livello domestico è importantissimo: installare degli infissi antirumore come quelli proposti da Finestre Antirumore può essere provvidenziale per evitare di percepire i rumori esterni, stesso dicasi per interventi di insonorizzazione relativi alle pareti perimetrali dell’immobile.
Cosa può comportare l’inquinamento acustico
Gli indesiderati effetti che l’inquinamento acustico può comportare sono diversi e, come detto, in molte circostanze non vengono neppure ascritti a tale causa.
L’esposizione prolungata ai rumori rilevanti, anzitutto, può gradualmente ridurre la capacità dell’apparato uditivo di percepire i suoni, un problema che può divenire evidente soprattutto in età avanzata.
Non solo: l’inquinamento acustico può causare anche difficoltà di attenzione, e questo può avere effetti molto negativi sulla sfera lavorativa, come anche per chi studia, può causare sensazioni di irrequietezza, può accentuare ansia e stress, può comportare disturbi nel sonno e via discorrendo.
Non c’è dubbio, dunque: l’inquinamento acustico è una minaccia dalla quale bisogna guardarsi con tutta l’attenzione del caso.
















