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Attualità | 22 ottobre 2025, 06:03

La Caritas 'raddoppia' il suo aiuto in via Pola: "Due nuovi servizi con l'ambulatorio sociale e il centro d'ascolto"

Don Domenico Degiorgis, direttore dell’Ufficio Caritas: “Avviciniamo le cure e l’ascolto a chi fa più fatica a raggiungerli: nessuno deve restare ai margini”

Don Domenico Degiorgis, direttore dell’Ufficio Caritas e presidente della Fondazione Caritas diocesana

Don Domenico Degiorgis, direttore dell’Ufficio Caritas e presidente della Fondazione Caritas diocesana

Da domani, giovedì 23 ottobre, alle 10, ad Alba sarà operativo un secondo ambulatorio sociale accanto alla mensa e al dormitorio di via Pola, gestito in sinergia tra Caritas, Croce Rossa e Comune di Alba. Il nuovo presidio, gratuito e anonimo, offrirà visite mediche e farmaci essenziali a chi non è iscritto al Servizio sanitario nazionale, raddoppiando così l’attività avviata presso la Croce Rossa di via Ognissanti (in foto sotto)

A spiegare il significato di questo passo è don Domenico Degiorgis, direttore dell’Ufficio Caritas e presidente della Fondazione Caritas diocesana.

Don Degiorgis, perché portare l’ambulatorio anche in via Pola?
“Perché chi vive situazioni di fragilità spesso non trova la forza di muoversi in ambienti nuovi. Portare il servizio vicino ai luoghi che frequenta, come mensa e dormitorio, significa abbattere una barriera invisibile e rendere le cure più accessibili. Da giovedì mattina il dottor Stefano Quaranta sarà presente con il supporto dei volontari: è un passo concreto per non lasciare indietro nessuno.”

Accanto all’ambulatorio, annunciate anche un nuovo centro d’ascolto.
“Da novembre apriremo un secondo centro d’ascolto proprio in via Pola, il martedì e il sabato dalle 17.30 alle 18.30, mentre resterà attivo quello di piazza Monsignor Grassi. L’obiettivo è semplice: avvicinarci alle persone, costruire legami, accogliere chi chiede aiuto in un luogo che conosce e dove si sente a casa.”

Chi seguirà le diverse attività nei nuovi spazi?
“Ci saranno presenze differenziate, ciascuna con un compito preciso. Fra Luca continuerà al centro di ascolto diurno della Caritas, fra Davide sarà presente nel nuovo centro d’ascolto serale di via Pola, mentre fra Maurizio collaborerà all’emporio solidale, accompagnando anche alcuni percorsi individuali. Accanto a loro operano altri religiosi e numerosi volontari laici, impegnati nei turni dell’accoglienza e nella gestione quotidiana dei servizi. L’obiettivo è offrire un sostegno completo: spirituale, materiale e relazionale, con volti riconoscibili e una presenza costante".

Oltre a questi nuovi impegni, ha da poco ricevuto anche un altro incarico.
“Sì, sono stato nominato cappellano del carcere di Alba. È un servizio che sento nello stesso spirito di questi progetti: restare vicino a chi vive una condizione di limite, accompagnarlo con discrezione e dignità. Non ci sono luoghi dove la presenza della Chiesa non abbia senso.”

Come si sta preparando la Caritas all’inverno?
“Il dormitorio resta sui 24 posti legali e cerchiamo di accogliere tutti, ma ci sono persone con fragilità particolari — penso a dipendenze o disturbi — che richiedono strutture più adeguate. Non si tratta di escludere, ma di capire insieme a Comune e Servizi sociali come garantire a ciascuno un posto sicuro e compatibile con la comunità.”

Ci sono incontri in programma con il Comune per affrontare queste situazioni?
“Sì, c'è stato un incontro con Comune di Alba e associazioni che lavorano sul territorio per confrontarci sui temi della comunità e dell’accoglienza. Abbiamo già chiesto anche un confronto diretto con l’assessora Donatella Croce e il sindaco Alberto Gatto per condividere le prossime scelte. È fondamentale non agire da soli, ma in rete.”

Da dove riparte, oggi, la Caritas albese?
“Dal costruire legami veri e dal lavorare insieme. I gesti immediati sono necessari, ma senza una riflessione comune rischiamo di rincorrere le emergenze. Vogliamo generare un pensiero che orienti le nostre scelte quotidiane, a partire da ciò che è più umano.”

Daniele Vaira

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