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Attualità | 22 marzo 2023, 11:04

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Acqua... in Piemonte sempre meno "oro blu"

Entro la metà del secolo, complice il riscaldamento globale, avremo un ulteriore aumento della siccità e dell'aridità, con una ancor più significativa diminuzione delle precipitazioni

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Acqua... in Piemonte sempre meno "oro blu"

Oggi 22 marzo si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua. 

Una risorsa di cui il Piemonte sta sperimentando, ormai da un paio d'anni, non solo l'importanza, quasi scontata, ma anche e soprattutto l'urgenza, viste le prolungate ed intense condizioni siccitose che hanno caratterizzato gli ultimi due anni.

Due giorni fa, la pubblicazione da parte del IPCC del Sesto Rapporto di Valutazione sui Cambiamenti Climatici (AR6), ha evidenziato come il nostro pianeta si trovi sulla strada per raggiungere un riscaldamento globale stimabile in + 2°C rispetto alla situazione pre-industriale.

Per la risorsa idrica, questo significa che entro la metà del secolo è da attendersi un “aumento della siccità e dell'aridità nell’Europa centrale e meridionale”, una ”diminuzione delle precipitazioni nell’Europa Meridionale e aumento nell’Europa settentrionale” e una generale “diminuzione del manto nevoso”.

Anche il nord-ovest italiano, storicamente una regione ricca di “oro blu”, ha dovuto fare i conti a partire da dicembre 2021 con una carenza di precipitazioni tali da innescare una siccità meteorologica estrema che, nel corso dell’estate 2022, è arrivata a colpire anche il comparto socio-economico piemontese.

La combinazione di scarso innevamento sui rilievi, poche precipitazioni in generale ed alte temperature invernali, primaverili ed estive, ha prodotto nel corso dell’annata 2022, non solo una fusione precoce dell’esiguo manto nevoso presente sulle Alpi, ma anche una maggiore evapotraspirazione delle piante, con ricadute significative sulle attività agricole.

L’anno 2022 si è chiuso infatti con un deficit di precipitazioni pari al 40% e con temperature superiori di circa 1.5°C rispetto alla norma climatica dell’ultimo trentennio.

Anche quest’ultimo inverno 2022-2023, seppur meno secco e meno caldo di quello record precedente, ha fatto registrare una forte carenza di precipitazioni: -50% da quando il calendario ha archiviato il 2022 e, nello stesso periodo, temperature medie sempre oltre il 1°C rispetto alla norma climatica.

Di particolare rilievo è la stima dell’acqua disponibile nel manto nevoso, un fattore chiave per capire quanta risorsa avremo a diposizione durante la stagione seminativa e poi in estate.

Se lo scorso anno all’inizio della primavera meteorologica, la testata del bacino del Po poteva contare su circa 665 Mmc di acqua stoccata nel manto nevoso, un valore così basso da sfiorare il 5° percentile negli ultimi 30 anni, quest’anno la situazione non è molto migliore visto che gli attuali 880 Mmc si collocano all’altezza del 25° percentile, un numero ancora molto esiguo.

Una situazione grave, che richiede la collaborazione e l'impegno di tutti, come ci insegna la favola del colibrì, della tradizione culturale del popolo Quechua in Perù. Quello che possiamo fare è una goccia, ma se possiamo fare solo quello... facciamolo!

Un giorno nella foresta scoppiò un incendio.
Tutti gli animali correvano per salvarsi la vita.
Rimasero ai margini del fuoco, guardando le fiamme con terrore e tristezza.
Sopra le loro teste, un colibrì volava avanti e indietro verso il fuoco, ancora e ancora.
Gli animali più grandi chiesero al colibrì cosa stesse facendo.
"Sto volando al lago per prendere l'acqua per spegnere l'incendio."
Gli animali risero e dissero: "Non puoi spegnere questo fuoco!"
Il colibrì rispose: "Sto facendo quello che posso".

Barbara Simonelli

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