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Attualità | 24 aprile 2022, 19:35

Il traforo del Tenda: una storia da raccontare

Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica

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Egregio Direttore,
in questi giorni è stato messo in rilievo che nel lontanissimo 1882 la galleria del Tenda fu inaugurata dopo nove anni di lavori. Ma ora ne occorreranno ancora di più  partendo dal 2013, data in cui sono stati aperti i cantieri per la costruzione del Tenda bis. E’ deprimente il confronto con quel passato, se si tiene conto dei mezzi e delle tecnologie di 150 anni fa, ma soprattutto se si considerano le infrastrutture che sono state costruite in questi tempi in altre parti d’Europa. Ma i confronti servono a poco se disgiunti da un’analisi approfondita, perché questa lunga, travagliata e deprimente vicenda merita di essere conosciuta e denunciata. Essa è soprattutto il frutto di insipienza politica, di confusione progettuale, di incapacità decisionale, nonchè di un sistema istituzionale che peggiora negli anni, mancante di gerarchia di governo, di presenza dello Stato sul territorio, di politica nazionale delle infrastrutture, di progettualità a lungo termine. Il tutto con l’aggiunta di imperizie, di personalismi e di mancanza di senso di responsabilità.

E’ bene ripassare la storia contemporanea di una nuova galleria di Tenda che è iniziata nel marzo 1989, quando a seguito di una grossa frana il traforo viene chiuso per 50 giorni. La giunta della Camera di Commercio di Cuneo in un o.d.g. firmato dal presidente Oddero e trasmesso ai ministri competenti, sostiene: “Il tunnel del Colle di Tenda , un traforo vecchio di un secolo, non può considerarsi, né lo è mai stato da parte dell’imprenditoria cuneese, un transito adatto alle esigenze di un traffico rapido e sicuro su una direttrice che pur è qualificata di rilievo europeo”. Si tenga conto che i francesi hanno già un progetto pronto dal settembre 1988, ed è un Tenda bis a quota più bassa (circa 1.000 metri) approvato dal Consiglio generale del Dipartimento delle Alpi Marittime; ingresso dal versante francese appena sopra Vievola, uscita tra Limone e l’attuale valico internazionale: in tutto Km. 6,300, con pagamento del pedaggio, costo quasi 300 miliardi di lire.

Un uomo politico lungimirante, il presidente della Provincia di Cuneo Giovanni Quaglia, in una lettera pubblica indirizzata ai transalpini scrive:” Vogliamo essere compresi bene: il nuovo traforo del Colle di Tenda ha un rilevante interesse turistico ed anche economico, è urgente e deve essere fatto, ma non è esaustivo del problema assai più grande di un raccordo rapido tra il Sud della Francia e la Pianura padana. Esso risolverà bene il problema del collegamento Nizza-Cuneo, non quello del grande itinerario europeo dalla Spagna e Portogallo alla Francia mediterranea, alla Pianura padana e all’Est dell’Europa, con le diramazioni a Nord e a Sud”. Da parte italiana, la Provincia di Cuneo, in accordo con l’Anas procede alla progettazione di un traforo moderno affiancato all’attuale, con rettifica anche dei pericolosi tornanti esistenti agli imbocchi sia dalla parte italiana, sia dalla parte francese; il progetto è realizzato dall’Ufficio Progetti Speciali, guidato dall’ing. Giuseppe Vassallo, e con la collaborazione della Sitraci.

Saranno i cambiamenti degli obiettivi di fondo, i contrasti, i ripensamenti progettuali emersi fra politici ed amministratori a Cuneo, Nizza, Imperia, Tenda, Ventimiglia, e soprattutto la mancanza di possibilità di finanziamento dell’opera a fare arenare il progetto.

Il 5 aprile 1994 la Giunta provinciale di Cuneo delibera che il nuovo progetto di tunnel sostitutivo al valico di Tenda è stato interamente completato e viene trasmesso all’Anas di Torino  e alla Direction Départementale de l’Equipement des Alpes Maritimes di Nizza per l’esecuzione tecnica. La galleria è di Km. 3,385, il costo globale è di lire 198 miliardi 760 milioni. In questo contesto è anche importante considerare l’interpellanza che il consigliere provinciale Chiarenza presenta al Presidente della Provincia Quaglia, con la quale chiede che vengano attivate urgenti iniziative da parte dei ministri competenti affinché sia modificato il decreto del 15/4/1994 per quanto riguarda i nuovi propositi per la realizzazione del traforo di Tenda nel quale è stabilito l’affidamento in un’unica concessione la costruzione e la gestione del nuovo traforo di valico Stura-Tinèe e della galleria di Tenda. Infatti, è da sei anni che si denuncia che le due infrastrutture sono obiettivi distinti e di natura differente. Purtroppo, la questione si trascinerà ancora per anni.

Vengono predisposte alcune varianti al progetto per permettere di risolvere una serie di difficoltà tecniche, nonché la realizzazione di un viadotto sul fiume Roya e la eliminazione di alcuni tornanti esterni all’imbocco francese. Si protrae  però una situazione di stallo. Si noti cosa risulta in proposito  dal verbale del vertice Italia-Francia tenutosi a Firenze il 5-6 0ttobre 1998 fra i ministri dei Trasporti italiano e francese: ”L’adozione di maggiori misure di sicurezza nel traforo stradale del Tenda costituisce una priorità assoluta e a tale titolo uno studio tecnico di riassetto dell’attuale tunnel sarà effettuato entro sei mesi dagli organismi tecnici competenti. Questa soluzione sarà in seguito oggetto di uno studio comparativo con l’ipotesi di una nuova costruzione  prevista dal mandato dato alla Commissione intergovernativa nel 1993”.

Incomincia ad andare in scena la farsa. Nel mese di febbraio 1999 il Rotary di Cuneo indice un pomposo convegno distrettuale, “Valle Roya, Valle europea, per una armonizzazione ed integrazione delle Regioni transfrontaliere Piemonte, Liguria e Regione Paca”. Vi partecipano in gran numero tecnici di vaglio e il meglio della classe politica piemontese e transalpina.

Si indicano le tre possibili soluzioni per l’adeguamento del valico stradale: nuovo traforo di base, allargamento della vecchia galleria, costruzione di una nuova galleria a fianco di quella vecchia. La “Carta programmatica” del convegno viene inviata ai Governi di Italia e Francia. Addirittura il ministro cuneese Livia Turco vuole inviare una propria comunicazione al Governo D’Alema in cui scrive: “Nel vertice italo-francese del 1998 si è comunque stabilito il principio che il traforo di Tenda deve essere separato nei tempi di realizzazione da quello del Mercantour. La decisione specifica se allargare l’attuale traforo o costruirne uno nuovo in quota, spetterà alla nuova Commissione intergovernativa sulla base di una valutazione comparativa tra le due ipotesi progettuali. Il dott. D’Angiolino, presidente dell’Anas, ha chiarito nel dettaglio la possibilità concreta di intervenire con la realizzazione di un nuovo traforo mediante l’allargamento del tunnel attuale portandolo a norma di sicurezza e garantendone la piena percorribilità”.

Questa proposta di alesaggio viene subito contestata dagli amministratori nizzardi che la giudicano insensata e vogliono il Tenda bis. Altrettanto chiara è la presa di posizione del presidente della Provincia di Cuneo Quaglia. Gli unici favorevoli al consolidamento e all’allargamento della vecchia galleria sono le Associazioni di Cuneo e di Imperia di Pro Natura. Nel frattempo “Provincia Oggi”, organo dell’Unione Industriale di Cuneo riporta: “Gli operatori sono divisi fra coloro che il Tenda bis lo vogliono parallelo all’attuale (1.321 metri sul livello del mare imbocco Italia e 1.280 metri sbocco Francia) e quelli che lo pretendono più basso di 100 metri, intorno ai 1200 metri di quota e, di conseguenza, lungo circa 5.000 metri (a fronte dei 3.186 metri dell’esistente)”.

