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Eventi | 22 agosto 2022, 15:17

Attraverso Festival fa tappa a La Morra, Alba e Barolo tra letteratura e musica

Grandi ospiti che parleranno di personaggi illustri del nostro tempo da Pier Paolo Pasolini a Beppe Fenoglio

Neri Marcorè sarà ospite a Barolo domenica 4 settembre

Neri Marcorè sarà ospite a Barolo domenica 4 settembre

Attraverso Festival continua il suo viaggio nel Piemonte del Sud, tra le colline delle Langhe, territorio Patrimonio Unesco.
Mercoledì 31 agosto, ore 21, a La Morra, Piazza Castello diventa teatro di "Museo Pasolini" con Ascanio Celestini (Ingresso 15 € - biglietti acquistabili in prevendita on line www.mailticket.it).
Nell’anno dei festeggiamenti per il centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, anche Attraverso Festival dedica alcuni appuntamenti alla figura del grande intellettuale e scrittore italiano. La sera di mercoledì 31 agosto nella suggestiva Piazza Castello di La Morra, va in scena Museo Pasolini, il nuovo spettacolo del grande narratore Ascanio Celestini che torna ad Attraverso Festival e con la consueta empatia si concentra sulla figura del poeta, tessendo le fila di un’epopea popolare, fatta di marginalità e impegno sociale.
 
Celestini si interroga su un ipotetico, possibile, auspicabile “Museo Pier Paolo Pasolini”, un luogo immaginato attraverso le testimonianze di diversi personaggi, di chi Pasolini l'ha conosciuto, ma anche di chi l'ha immaginato, amato e odiato. Il Museo Pasolini di Celestini si compone partendo dalle domande: qual è il pezzo forte del Museo Pasolini? Quale oggetto dobbiamo cercare? Quale oggetto dovremmo impegnarci a acquisire da una collezione privata o pubblica, recuperarlo da qualche magazzino, discarica, biblioteca o ufficio degli oggetti smarriti? Cosa siamo tenuti a fare per conservarlo? Cosa possiamo comunicare attraverso di lui? E infine: in quale modo dobbiamo esporlo? Come potrebbe essere un museo Pier Paolo Pasolini?
 
Ma come dice Vincenzo Cerami: “Se noi prendiamo tutta l’opera di Pasolini dalla prima poesia che scrisse quando aveva 7 anni fino all’ultima sua opera, noi avremo il ritratto della storia italiana dalla fine degli anni del fascismo fino alla metà degli anni ’70. Pasolini ci ha raccontato cosa è successo nel nostro paese in tutti questi anni”.
Comprendere Pasolini significa comprendere il Novecento e comprendere il Novecento significa tentare di comprendere l’oggi anche grazie a questa emozionante lettura offerta dall’attore romano.
Giovedì 1 settembre ore 21 ad Alba presso il Teatro Sociale G. Busca, ArenaGuido Sacerdote (Ingresso 10 €) lectio magistralis commissionata appositamente a Gianrico Carofiglio, principale tra gli scrittori contemporanei che non a caso ha dato a uno dei suoi personaggi lo stesso nome dello scrittore albese.
La lectio di Carofiglio, intitolata "Senza fiori nè discorsi", organizzata in collaborazione col Centro Studi Beppe Fenoglio, capofila naturale del Centenario, sarà programmata anche a Nizza Monferrato ed a Casale Monferrato, attingendo dalla figura del Maresciallo Fenoglio, protagonista dei romanzi Una mutevole verità, L’estate Fredda e dell’ultimo capitolo La versione di Fenoglio, uscito per Einaudi nel 2019.
Quest’ultimo, in particolare, ci conduce direttamente nella parte più intima di Fenoglio, ormai prossimo alla pensione, impegnato a dover fare della fisioterapia a seguito di un intervento chirurgico. In questo percorso incontra Giulio, un ragazzo di vent’anni ancora indeciso su quale strada intraprendere e sull’impostazione da dare alla sua vita. Fenoglio si ritrova a fare quasi da maestro ad un giovane tanto sensibile, spiegandogli la sua “versione” e visione del mondo.
Il romanzo affronta il tema cruciale, in ogni investigazione, ma anche nella vita, del rapporto tra verità e menzogna, ma ciò che conta per noi, qui, è il nome che Carofiglio dà al suo personaggio principale: il Maresciallo Fenoglio e la certezza che non si tratta di un nome dato a caso, pescando nell’elenco del telefono, ma di una specie di dichiarazione di poetica. Lo scrittore Beppe Fenoglio è certamente uno dei “padri nobili” dello scrittore Gianrico Carofiglio. Non potevamo chiedere dunque a persona migliore di confezionare, in esclusiva per Attraverso Festival, una lectio magistralis ad hoc sullo scrittore albese nell’anno dei festeggiamenti per il suo centenario della nascita.
Una lectio di uno scrittore contemporaneo che prova a raccontare come e per quali vie l’influenza fenogliana sia arrivata fino a lui, quanto la lezione di Fenoglio e della sua scrittura aspra, tagliente, definitiva e modernissima sia ancora viva.
 
