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Attualità | 24 dicembre 2021, 07:21

L’Intelligenza Artificiale nelle scuole delle realtà periferiche: il progetto del team “Impar.IA.mo Giocando”

Nel gruppo di lavoro diversi componenti "made in Granda": Francesco Ianì (Mondovì), Carlotta Parola (Saluzzo), Vincenzo Bellomo (Beinette) ed Elisa Marengo (Fossano)

L’Intelligenza Artificiale nelle scuole delle realtà periferiche: il progetto del team “Impar.IA.mo Giocando”

L’Università degli Studi di Torino ha lanciato, lo scorso primo dicembre, Funds Together, la sua prima campagna di crowdfunding per la ricerca. Dei tre progetti proposti, quello del team di “Impar.IA.mo Giocando” mira a diffondere l’Intelligenza Artificiale (IA) nelle scuola primaria e secondaria di primo grado della provincia di cuneo e delle periferie.

Impar.IA.mo l’Intelligenza Artificiale Giocando in 5 risposte

Perché l’IA? Perché è sempre più pervasiva nella vita di tutti noi, molti dispositivi e strumenti che il mondo del lavoro utilizzerà nei prossimi anni sarà diretta espressione di questo filone ed è importante che i bambini imparino a conoscerla per diventare degli utilizzatori consapevoli.

Perché insegnare l’IA ai bambini? Sebbene l’IA sia una disciplina complessa sappiamo che per comprenderla e utilizzarla con consapevolezza occorrono abilità cognitive di base, che noi tutti possediamo fin da bambini. Per questo, integrando le nostre competenze di ricercatori in Informatica e in Psicologia, abbiamo sviluppato attività giocose e a basso costo sull’IA che vogliamo trasferire agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Sono attività “unplugged”, cioè non richiedono l’utilizzo di dispositivi ma costituiscono un modulo che, combinato con lezioni di coding, permette di imparare anche a programmare un piccolo robot.

Come insegnare l’IA? Come strumento proponiamo un percorso formativo rivolto agli insegnanti, partecipando al quale essi diventeranno i protagonisti di questa avventura. Crediamo infatti che la formazione degli insegnanti sia uno strumento fondamentale per raggiungere in modo

capillare diverse realtà scolastiche. E crediamo nelle scuole, molte delle quali purtroppo sono spesso escluse dai progetti più innovativi.

Perché la provincia e le realtà periferiche? Perché crediamo nel diritto di una formazione di qualità per tutti e sappiamo che molte scuole non sono raggiunte da programmi di didattica avanzata.

Perché pubblicizzare il progetto? Perché per realizzarlo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Il crowdfunding è una raccolta fondi online a cui tutti possono partecipare, se

credono nell’idea. Dobbiamo raccogliere 4000€ entro il 15 gennaio. Se non ce la faremo le donazioni saranno restituite ma se ce la faremo finanzieremo una borsa di studio per formare gli insegnanti sull’IA, supportarli nell’applicazione delle attività e fornire una prima supervisione del lavoro svolto in classe. Cominceremo dagli insegnanti di piccole realtà del Cuneese (le scuole di Cavallermaggiore, Cavallerleone, Caramagna e Murello). A questese ne potranno aggiungere altre indicate dai donatori.

Dona ora (https://www.ideaginger.it/progetti/impar-ia-mo-l-intelligenza-artificiale- giocando.html) e aiutaci a raggiungere il nostro obiettivo ricordando che ogni euro vale tre. Infatti il raggiungimento dell’obiettivo attiverà il cofinanziamento dell’Università di Torino,

un’altra borsa di studio per svolgere attività formative online e raggiungere altre realtà e supporteremo il Museo Piemontese dell’Informatica a portare delle mostre sul territorio. Con il tuo aiuto potremo contribuire a una formazione di qualità, per tutti!

Il Teampar.IA.mo

- Cristina Baroglio è professore associato all’Università di Torino, lavora nell’ambito dell’IA, nella ricerca e nell’insegnamento.

- Elisa Marengo, originaria di Fossano, è assegnista di ricerca, ha esperienza decennale nella ricerca in ambito informatico. Si occupa di IA e dei suoi ambiti di sviluppo e applicazione.

- Francesco Ianì, originario di Mondovì, è psicologo e ricercatore, si occupa di psicologia dell’apprendimento e svolge attività di formazione negli istituti scolastici.

- Elena Gandolfi è assegnista di ricerca e psicologa dello sviluppo e dell’educazione e svolge attività di ricerca e intervento nel contesto scolastico.

- Carlotta Parola, originaria di Saluzzo, è borsista di ricerca e laureata triennale in Informatica.

- Vincenzo Bellomo, originario di Beinette, è ex logista, borsista di ricerca e laureato triennale in Informatica.

Impar.IA.mo è patrocinato da diverse realtà associative della provincia di Cuneo quali centro Pensare in Granda (PINGcn), l’associazione “La Torre” di Caramagna e l’associazione “Gli amici della biblioteca” di Cavallermaggiore. Il progetto ha ricevuto inoltre il patrocinio dell’Associazione Italiana Intelligenza Artificiale (AIxIA), del Museo Piemontese dell’Informatica (MuPIn), e della Società Italiana per l’Etica e l’Intelligenza Artificiale (SIPEIA).

comunicato stampa

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