Siamo nell’anno 2000, il Piano Provinciale dei Trasporti della Provincia, con le indicazioni del Tenda bis, recepisce le modifiche necessarie a seguito di un’indagine idrogeologica per capire dove localizzare il traforo e soprattutto per non danneggiare la captazione dell’acqua che alimenta l’acquedotto delle Langhe. Inoltre, i nuovi studi dovranno chiarire come risolvere la questione del rischio valanghe nella zona degli ultimi tornanti nella parte francese. Comunque, nella confusione delle idee di questi anni e dopo numerosi incontri fra tecnici italiani e francesi, si prospettano tre soluzioni possibili per la costruzione del nuovo traforo.

Da qui la indicazione di un ultimo progetto, perfezionato dall’Anas, di un nuovo tunnel quasi parallelo a quello esistente, a doppio senso di marcia, lungo 3.400 metri, costo 294 miliardi di lire, che dovranno essere stanziati metà dall’Italia e metà dalla Francia. Un’intesa tra i due governi esiste, ma mancando l‘approvazione definitiva del progetto non si può procedere  al finanziamento e all’appalto dell’opera.

Nell’incontro tra i governi italiano e francese del 7\11\2001 a Peregueux si conviene sulla necessità di realizzare in via prioritaria il nuovo traforo di Tenda, estrapolandolo  dal progetto Mercantour (anche a causa del disinteresse del nuovo governo francese), dando mandato all’Anas e alla Dirèction des Routes di presentare il progetto preliminare  dell’opera. Si confida che la nuova infrastruttura sia pronta  in tempo per le Olimpiadi di Torino 2006, e per l’apertura di alcuni tratti dell’autostrada Cuneo-Asti. Ma queste previsioni non fanno i conti con gli usuali lunghi tempi tecnici e le decisioni assembleari locali disposte per la realizzazione di opere pubbliche.

Con la “legge Obiettivo” dell’anno 2001 per la prima volta c’è un intervento concreto in un atto pubblico nazionale: dallo Stato c’è un finanziamento di un milione di euro per la progettazione di un nuovo tunnel di Tenda, con caratteristiche turistiche e commerciali; per la prima volta si riconosce il Tenda bis come un progetto nazionale e internazionale e non di solo interesse locale. Nel novembre del 2003 alcuni membri della Commissione Trasporti del Senato, sotto la guida del sen. Menardi, compiono un sopralluogo sui punti cruciali della viabilità cuneese.

Il presidente della Commissione sen. Grillo, durante l’incontro con la stampa in Prefettura a Cuneo si impegna formalmente a rappresentare al presidente del Consiglio Berlusconi la questione del Tenda bis. Comunque, allo stato dei fatti sussistono problemi rispetto alle possibili soluzioni tecniche: i francesi sono più propensi a raddoppiare l’attuale struttura, invece gli italiani propendono per la costruzione di due nuove gallerie che finiscono a valle dei tornanti francesi. Non si riesce a sgombrare il campo da incertezze e ritardi, in modo di sapere se il nuovo traforo diventerà realtà o rimarrà un altro sogno nel cassetto dei cuneesi.

Finalmente il 18\03\2005 a Roma  la Commissione intergovernativa Italia-Francia approva la costruzione di una nuova galleria di Tenda, la cosiddetta “soluzione alta”. L’opera dovrebbe essere ultimata nel 2011, costo 168 milioni di euro secondo il prezzario italiano, compreso i fondi per l’allargamento e la sistemazione della vecchia galleria; i tempi di realizzazione sono previsti in 5 anni, avvìo dei lavori entro il 2007. Nel mese successivo il progetto è anche approvato nel corso di un vertice tenutosi in Savoia tra i ministri dei Trasporti italiano Lunardi e francese Robien. Ora però il problema è di reperire i soldi, e quando. E’ la Confindustria di Cuneo che avverte sul suo giornale “Provincia Oggi”: ”Sul Tenda bis mancano le certezze. Più parole che fatti”.

