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Attualità | 12 febbraio 2026, 06:10

Pendolari piemontesi in trincea: “Così il servizio ferroviario non è più sostenibile”

Dalle 7.193 firme consegnate in Parlamento alla richiesta di sospendere gli aumenti tariffari: Fulvio Bellora, referente del Co.M.I.S., traccia un bilancio a 360 gradi tra criticità e proposte

Fulvio Bellora, referente del Co.M.I.S

Fulvio Bellora, referente del Co.M.I.S

Non è solo una protesta, ma un percorso che negli ultimi mesi ha preso forma tra raccolte firme, richieste formali e confronti istituzionali. Il Co.M.I.S. – Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile ha portato all’attenzione nazionale e regionale il tema del trasporto ferroviario piemontese, consegnando 7.193 firme a sostegno della petizione “Migliorate le nostre ferrovie regionali – rispettate il nostro diritto al trasporto”. Ne parliamo con Fulvio Bellora, referente del Co.M.I.S., per ricostruire contenuti, numeri e proposte.

Partiamo dalle firme: che significato hanno le 7.193 adesioni raccolte?
“Non sono un numero simbolico. Sono la dimostrazione che il disagio è diffuso e trasversale. Il 26 gennaio abbiamo consegnato a Roma, alla Camera dei Deputati, il documento con le firme all’onorevole Andrea Casu e alla presidente di RFI Paola Firmi. Il 9 febbraio lo abbiamo inviato via PEC al presidente della Regione Alberto Cirio, all’assessore Marco Gabusi, alla II Commissione Trasporti e all’Agenzia della Mobilità Piemontese. È un segnale chiaro: il problema è sentito.  L’iniziativa, patrocinata da AMODO – Alleanza Mobilità Dolce, nasce per dare voce a un malcontento che  riguarda continui e quotidiani disservizi, alcuni ormai cronicizzati”.

Qual è oggi, in sintesi, la criticità principale del servizio ferroviario regionale?
“Negli ultimi tempi abbiamo registrato un peggioramento evidente: ritardi ripetuti, cancellazioni, limitazioni di percorso. Per un pendolare non è un episodio, ma una condizione quotidiana. Questo incide sul lavoro, sulla scuola, sulla vita privata. Ci sono persone che devono pagare più ore di baby-sitter o rinunciare a impegni familiari. Sono disagi concreti.”

Spesso si richiama la presenza di cantieri per giustificare la situazione. È così?
“I cantieri incidono, ed è giusto riconoscerlo. Le grandi opere sono positive. Ma non possiamo attribuire tutto ai lavori in corso. Ci sono irregolarità quotidiane sull’infrastruttura – passaggi a livello, deviatoi, segnalamento – e sul materiale rotabile. La manutenzione ordinaria, negli ultimi decenni, è stata probabilmente carente.”

Tra le richieste avanzate nella petizione quali sono le priorità?
“Chiediamo il ripristino dell’orario pre-Covid, il potenziamento e rinnovo del materiale rotabile, una migliore gestione delle criticità con adeguata assistenza ai passeggeri, maggiore sicurezza nelle stazioni e a bordo, un piano pluriennale di sviluppo della rete. E un miglioramento dei sistemi di informazione e circolazione su SFR e SFM.”

Ad Alba avete incontrato l’amministrazione comunale. Quali temi sono stati affrontati?
“Nelle scorse settimane abbiamo incontrato il sindaco Alberto Gatto e l’assessore Edoardo Fenocchio. Si è parlato di SFM4, del collegamento Alba–Asti e della sicurezza nell’area della stazione. È stato un confronto utile, ma inserito in un’azione più ampia.”

Sulla SFM4, qual è il nodo principale?
“I tempi e l’affidabilità, soprattutto al mattino. Il treno delle 6.25 da Alba arriva a Torino alle 8.00: un’ora e 35 minuti per poco più di 60 chilometri, circa 43 km/h di media. È evidente che una tratta così perde competitività. Abbiamo proposto una rimodulazione degli orari, lavorando su coincidenze e precedenze, senza costi aggiuntivi.”

E sulla linea Alba–Asti?
“Chiediamo corse anticipate al mattino per consentire coincidenze verso Milano e un potenziamento nel fine settimana per valorizzare la vocazione turistica. È una linea che può avere un doppio ruolo: pendolare e territoriale.”

C’è poi il tema delle tariffe. Avete chiesto una sospensione degli aumenti previsti dal 1° luglio 2026. Perché?
“Negli ultimi anni, con il meccanismo di indicizzazione all’inflazione, le tariffe sono aumentate di circa il 20%. Nel frattempo le retribuzioni hanno perso potere d’acquisto. Applicare ulteriori rincari in un contesto di servizio percepito come carente sarebbe un errore. Se non fosse possibile bloccarli, chiediamo almeno una misura compensativa equa per tutti gli utenti. I rincari dovrebbero essere legati alla qualità del servizio.”

Il vostro approccio è di pressione o di collaborazione?
“Di collaborazione. Siamo disponibili al dialogo con le istituzioni e con i gestori. Il nostro obiettivo non è polemizzare, ma ottenere un servizio ferroviario efficace, efficiente e realmente competitivo rispetto al mezzo privato. Il trasporto pubblico deve essere un diritto garantito. Valuto positivamente l'interlocuzione con le Istituzioni, durante il tavolo mensile di confronto, ma anche il rapporto quotidiano che si è creato proprio per l'approccio concreto che da sempre abbiamo voluto imprimere al nostro operato".

Daniele Vaira

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