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Attualità | 20 ottobre 2025, 12:29

Due volumi bodoniani del XVIII secolo donati ai Fondi storici della biblioteca di Saluzzo

Importante donazione del professor Alberto Basso, musicologo e fondatore dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

Due volumi bodoniani del XVIII secolo donati ai Fondi storici della biblioteca di Saluzzo

A distanza di pochi giorni dall’inaugurazione della nuova sede (in via volta, vecchia sede della biblioteca), la collezione dei Fondi storici della biblioteca di Saluzzo riceve un importante donazione dal professor Alberto Basso, musicologo e fondatore dell’Istituto per i Beni Musicali in Piemonte

Due preziose edizioni bodoniane appartenenti alla collezione privata del professore diventano, infatti, patrimonio cittadino. 

I due volumi sono: “Pel solenne battesimo di S.A.R. Ludovico principe primogenito di Parma portato alla fonte da Sua Maestà Cristianissima e dalla Real Principessa delle Asturie. Iscrizioni esotiche e caratteri novellamente incisi e fusi”, Parma, Reale Stamperia, 1774, con la firma di Carlo Muletti risalente al 1801; “La Zingarella. Ottave in occasione delle faustissime nozze… Girolamo Buonvisi con… Anna Sardi”, di Lazzaro Vitali, Parma, Stamperia Reale, 1784. 

Si tratta di due esemplari in perfette condizioni – spiega l’esperta Giancarla Berteroparticolarmente importanti per la collezione saluzzese, composta in gran parte da edizioni provenienti dalla tipografia bodoniana privata. Questi volumi permettono infatti di documentare il primo periodo di attività del tipografo saluzzese nella stamperia ducale di Parma. Il primo, in particolare, rappresenta una delle prime prove dei caratteri esotici di Gian Bernardo De Rossi, il più importante ebraista della sua epoca, arrivato all’Università di Parma come docente nel 1769.”

A nome di giunta e consiglio comunale e della Fondazione Apm – commenta l’assessora alla Cultura Attilia Gullino, ringrazio il professor Basso per questo dono prezioso, sottolineando la generosità che da sempre egli riserva alla nostra città. Rendere patrimonio comune una ricchezza personale è indice di grande visione e di amore per la città e per la crescita collettiva della comunità tutta. Questi antichi volumi, da oggi a disposizione della collettività, potranno essere ammirati e studiati come tutti i nostri Fondi storici".

cs

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