“Se degli undici nuovi ospedali tanto decantati dalla Regione se ne realizzeranno quattro sarà già un bel risultato. E non siamo certi che quello di Cuneo sarà tra questi”. Si è chiuso così l’intervento del consigliere comunale Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), nell’ambito dell’incontro “Ospedale anno zero” tenutosi venerdì 28 febbraio alle 18 al Centro Documentazione Territoriale di largo Barale, nel capoluogo.
Al centro dell’incontro – che ha visto tra i relatori anche Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) e Giancarlo Boselli (Indipendenti) - il progetto di realizzazione del nuovo ospedale unico della città, e il limbo d’incertezza nel quale è caduto dopo il rigetto della soluzione pubblico-privata e dell’idea presentata dalla Inc spa (da cui derivava il titolo della serata). Si è parlato ovviamente anche molto della locazione del futuro nosocomio: le tre anima della minoranza consigliare si sono da sempre espresse contro l’opzione di realizzazione in frazione Confreria, nell’area dell’attuale ospedale Carle. Presente, anche, il consigliere regionale PD Mauro Calderoni.
Nel proprio intervento Bongiovanni ha realizzato – come già fatto diverse volte in Consiglio comunale - una cronistoria di quanto accaduto negli ultimi tre anni: “Impossibile non ribadire ancora una volta come l’azienda ospedaliera abbia mancato di fornire i documenti richiesti tramite ripetute richieste di accesso agli atti – ha detto -. I dirigenti pubblici sono pagati per realizzare i programmi e gli obiettivi dei decisori politici, eletti di volta in volta, non ostacolarli; sorprende, tra l’altro, che lo stesso non sia avvenuto con la proposta pubblico-privata sul nuovo ospedale di Savigliano, respinta ma per la quale l’azienda ha fornito agli amministratori che ne hanno fatto richiesta tutti i dati con la massima trasparenza”.
“Non abbiamo mai attribuito responsabilità dirette alla sindaca che però, essendo autorità sanitaria locale, non può considerarsi alla stregua di un semplice cittadino e deve reclamare una documentazione totalmente trasparente sulla vicenda – ha proseguito Bongiovanni -. Ad oggi è tutto fermo. Anche se l’azienda ospedaliera aveva assicurato che la progettazione sarebbe stata approvata entro la prima metà di gennaio, fatto che avrebbe consentito l’avvio dell’iter di finanziamento INAIL: non possiamo essere certi che non sarà così fino a ottobre, momento in cui si pronuncerà il TAR”.

Più caustico, senza sorprese, l’Indipendente: “Qualcuno ha delle responsabilità in questa situazione, il ritardo nell’avere un nuovo ospedale e tutto ciò che questo comporta dal punto di vista economico, oppure no? – ha detto Boselli, lamentando una volta di più l’atteggiamento a suo dire passivo tenuto dalla sindaca davanti alle disposizioni regionali - Naturalmente la Regione, ma anche il Comune secondo me: l’ospedale è nella città e deve esserne parte viva, il sindaco ha una responsabilità piena in questo senso”.
“Una maggioranza di centro-sinistra con una componente, determinante, di centro-destra che ne determina l’attività politica porta a questo – ha poi aggiunto -: è evidente che Patrizia sia sotto ricatto politico, su questo e su altri temi, la conosco e se avesse i margini politici da giocare lo farebbe. Serve dare un segnale e l’abbiamo detto più volte: abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario e aperto incentrato sulla questione, che sì è nel limbo ma non ‘in stasi’. E, anzi, sta precipitando con rapidità e certo non attende che chi si deve muovere si muova”.
“Non è un dramma ammettere che il precedente Consiglio comunale abbia sbagliato nel prendere alcune decisioni – ha concluso Boselli -. Dobbiamo trovare la forza di capire che la situazione di allora non sussiste più e che serve una presa di posizione precisa e solida capace, se necessario, di prendere in contropiede anche la Regione”.














