Domenica 5 settembre, a Marmora, verrà celebrata la Messa in suffragio di Sergio De Piccoli, monaco benedettino morto il 6 settembre del 2014 all'età di 83 anni.
La storia di padre Sergio è di quelle che non si possono dimenticare. Arrivato a Marmora nel 1978, da lì non se ne andò più. Trasformò, anno dopo anno, la canonica nella libreria più alta d'Europa. Quei 73mila libri raccolti in quarant'anni sono ancora custoditi lassù, dove vive Daniele, il badante di padre Sergio nei suoi ultimi anni di vita.
La sua è la storia di un uomo di Dio che si è incrociata con le più tristi vicende della vita terrena: le regole dell’amministrazione, la burocrazia, i testamenti, le carte bollate, le denunce, il denaro.
Tutto questo ha fatto naufragare il suo grande desiderio: una biblioteca di valle, con volumi raccolti e catalogati uno ad uno, di cui conosceva tutto, ordinati per colore ed altezza, in quel modo meticoloso che può solo appartenere a chi divide la sua vita, secondo la regola benedettina, tra preghiera e lavoro.
Sognava di renderla fruibile a tutti e, soprattutto, che restasse lì, a 1548 metri di quota, in quel posto che nel film “La terra buona” viene chiamato Monte Paradiso.
Già, perché padre Sergio è uno dei tre protagonisti del film di Emanuele Caruso che ha avuto un enorme successo di pubblico. E che si chiude così: “La biblioteca è ancora lì, in attesa degli illuminati”.
Negli anni ci sono stati tanti tentativi, tante iniziative per cercare di realizzare il sogno della biblioteca. Ma niente è andato a buon fine. I libri sono lì, in quell'edificio parzialmente pericolante e inagibile. Le campane non suonano più.
E non c'è più nemmeno Lupo, il cane tanto amato dal monaco benedettino, suo compagno fedelissimo. Se ne è andato anche lui, lo scorso 2 agosto. Lassù rimane solo Daniele, a custodire quelle migliaia di libri, attraverso i quali ancora risuona e vive, nonostante tutto, padre Sergio.













