ELEZIONI COMUNE DI CUNEO
 / Cronaca

Cronaca | 21 gennaio 2022, 10:52

Diciottenne in overdose dopo un cocktail di droghe e alcol a Cuneo: condannati gli amici

Il giovane rimase in coma per sei giorni, lottando tra la vita e la morte. Le contestazione riguardavano omissione di soccorso, spaccio e lesioni

foto generica

foto generica

È giunto al termine il processo in corso al tribunale di Cuneo dove erano imputati tre ragazzi, A.T., E.P. e F.G. sotto accusa, a vario titolo, per lesioni, omissioni di soccorso, spaccio e minaccia. Vittima, un loro amico appena diciottenne. Una sera dell’agosto 2016, in un appartamento di Cuneo vecchia, il giovane finì in coma a seguito di un’overdose dovuta all’assunzione di un mix di droghe, alcol e farmaci e ci rimase per sei giorni, lottando fra la vita e la morte.

A chiamare l’ambulanza la sua fidanzata del tempo che, preoccupata, non ricevendo risposte alle sue chiamate, si era recata sul posto dove il ragazzo, insieme ad altri due compagni, era ospite di un quarto soggetto, che però non partecipò alla festa dove scorrevano droga e alcol.

A. T. e E. P. sono finiti a giudizio con l’accusa di omissione di soccorso e minaccia nei confronti del proprietario dell’appartamento: questi, da quanto aveva riferito alla Polizia in sede di sommarie informazioni, aveva provato a contattare il 118, ma gli sarebbe stato impedito dai due. A processo per spaccio F. G., il ragazzo che aveva messo a disposizione la cocaina per la festa (2 grammi). Deve altresì rispondere di lesioni.

A costituirsi parte civile proprio il giovane che fu lasciatò lì, in stato di coma, prima dell’arrivo della fidanzata del tempo: “Non mi ero mai fatto di eroina. È stata la prima volta. A.T. mi aveva istigato e io ho accettato”. In uno stato di quasi incoscienza, al 18enne venne iniettato anche del metadone, verosimilmente fornito da E. P., che lo aveva perché in cura al Sert. Secondo la ricostruzione gli sarebbe stato somministrato da A. T. che, a detta dei testimoni, avrebbe impedito di chiamare l’ambulanza. Il padrone di casa, successivamente, negò le minacce che avrebbe subito dai due imputati: “Quando sono tornato mi avevano detto che il ragazzo stava dormendo”.

Il giudice ha assolto F.G. dalle lesioni (considerate come derivante dalla cessione di stupefacente, cioè overdose ndr), A.T. e E.P. dalle accuse di minaccia con formula piena; ha condannato F.G. a un anno e sei mesi di carcere, oltre al pagamento di 2300 euro di multa, per la cessione di cocaina, A.T. e E.P. a 6 mesi di reclusione per omissione di soccorso. Questi ultimi due dovranno corrispondere 8 mila alla parte civile. Il giudice, per i due, ha altresì diposto il beneficio della sospensione condizionale subordinata alla corresponsione del risarcimento.

CharB.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium