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Attualità | 11 marzo 2022, 11:39

Mondovì per l'Ucraina: accolte famiglie e bambini soccorsi da sei volontari monregalesi

I due furgoni della spedizione "Una goccia nel mare" sono arrivati nella tarda serata di ieri. Sono 14 le persone giunte a Mondovì, due ospiti di una famiglia, gli altri alloggiati temporaneamente al Beila

L'arrivo a Mondovì

L'arrivo a Mondovì

I più piccoli hanno appena due anni. Le bimbe indossano cappellini con i pon pon. Qualcuno ha ancora i palloncini colorati del "McDonald's" presi durante la sosta in Austria. 

Sono circa le 23 quando ieri, giovedì 10 marzo, dopo più di 4 mila chilometri e pochissime ore di sonno, seduti sul sedile del furgone, i sei monregalesi volontari partiti alla volta della Polonia martedì, arrivano nel cortile del Beila. "Una goccia nel mare", così hanno chiamata la spedizione, ma una goccia che ha permesso di mettere in salvo delle vite.

"Ne è valsa la pena" - dicono Piergiorgio "Boba" Bogliaccino, Davide Mazzucco, Massimo Ravera, Mauro Gasco, Roberto Marenchino e Giancarlo Gonella, se gli si chiede se sono stanchi. "Mentre eravamo in Polonia, non avete idea di quanti ci hanno chiesto se potevamo ancora caricare qualcuno, purtroppo i posti disponibili erano al completo". 

La spedizione è partita martedì 8 marzo da via Boves, con i furgoni messi a essi a disposizione dalla LPM Pallavolo Mondovì, Atletica Mondovì e dalle parrocchie di Villanova Mondovì. 

Nonostante un guasto a uno dei mezzi, al momento rimessato in un'officina austriaca, non si sono persi d'animo, hanno riprogrammato il percorso e sono andati avanti. 

14 in tutto le persone arrivate a Mondovì più un cagnolino, due saranno ospitate da una famiglia monregalese, le altre, temporaneamente, sono state alloggiate nella struttura dell'ex Albergo dei Gelsi, gestito dal personale del CFP Cebano Monregalese. 

Una soluzione provvisoria, perché gli stabili sono attualmente in ristrutturazione e molti locali non sono accessibili, ma tutto il team si è attivato per riuscire ad utilizzarne almeno una parte, anche i docenti di cucina hanno preparato qualcosa di buono per il loro arrivo.

Nel viaggio di ritorno i due furgoni hanno fatto ancora tappa a Padova, Mantova e nel milanese, dove sono stati ricongiunti fratello e sorella, con la nonna, che aveva chiesto aiuto tramite un commento sotto un articolo di "Provincia Granda", che li ha messi in contatto con il gruppo di volontari. 

Nessuno parla inglese o italiano. A fare da interprete e raccontare la storia di una delle famiglie è un signore che vive in zona da alcuni anni e che si è messo in contatto con i sei monregalesi attraverso padre Alessio Budziak: "Sono scappati senza sapere dove andare, hanno raggiunto il confine, un viaggio lungo, faticoso, durato quattro giorni, prima di avere la notizia di poter raggiungere l'Italia". 

Ieri ad accoglierli all'arrivo familiari, gli assessori del comune Chiecchio e Rizzola, la Comandante Chionetti e lo staff del Cfp che spiega: “Abbiamo risposto convintamente ad un appello urgente del Comune e lo facciamo a nome della famiglia del Cfpcemon. Nel nostro centro ci preoccupiamo non solo della formazione professionale di tanti allievi ma anche di quella umana. A questo punto, l’appello non poteva avere risposta negativa perché la solidarietà è parte dell’umano. E ci piace poter dire ai nostri ragazzi che, come curiamo la loro crescita, possiamo curare anche chi dalla guerra scappa. Tanti ci hanno aiutato per poter preparare una prima accoglienza di questi nuclei ucraini: i ragazzi del corso di ristorazione, i colleghi del Cfpcemon, la Cooperativa Nuovo Beila e la Colonia agricola a cui va il nostro grazie. Rimaniamo a disposizione del Comune per il prosieguo di questa esperienza nella certezza che tutti noi ne usciremo umanamente più ricchi."

Arianna Pronestì

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