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Attualità | 25 gennaio 2023, 17:33

Bongiovanni, Boselli e Sturlese, l'allarme sul nuovo ospedale unico: "Si va verso il partenariato. Una scelta che Cuneo pagherà carissima"

Ieri sera l'incontro organizzato dai tre gruppi consiliari nel salone del CDT in largo Barale. I tre esponenti concordano sull'inesistenza dei fondi INAIL e sull'intenzione (nemmeno troppo celata) di abbracciare il progetto pubblico-privato

Foto da: pagina Facebook Indipendenti

Foto da: pagina Facebook Indipendenti

I consiglieri comunali di Cuneo Claudio Bongiovanni, Giancarlo Boselli e Ugo Sturlese, se si parla del nuovo ospedale unico della città, concordano su tanti argomenti ma dopo l’incontro tenutosi martedì 24 gennaio nel salone del CDT in largo Barale su uno in particolare: il filone di finanziamento su cui sembrano convergere le intenzioni dell’advisor e dell’amministrazione regionale è quello del partenariato pubblico privato.

L’eventualità più rischiosa, secondo i tre, che durante il convegno hanno partecipato come relatori assieme al segretario ANAAO dell’aos S.Croce e Carle Bruno Favilla e all’ex dirigente pubblico Roberto Grillanda. Un incontro partecipato, in cui gli scettici rispetto al progetto di costruzione del nuovo ospedale unico – come sono, da mesi (e, nel caso di Cuneo per i Beni Comuni, negli anni) le rispettive forze consiliari – hanno fatto il punto della situazione a qualche giorno di distanza dal probabile pronunciamento dell’advisor.

In questo ‘gioco delle tre carte’ per la ricerca dei finanziamenti la Regione ha sempre affermato l’impossibilità di utilizzare i fondi ministeriali e l’intenzione di usare i 310.000.000 di euro messi a disposizione dall’INAIL, almeno fino alla metà dello scorso anno, quando si è fatta avanti l’opzione di partenariato pubblico-privato” ha detto Sturlese.

Cercare di dimostrare che il partenariato è l’unica reale opzione affrontabile significa chiudere il Comune in un vicolo cieco – ha proseguito il decano del consiglio comunale cuneese - : le problematiche, tra cui la necessità del pagamento di un canone basato sugli interessi al capitale impiegato, sono immense, il costo reale del progetto e le sue specifiche sono sconosciute. Se anche andasse in porto questa strada saremo in mano a soggetti privati che, a un certo punto, potrebbero cambiare le carte in tavola; si rischia che, sul bilancio corrente dell’ospedale, la parte pubblica sanitaria ci rimetta e questo è rischiosissimo”.

Secondo Bongiovanni la ragione per cui la Regione non voglia utilizzare i fondi statali dell'ex art.20 della Legge 67/88 è da ricercarsi nell’intenzione di tenerli da parte per l’acquisto futuro di materiali. “Crediamo l’advisor voglia spingersi verso l’opzione pubblico-privata che parrebbe già essere lievitata, come costo, a 420.000.000 di euro – ha detto - . Ma anche in questo caso avrebbe luogo per l’ASO un indebitamento che si riverserebbe inevitabilmente e a lungo andare sui pazienti. Vedremo cosa succede da qui alla fine del mese”.

Boselli, infine, ha puntato il dito contro la Fondazione Ospedale Cuneo, rea di essere nata con il preciso scopo di orientare la scelta dell’amministrazione comunale sull’ubicazione decentrata. Ma ha anche dichiarato ancora una volta l’inesistenza concreta dei tanto decantati fondi INAIL: “L’ospedale di Cuneo è inserito, nei rapporti tra Regione e INAIL, nell’elenco di strutture ‘valutabili’ e non ‘valutate’ - ha detto - ; si tratta insomma di una mera proposta, tant’è che nel piano investimenti 2022-2024 della seconda non c’è traccia dei fondi per il nostro nosocomio unico”.

Per il capogruppo degli Indipendenti è “probabile che già due o tre mesi prima della presentazione del partenariato qualcuno ci stesse già pensando: si è così colta la palla al balzo per arrivare alle elezioni dello scorso anno con un progetto da sfruttare in campagna elettorale. Insomma oggi, in questo paese, si può fare di tutto. compreso condurre, legalmente, la politica sanitaria nelle mani di un privato. Una scelta che costerà tantissimo alla comunità”.

Simone Giraudi

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