“Abbiamo vissuto tanti alti e bassi, ma questa volta temo proprio che sia arrivata la fine”. È sconsolata Loredana Rubaldo, 60 anni, cuoca alla casa di cura di Monteserrat a Borgo San Dalmazzo. La struttura, convenzionata con il Sistema Sanitario Nazionale (SSN) per 30 letti di continuità assistenziale (CAVS) e gestita dalla cooperativa sociale “Quadrifoglio”, chiuderà a fine agosto 2021.
La sua situazione lavorativa è quella più complicata, insieme a quella delle altre quattro colleghe addette a cucina e pulizie: “Quello che sappiamo è che dal 1° di settembre cinque persone saranno a casa. Non è un numero elevato, ma parliamo di persone. Il personale sanitario verrà ricollocato facilmente, mentre non hanno altre strutture dove ricollocare noi. Inoltre noi costiamo tanto perchè siamo dipendenti e non soci di cooperativa”.
Le voci sulla chiusura della grande clinica posta sulla collina di Monserrato circolavano da tempo: “Negli ultimi anni la crisi si è sentita – ammette Loredana Rubaldo -. Basti pensare che in questo momento ci sono soltanto 21 pazienti su 30 posti letto disponibili. Questa settimana ne andranno via altri 6/7 e rimarremo soltanto a 15. Non so neanche se arriveremo a fine agosto. Il 30 luglio abbiamo saputo che era stata data disdetta alla Regione. Questa volta è proprio la fine”.
Loredana ha 60 anni e vive da sola con una figlia all'Università: “Non ho ancora maturato i contributi per la pensione. Ho solo questa entrata, uno stipendio dignitoso di circa 1.300 euro con cui mi pagavo il mutuo. Ora come farò? A 60 anni mi devo rimettere sul mercato del lavoro. Non sarà facile”.
Le dispiace anche che questa clinica, dove lei lavorava come cuoca ormai da 16 anni, chiuda i battenti: “Io arrivavo da Markas. Ho visto passare tanta gente, ma mai avrei pensato che succedesse una cosa del genere. La casa di cura Monteserrat è una bella struttura con due ali nuove. Siamo stati anche un fiore all'occhiello covid-free. C'è l'ala vecchia da tirare giù e da rifare, ma non mi sento di dare la colpa al 'Quadrifoglio'. Appena arrivati eravamo in 6 in cucina, con 60 pazienti e dopo un anno invece è stata chiusa l'ala vecchia con il dimezzamento dei posti letto”.
Domani, martedì 3 agosto, è prevista una riunione dei lavoratori con i sindacati e il direttore sanitario della struttura.













