“Non è tanto la deroga agli abbruciamenti che chiediamo ma piuttosto la possibilità di conformare il periodo di stop a seconda della conformazione del territorio e alla tipologia di piante coinvolte. Non dei giorni in più per pulire i nostri boschi, ma uno slittamento nel tempo”.
A parlare è Enzo Garnerone, sindaco di Cervasca. L’argomento e la proposta rispetto agli abbruciamenti è stata oggetto di un incontro tenutosi con il presidente del Piemonte Alberto Cirio e il consigliere regionale Paolo Demarchi.
Le ragioni della richiesta derivano proprio dalla conformazione del territorio cervaschese, che in alcune zone rende complesse le attività di pulizia dei boschi, ma anche dalle condizioni climatiche che inducono la caduta delle foglie: “Non è un elemento che si presenta ogni anno allo stesso modo – aggiunge Garnerone - ; quando le condizioni climatiche lo permettono le foglie cadono, tutte insieme, ma non in tutte le zone della provincia e della regione allo stesso momento”.
“Non riuscire a pulire i boschi significa aumentare il rischio d’incendi, specie in anni di particolare siccità come quello attuale - aggiunge ancora il sindaco - . C’è poi l’aspetto idrogeologico, perché le foglie che marciscono sul terreno compromettono la permeabilità del terreno e aumentano quindi il rischio, nel periodo delle piogge, di grandi alluvioni”.
La preoccupazione, quindi, è molta. E la Regione si è dimostrata aperta al dialogo e al ragionamento seppur chiaramente vincolata dalla legge europea in materia. “Con la possibilità di rimodulare i tempi degli abbrucciamenti si eviterebbe anche di realizzarli tutti nello stesso periodo, riducendo l’inquinamento. Ma soprattutto si tutelerebbe il territorio, ricco di piante secolari: Cervasca ha tantissimi sentieri e percorsi bellissimi realizzati in anni di attività amministrativa, e un incendio o un’alluvione potrebbero distruggere tutto il buon lavoro svolto”.
In Breve
venerdì 16 gennaio
Accadeva un anno fa
Attualità
Cronaca













