Ad aprile scorso, alla vigilia della riapertura delle scuole fino alla prima media, dopo lo stop del mese di marzo, che aveva riguardato gli studenti di ogni ordine e grado, il primario del Pronto Soccorso di Cuneo dottor Giuseppe Lauria aveva espresso senza se e senza ma la sua contrarietà, parlando, data la situazione sanitaria e il carico di pazienti Covid negli ospedali, di una scelta imprudente e prematura. "Per me riaprire le scuole adesso è un errore", aveva detto.
Oggi, a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, che sarà in presenza per tutti al 100%, la sua visione è molto cambiata. "Bisogna riaprire, perché ci sono dei bisogni sociali ineludibili e soprattutto perché, da aprile ad oggi, è cambiato il mondo".
Cosa ha cambiato il mondo? Per lui nessun dubbio: il vaccino.
E lo si vede nei pazienti che hanno bisogno di ricovero: "Non arriviamo ad un paziente al giorno. Chi ha bisogno di ricovero non è vaccinato oppure lo ha appena fatto e non ha ancora sviluppato la risposta immunitaria. Questa è l'unica risposta possibile da dare ai no vax".
I dati aggiornati al 6 settembre, per la popolazione afferente all'Asl Cn1, dicono che la percentuale di copertura con doppia dose è pari al 62,4%. Con una dose si va oltre il 77.
Questo dato è condizionato - essendo una media - dalle vaccinazioni dei ragazzi sotto i 15 anni: è del 10% la percentuale di chi ha ricevuto due dosi.
Andando nello specifico delle varie fasce d'età, infatti, le percentuali si alzano decisamente. Tra le fasce d'età a maggior rischio di complicazioni in caso di infezione, sono i soggetti tra i 50 e i 59 anni i più refrattari alla vaccinazione, a livello nazionale. "Escluso qualche soggetto anziano e con numerose patologie, i casi seri riguardano proprio loro. La malattia si aggrava in modo molto rapido".
Il 66,5% di loro, nella CN1, è coperto da due dosi. Decisamente sotto il dato nazionale, che è del 77%. E sotto il dato regionale, pari al 73,4. I non vaccinati tra i 50-59enni in Piemonte sono il 20%.
Conclude Lauria: "Sono proprio loro a preoccuparmi. Al momento da noi i numeri sono decisamente contenuti. Ma con la riapertura delle scuole quasi certamente aumenteranno le infezioni e quindi la circolazione del virus. Gli over 50 rischiano non solo di contagiarsi ma di avere forme serie o gravi. Lavorano, si muovono e hanno molti contatti rispetto alle fasce di popolazione più anziane, coperte ben oltre l'80%. Lo ribadisco: l'arma più importante che abbiamo è il vaccino".