Il 25\09\2006 a Parigi si tiene la Conferenza intergovernativa Italia-Francia, che approva il progetto definitivo del tunnel. Il presidente della Provincia Raffaele Costa annuncia:”Siamo finalmente di fronte ad una svolta”. Sono previsti dodici mesi per il progetto definitivo e l’appalto internazionale dei lavori. In ogni caso ci vorranno 52 mesi per lo scavo del tunnel parallelo all’attuale,  e altri 35 mesi per allargare la vecchia galleria. Per finanziare l’opera ci sono 54 milioni di euro inseriti nella legge finanziaria con un emendamento del relatore on. Crosetto, più altri 28 milioni nei prossimi quattro anni, come da un accordo di programma fra Governo, Anas e Regione Piemonte.

Ma i costi dell’intera opera e delle modifiche progettuali sono lievitati rispetto al piano economico approvato nel 2006; mancano oltre 42 milioni di euro dovuti all’aumento dei prezzi, e senza la garanzia di questa copertura finanziaria non è possibile procedere all’appalto dei lavori. Bisogna riconoscere l’opera del presidente della Provincia Raffaele Costa presso le autorità di governo per sollecitare il completamento dell’iter politico-burocratico,  ma tutto sarà vano.

Febbraio 2009: il C.d.A. dell’Anas approva il progetto definitivo del traforo. Viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il bando di gara europeo per l’assegnazione dei lavori: chi si aggiudicherà l’appalto dovrà redigere anche il progetto esecutivo. I cantieri dovrebbero essere aperti entro il 2011, e la nuova galleria dovrebbe essere agibile per il 2017.

Rispuntano le contestazioni. Gli ecologisti si agitano contro il raddoppio del Tenda; respingono l’apertura di un nuovo canale ad alto traffico che porterà alla saturazione della circolazione nelle valli Roya e Vermenagna e minaccerà la qualità della vita; vogliono potenziare la ferrovia   Cuneo-Nizza. I camionisti della Confartigianato vogliono il nuovo traforo più a valle, fra Limone e Vernante, perchè gli ultimi chilometri verso il Tenda sono i più impegnativi per i mezzi pesanti e percorrerli comporta un dispendio elevato di carburante. Altro nuovo ostacolo è il mancato reperimento di un sito per lo stoccaggio dei residui dello scavo.

Nell’ottobre del 2012 l’Anas ha approvato il progetto esecutivo e dato l’avvìo alla realizzazione di alcune delle opere previste sul versante francese del nuovo tunnel del colle di Tenda. Il progetto prevede la costruzione di due gallerie a senso unico di marcia per circa 3.300 metri di lunghezza e una carreggiata effettiva pari a 6,50 metri (con una corsia di marcia di 3,50 metri, una corsia di emergenza di 2,70 metri e banchina da 0,30 metri). Per il traffico diretto verso la Francia sarà realizzato un nuovo tunnel, mentre  per il traffico in direzione Italia è previsto l’allargamento e l’ammodernamento dell’attuale tunnel. Ma ancora nel 2014 i lavori non iniziano. Però il presidente dell’Anas Ciucci, in una risposta scritta ad una interpellanza del Pds dichiara:”Lo scavo del nuovo tunnel inizierà a gennaio 2015. L’ultimazione dei lavori è prevista a febbraio 2020, mentre nel luglio 2017 sarà possibile procedere ai lavori della nuova galleria”.

Il 2\10\2015 una delegazione del Tavolo di coordinamento sui lavori del tunnel di Tenda è ricevuta a Roma dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Delrio. Siamo alla beffa, nel comunicato finale si legge:”I membri della delegazione hanno manifestato soddisfazione per essere stati ascoltati e per le rassicurazioni ricevute, in merito alla proposta di variazione del cronoprogramma dei lavori e sul tema del potenziamento della linea ferroviaria Torino-Cuneo-Nizza”.

Si tentano tutte, perchè il Tenda bis continua a fare discutere. Nel gennaio 2016 Pro Natura e Legambiente trovano nella Confindustria di Cuneo un valido alleato e un riferimento della protesta per i rallentamenti nella realizzazione dei lavori di raddoppio del traforo. Ritengono che il progetto e le strategie vadano rivisti. La soluzione è quella di realizzare una canna sola a doppia senso di marcia, mantenendo il vecchio tunnel a scopi turistici e di sicurezza. La stessa tesi sarà rilanciata due anni dopo dall’assessore regionale ai Trasporti Balocco.

