Successo a Bra per la Spaghettata Antifascista, che si è svolta domenica 25 luglio presso l’Area verde di San Michele.
La conviviale è stata organizzata dall'Anpi nel segno del ricordo della festa popolare voluta dalla Famiglia Cervi alla caduta del Fascismo ed emblematica del clima generale di speranza, che si respirava in tutto il Paese quel giorno del 25 luglio 1943.
Ha introdotto l'appuntamento Enzo Demaria, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia sezione di Alba-Bra Langhe e Roero, poi ha preso la parola per una riflessione Livio Berardo, già presidente dell'Istituto Storico della Resistenza di Cuneo.
Infine, il braidese Claudio Gallizio ha letto il testamento scritto dal più piccolo dei fratelli Cervi, ucciso anche lui dai fascisti.
Erano presenti, tra gli altri, Fabio Bailo, presidente del Consiglio Comunale di Bra, Maria Milazzo, consigliere comunale, oltre alle delegazioni Anpi di Alba, Fossano, Savigliano, Verzuolo, Borgo San Dalmazzo, Monticello e Cherasco.
Spiegano gli organizzatori: "Il 25 luglio del 1943 Mussolini fu destituito e, per festeggiare la caduta del Fascismo, in casa Cervi, la mamma fece una grande spaghettata. Anche dopo l'uccisione dei 7 fratelli Cervi per mano dei fascisti in quella cascina. Una tradizione che è diventata un must estivo in molte parti d'Italia e quest'anno anche a Bra, dove la spaghettata si è svolta nel rispetto delle norme anti-Covid con tavoli rigorosamente da 6 e servizio al posto".
Aggiungendo: "Grazie al cuoco Luciano Bellunato, agli aiutocuochi, a chi ha preparato la buonissima torta di nocciole e a chi ha servito".
Così, a distanza di 78 anni da quel 25 luglio 1943, la pastasciutta condivisa tra tutti i partecipanti, come fu per i Cervi, è stato un modo festoso e consapevole per rinnovare il comune sentimento antifascista, solidale ed inclusivo, quanto mai necessario e attuale.
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