Gianrico Carofiglio è uno dei più noti e importanti scrittori italiani contemporanei. Ha esordito nella narrativa nel 2002 con Testimone inconsapevole, dopo una lunga carriera da pubblico ministero, specializzato nelle indagini sulla criminalità organizzata.
Da quel 2002 sono passati circa 17 romanzi, molti incentrati sui suoi tre personaggi iconici (Guido Guerrieri, il Maresciallo Fenoglio, Penelope Spada), svariati saggi e racconti, sceneggiature televisive e cinematografiche.
Nel 2022 ha esordito in TV come ideatore e conduttore della trasmissione televisiva “Dilemmi” che è stata la rivelazione della Stagione di Rai 3, esempio di televisione non urlata, nella quale si confrontano due personaggi, paladini di due opposte opinioni su una serie di argomenti cruciali della vita delle persone.
 
Venerdì 2 settembre, ore 21, sempre ad Alba presso il Teatro Sociale G. Busca - Arena Guido Sacerdote (Ingresso gratuito con prenotazione).
Antonella Viola presenta il "Il sesso è (quasi) tutto. Evoluzione, diversità e medicina di genere".

Cos’è il sesso? Cos’è il genere? Cos’è l’identità sessuale? Ma soprattutto, cos’è la medicina di genere e perché ne abbiamo bisogno? A queste domande cerca di rispondere Antonella Viola, immunologa e direttrice scientifica dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza, ospite dell’incontro Il sesso è (quasi) tutto - Evoluzione, diversità e medicina di genere, organizzato da Attraverso Festival alle 21 di Venerdì 2 Settembre nell’Arena estiva Guido Sacerdote del Teatro Sociale di Alba.

In modo chiaro, divulgativo, com’è nel suo stile, sia quando scrive, che quando fa lezione o spiega in tivù, la professoressa Viola, guida il pubblico in un viaggio attraverso stereotipi, scienza, biologia e fisiologia.
Nel suo nuovo lavoro, infatti, la scienziata si occupa delle differenze tra i sessi da un punto di vista particolare, quello delle diverse opzioni terapeutiche con pazienti uomini e donne Secondo Antonella Viola, approfondire le differenze biologiche tra i generi è determinante nella prevenzione, nella diagnosi e nella cura di varie malattie. Non esistono risposte semplici e ogni semplificazione è pericolosa: la nostra società deve accogliere l’ambiguità, smettendo di trattare come mostruoso tutto ciò che eccede il sistema binario maschio/femmina. Fino a oggi le differenze sono state usate in modo strumentale per creare un mondo binario. Non abbiamo approfondito le differenze reali, creando al loro posto differenze artificiose. Abbiamo visto differenze dove non c’erano. Abbiamo trascurato le differenze importanti, quelle che dovevano essere tutelate. Abbiamo ignorato le differenze biologiche e abbiamo fatto un uso strumentale della differenza di genere, basandoci su qualcosa che non esiste in biologia: il cervello di maschi e femmine, infatti, è uguale. La rivoluzione deve accadere nelle nostre abitudini, nei gesti e nelle parole che usiamo. Che sia urgente si vede con grande chiarezza guardando alcuni dati della medicina, che per secoli è stata una medicina dei maschi bianchi per i maschi bianchi. Continuare a ignorare questo gravissimo squilibrio significa ridurre la nostra capacità di curare. La medicina del futuro non può che essere personalizzata, e questo vale per uomini e donne: perché siamo più abili a curare le malattie cardiovascolari negli uomini e la depressione nelle donne? Si tratta di un caso esemplare, perché la stessa discriminazione di genere, oltre che etnica, riguarda tutta la nostra società. Fare la rivoluzione significa tornare all’origine. Non per correggere degli errori, ma per ritrovarli.

Domenica 4 settembre, ore 21, a Barolo, presso il Cortile del Castello (Ingresso 20 € - biglietti disponibili in prevendita su www.mailticket.it), Neri Marcorè presenta "Sulle mie corde", un concerto che è un tributo ai grandi della canzone d’autore, da Gaber a De André, Dalla, De Gregori, Fossati, solo per fare qualche nome, è lo spettacolo che segna il ritorno di Neri Marcorè ad Attraverso Festival, nell’area spettacoli allestita nel cortile del castello di Barolo, cuore delle Langhe, che entra da quest’anno nella rete dei comuni coinvolti nel Festival.
Ad affiancare Neri Marcorè (voce e chitarra) sul palco c’è Domenico Mariorenzi, chitarra, pianoforte e bouzouki.

Neri Marcorè interpreta con affetto e personalità un repertorio variegato, senza far mancare al pubblico la sua ironia, il suo umorismo leggero ed elegante.
“Ho iniziato ad ascoltare De André quando ero bambino, grazie a mia madre – spiega Neri Marcorè - ma è stato crescendo che ho apprezzato il connubio, meraviglioso, tra musica e testi. Così, insieme a Gaber, De Gregori e Fossati è diventato uno dei miei riferimenti musicali. Mi piace la sua onestà intellettuale, il suo sguardo privo di pregiudizi e l’incapacità di emettere giudizi e tantomeno sentenze, andando spesso contro il consenso facile, sempre in direzione ostinatamente contraria. Non potrò mai dimenticare il suo ultimo concerto al Brancaccio di Roma”. 
I primi passi mossi su un palco da Neri Marcorè, molto prima di diventare attore e conduttore, sono legati alla musica, una passione mai sopita che negli ultimi anni ha ripreso linfa e corpo. Produzioni teatrali come “Un certo signor G”, “Beatles Submarine”, “Quello che non ho” e concerti di varia natura e formazioni diverse lo hanno portato a frequentare con crescente assiduità il repertorio di Fabrizio De André, Giorgio Gaber, Gianmaria Testa e altri apprezzati artisti.

Redazione

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