Nel 2016 si ripetono le interruzioni dei lavori. Una volta per crolli della galleria, causati dalla presenza di una consistente vena d’acqua. Un’altra volta per scongiurare la compromissione della falda acquifera che alimenta l’Acquedotto delle Langhe. In più viene rimarcato l’alto rischio di nuovi intoppi, di spreco di tempi e denaro causati dalle insufficienti ore di lavoro per finire un drenaggio completo nel periodo estivo. Nel 2017 non manca altro che una vicenda giudiziaria nei confronti di dipendenti della Società appaltatrice per furto aggravato e frode in pubbliche forniture del tunnel. Il cantiere viene posto sotto sequestro. Ne conseguirà nel 2018 la rescissione del contratto con la costruttrice  Fincosit di Roma, e il subentro di una nuova impresa nell’appalto.

Maggio 2019 : il Consorzio Edilmaco di Torino (seconda classificata nella gara d’appalto) riceve dall’Anas la consegna dei lavori per la ripresa del Tenda bis. La nuova Società avrà 4 anni e 9 mesi per concludere il raddoppio della galleria e rifare quella vecchia alle stesse dimensioni ripartendo dal 23% realizzato dalla precedente Fincosit. La fine dei lavori è ora indicata nell’anno 2024, quindi dopo undici anni dalla prima apertura dei cantieri. Si constata però con perizie che il complesso dei lavori effettuati in precedenza non è stato fatto “a regola d’arte” e che la direzione dei lavori era a conoscenza fin dal 2016 di rotture, anomalie e deformazioni. Alla buon’ora, l’Anas comunica che “effettuerà un monitoraggio costante per seguire tutte le fasi dei lavori che sono aderenti al progetto approvato”.

Ma non finisce qui. Ci risiamo. Alcuni tecnici, ambientalisti, amministratori e giornalisti insistono nel richiedere all’Anas di cambiare il progetto: un tunnel a doppio senso di marcia sarebbe sufficiente e consentirebbe un utilizzo del vecchio traforo per soccorso, ciclisti e pedoni. L’Anas respinge queste richieste. Ugualmente il governatore della Regione Cirio ribadisce che non c’è nessuna possibilità di modificare un progetto da accordi intergovernativi fra Italia e Francia. Nel contempo, Edilmaco congela i lavori per i fondi non sicuri  e le troppe incertezze extra contratto.

Nel febbraio 2020 viene siglato a Roma fra l’Anas e l’impresa Edilmaco l’accordo per la ripresa dei lavori dopo ben 31 mesi. Dulcis in fundo nell’ottobre del 2020 si scatena nella zona del colle di Tenda una disastrosa alluvione. Sembra una maledizione: per il  passato potevamo incolpare gli uomini, la classe dirigente, ma adesso.

I lavori vengono per forza di cose ancora sospesi. Peraltro, il lato francese si presenta ora morfologicamente molto diverso rispetto all’epoca della redazione del progetto, per cui l’Anas deve predisporre delle varianti. Si ritiene necessaria la nomina di un Commissario straordinario. I lavori del Tenda bis ripartiranno a giugno 2021, ma per finire l’intera infrastruttura serviranno  parecchie risorse finanziarie in più: 76 milioni di euro in aggiunta ai 102 milioni e mezzo assegnati ad Edilmaco all’atto del subentro alla Fincosit. Bontà di Dio, vengono confermati i tempi di realizzazione: nuovo tunnel a fine anno 2023, rifacimento della vecchia galleria entro fine 2025.

Dodici anni orsono scrissi per conto della Provincia il libro “La strada infinita, storia dell’autostrada Asti-Cuneo”. Fui profeta. Non penso di sbagliare se definisco il Tenda “Il tunnel da cui non si esce”.

Mi scuso per la lunga esposizione che spero però possa essere utile.
    
Cordialmente,

Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale

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