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Attualità | 08 settembre 2021, 11:28

Il primario del Pronto Soccorso di Cuneo: "Giusto riaprire le scuole. Ad aprile ero contrario, ma il vaccino ha cambiato tutto"

Il dottor Giuseppe Lauria parla dei pochissimi accessi e ricoveri per Covid al Santa Croce e Carle. E aggiunge: "Ci preoccupa la fascia tra i 50 e i 59 anni, quella più refrattaria al vaccino. In questo momento sono loro i soggetti che rischiano"

Il primario del Pronto Soccorso di Cuneo: "Giusto riaprire le scuole. Ad aprile ero contrario, ma il vaccino ha cambiato tutto"

Ad aprile scorso, alla vigilia della riapertura delle scuole fino alla prima media, dopo lo stop del mese di marzo, che aveva riguardato gli studenti di ogni ordine e grado, il primario del Pronto Soccorso di Cuneo dottor Giuseppe Lauria aveva espresso senza se e senza ma la sua contrarietà, parlando, data la situazione sanitaria e il carico di pazienti Covid negli ospedali, di una scelta imprudente e prematura. "Per me riaprire le scuole adesso è un errore", aveva detto.

Oggi, a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, che sarà in presenza per tutti al 100%, la sua visione è molto cambiata. "Bisogna riaprire, perché ci sono dei bisogni sociali ineludibili e soprattutto perché, da aprile ad oggi, è cambiato il mondo".

Cosa ha cambiato il mondo? Per lui nessun dubbio: il vaccino.

E lo si vede nei pazienti che hanno bisogno di ricovero: "Non arriviamo ad un paziente al giorno. Chi ha bisogno di ricovero non è vaccinato oppure lo ha appena fatto e non ha ancora sviluppato la risposta immunitaria. Questa è l'unica risposta possibile da dare ai no vax".

I dati aggiornati al 6 settembre, per la popolazione afferente all'Asl Cn1, dicono che la percentuale di copertura con doppia dose è pari al 62,4%. Con una dose si va oltre il 77.

Questo dato è condizionato - essendo una media - dalle vaccinazioni dei ragazzi sotto i 15 anni: è del 10% la percentuale di chi ha ricevuto due dosi.

Andando nello specifico delle varie fasce d'età, infatti, le percentuali si alzano decisamente. Tra le fasce d'età a maggior rischio di complicazioni in caso di infezione, sono i soggetti tra i 50 e i 59 anni i più refrattari alla vaccinazione, a livello nazionale. "Escluso qualche soggetto anziano e con numerose patologie, i casi seri riguardano proprio loro. La malattia si aggrava in modo molto rapido".

Il 66,5% di loro, nella CN1, è coperto da due dosi. Decisamente sotto il dato nazionale, che è del 77%. E sotto il dato regionale, pari al 73,4. I non vaccinati tra i 50-59enni in Piemonte sono il 20%.

Conclude Lauria: "Sono proprio loro a preoccuparmi. Al momento da noi i numeri sono decisamente contenuti. Ma con la riapertura delle scuole quasi certamente aumenteranno le infezioni e quindi la circolazione del virus. Gli over 50 rischiano non solo di contagiarsi ma di avere forme serie o gravi. Lavorano, si muovono e hanno molti contatti rispetto alle fasce di popolazione più anziane, coperte ben oltre l'80%. Lo ribadisco: l'arma più importante che abbiamo è il vaccino".

 

Barbara Simonelli

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