Con fede, preghiera e profonda devozione, la città di Bra ha rinnovato la festa in onore di Maria Ausiliatrice, cuore della spiritualità salesiana.
Salutata da drappi colorati, da fiori e da tanti fedeli, la Madonna di don Bosco è tornata tra le vie del quartiere oltre-ferrovia, che si è fermato per assistere alla tradizionale processione.
Il rito religioso di domenica 25 maggio è stato presieduto dal vescovo emerito di Biella, monsignor Gabriele Mana, accompagnato dal parroco don Gilberto Garrone, dal clero locale e dall’intera comunità salesiana, che fa riferimento al direttore don Riccardo Frigerio.
Con le autorità civili, guidate dal sindaco Gianni Fogliato, anche i Salesiani cooperatori, le Confraternite dei Battuti Neri e dei Battuti Bianchi, i giovani della scuola salesiana e diverse realtà di volontariato cittadino.
La statua ha iniziato il suo “cammino” dal cortile dell’Istituto San Domenico Savio di viale Rimembranze. Qui ha fatto ritorno dopo un percorso scortato dalla Polizia locale a garanzia della sicurezza del corteo e segnato da una grande partecipazione di gente, che ha intonato preghiere e canti per Lei, aiuto dei cristiani e faro che illumina la via per giungere a Dio.
Le parole del Vescovo si sono soffermate sulla pagina di Vangelo che presenta il miracolo compiuto da Gesù a Cana di Galilea, ricordando ai presenti l’importanza di avere una Madre in cielo che intercede incessantemente per noi presso il suo dilettissimo Figlio.
«Maria c’è sempre, alle nozze di Cana così come nella nostra vita. Ella anticipa i bisogni degli uomini e anticipa l’intervento di Dio per restituire la gioia al mondo, e la morte si trasforma in vita», ha detto monsignor Mana al termine della processione.
Poi la benedizione solenne e la “Buonanotte” salesiana: una tradizione che si mantiene ancora oggi. Tutte le sere all’Oratorio di Valdocco don Bosco metteva a letto i ragazzi, raccontando loro una storiella… così spalancava la porta dei sogni e gli incubi rimanevano lontani.

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