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Al Direttore | 12 febbraio 2026, 17:11

Grazie al reparto di Fisioterapia del Santa Croce di Cuneo, dove si cura con le mani e con il cuore

Da parte di una giornalista della nostra testata, trattata per molti mesi da Stefania Marone, a cui va un grazie speciale

Grazie al reparto di Fisioterapia del Santa Croce di Cuneo, dove si cura con le mani e con il cuore

Oggi, 12 febbraio, ho concluso il terzo e ultimo ciclo di fisioterapia all'ospedale Santa Croce di Cuneo. E non posso che dire grazie per ciò che ho ricevuto, dal punto di vista medico e umano. 

Perché in quel reparto al piano interrato, di fronte al bar, ogni giorno si compiono tanti piccoli miracoli. Mani, cuore e cervello lavorano insieme, come recita una frase appesa alla parete: "il fisioterapista ha il cervello dell'uomo di scienza, il cuore dell'umanista e le mani dell'artista". 

Per la mia esperienza, è stato proprio così. 

Dopo un intervento alla spalla, conseguenza di una brutta lussazione causata da un incidente in scooter, sono diventata una paziente della Fisioterapia, reparto di cui, ammetto, non conoscevo neppure l'esistenza. 

Fino alla scorsa estate, per fortuna, mai avevo subito traumi importanti. 

Sono stata operata dal dottor Francesco Marra, che ringrazio tantissimo assieme al dottor Antonio Rea e al primario dell'Ortopedia di Cuneo, il dottor Luciano Piovani, con tutto il reparto. Persone splendide. 

Ma è stato "il dopo" il periodo veramente duro, quello in cui temi di non recuperare più la piena mobilità della spalla (destra, tra l'altro), in cui il dolore ti impedisce di dormire e in cui fatichi a fare anche le cose più banali e scontate. 

Nulla di drammatico, ci sono cose ben più gravi, ma è comunque una situazione difficile per chi è abituato a essere autonomo e indipendente. 

Tutto questo Stefania Marone, la fisioterapista che mi ha avuta in carico per più di quattro mesi, due volte a settimana, lo ha capito. E con pazienza mi ha aiutato a recuperare non solo la mobilità dell'arto, ma la fiducia in me stessa e l'accettazione di quanto mi era successo. 

Non posso che ringraziarla per lo straordinario lavoro che ha fatto con me e su di me, con una sensibilità e un'empatia davvero rare. 

Ma non è l'unica. Ho apprezzato la gentilezza di Giuliana Martina, fisioterapista e coordinatrice, e dei medici fisiatri del reparto, il dottor Gian Paolo Gorrini, la dottoressa Monica Lacqua e il dottor Giulio Varrone,  anche se quest'ultimo non l'ho conosciuto. 

E di tutto il personale. 

Credo che il mio pensiero sia quello di tanti. Ho visto, in questi mesi, anche alcune persone di cui Targatocn ha scritto, perché coinvolte in incidenti stradali di cui abbiamo dato notizia e che ho ritrovato nelle palestre del reparto, a risollevarsi dai traumi subiti. 

Lì, sotto le mani dei fisioterapisti, si ricomincia lentamente a riprendersi la propria vita e a recuperare la propria indipendenza. 

La mia spalla è quasi a posto, l'articolarità è quasi totale; ora il lavoro sarà sulla forza, ma in un'altra sede. 

Perché le persone da trattare sono tante. 

I fisioterapisti dell'ospedale - non lo sapevo - non trattano solo i pazienti post acuti in ambulatorio, ma si occupano principalmente dei pazienti ricoverati in Ortopedia, Neurologia, Pneumologia, Cardiologia e in tanti altri reparti. Le loro mani servono ovunque. 

In tanti anni di lavoro a Targatocn non ho memoria di lettere di ringraziamento ed elogio dedicate al reparto di Fisioterapia del Santa Croce. 

Ho deciso di inviarla io, perché è un reparto che funziona, dove l'attenzione alla persona va oltre la riabilitazione fisica. O, almeno, è quello che ho vissuto in questi lunghi mesi di piccoli miglioramenti, scoramento, lacrime e rinnovato entusiasmo. 

Per cui, grazie all'intero reparto. E grazie, soprattutto, a Stefania. 

Barbara Simonelli

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