Riposeranno nel cimitero di Diano d’Alba, il paese dove visse in gioventù, le spoglie di Maria Cristina Boffa, 75 anni, spentasi giovedì all’ospedale "San Raffaele" di Milano a causa della malattia contro la quale lottava da qualche tempo.
Cresciuta nel centro langarolo, del quale il padre Giuseppe fu a lungo segretario comunale, Maria Cristina Boffa lasciò le colline di Diano alla fine degli Anni Settanta per seguire il marito Enzo Bellagente, funzionario alla Saffa, la nota azienda dei fiammiferi, a Ponte Nuovo di Magenta, presso Milano.
La famiglia si trasferì poi nella vicina Marcallo con Casone, sempre nella provincia metropolitana milanese, dove lei fu a lungo insegnante. Qui il marito, il figlio Emanuele, ingegnere aeronautico, la sorella, affermato medico all’ospedale di Acqui Terme, insieme all’intera famiglia, le hanno dato l’ultimo saluto sabato scorso, prima della cerimonia che sabato 5 marzo ne accompagnerà la tumulazione nel paese che oggi la ricorda anche nelle vesti della Contessa Rangone, la maschera che impersonò per alcune edizioni del Carnevale dianese.
"Preparata e appassionata nell'insegnamento, hai trasmesso a numerose generazioni le tue conoscenze e i valori della vita – è l’affettuoso pensiero a lei rivolto dai colleghi della scuola di Marcallo con Casone –. Anche nelle amicizie eri spontanea e socievole: con te chiacchierare era un piacevole diversivo che ci legava anche fuori della scuola".
"Ci legava una lunga e profonda amicizia – sono le parole dell’avvocato Roberto Ponzio –. Era una persona buona, generosa, sempre sorridente, dai modi dolci e di raffinata sensibilità. Sarà esaudito il suo desiderio di essere tumulata a Diano d’Alba in una tomba da cui si possa vedere il Monviso come le capitava, in gioventù, dalla casa dei genitori. Nonostante la distanza abbiamo continuato a frequentarci: porta con sé anche una parte della vita mia e di mia moglie, sua grande amica".
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